Domenica, 28 Maggio 2017

Back Lavoro Imprese: la Riforma Del Lavoro Non è una Priorità, Ecco Ciò Che Serve

Imprese: la Riforma Del Lavoro Non è una Priorità, Ecco Ciò Che Serve


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La riforma del lavoro è stata al centro del dibattito politico ed economico per molti mesi. Essa ha surriscaldato il clima sociale e ha anche rischiato di causare spaccature all’interno del sistema paese. Le imprese hanno però di recente ridimensionato la sua portata. A fine giugno, infatti, è stato pubblicato da Business International un rapporto che rivela che, secondo le imprese, le vere priorità del paese sono altre.
Il rapporto, che prende il nome di “Europa 2020: come prosperare in una decade a crescita zeroEuropa 2020: come prosperare in una decade a crescita zero”, è stato stilato prendendo a riferimento un esteso sondaggio che ha coinvolto aziende italiane di tutti i tipi, da quelle grandi alle Pmi.
Sono emersi molti dati interessanti, vere e proprie istantanee del sentire delle imprese. Qualunque tentativo di dialogo con le parti sociali dovrebbe prendere in considerazione le istanze delle aziende, che nel rapporto appaiono palesi e non fraintendibili.

Nel dettaglio, è emerso che al centro delle preoccupazioni delle imprese c’è la questione della Pubblica Amministrazione. Troppo pesante, troppo burocratizzata, poco efficiente. Va snellita e razionalizzata secondo il 77% del campione. Grande importanza riveste la faccenda della pressione fiscale. Il 68% degli intervistati ha dichiarato che, per far ripartire il sistema paese, è necessario diminuire le tasse sul lavoro. In particolare, vanno defiscalizzati gli utili non monetizzati ma reinvestiti nell’impresa (è d’accordo il 60% del campione).

Ma al secondo posto tra le richieste, con un imperioso 75% di preferenze, c'è la realizzazione dell’agenda digitale. E’ la tecnologia telematica a fornire la strada per la competitività. L’Italia è ancora sensibilmente indietro. Lo ha ratificato persino l’Ocse, che giudica questo ritardo come una delle cause principali per la scarsa vis competitiva che il sistema economico italiano può sfoggiare all’estero. C’è da dire che il governo, da questo punto di vista, sta dimostrando una certa sensibilità. I risultati, tuttavia, stentano ad arrivare a causa della congiuntura economica sfavorevole (lo pensa il 53% degli intervistati).
La questione dell’Agenda digitale e quella della razionalizzazione della Pubblica Amministrazione sono legate. Un modo per aggiornare la PA è, infatti, quello di digitalizzarla. I presupposti per risolvere entrambi i problemi in un colpo solo, dunque, ci sono tutti.
Di contro, liberalizzazioni e privatizzazioni, che pur stanno occupando i pensieri dell’esecutivo, non sono giudicate molto importanti dalle imprese. Solo – rispettivamente – il 31% e il 22% del campione ha espresso una preferenza a riguardo.
Il direttore della Finanza Pubblica del FMI, Carlo Cottarelli, ha integrato con alcune dichiarazioni il quadro disegnato dal rapporto: “Servono interventi di riforma nel settore dell'energia, del lavoro e in quello delle professioni e giudiziario. L'aumento dell'efficienza del sistema giudiziario è essenziale perché la sua lentezza produce incertezza per le imprese”.
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