Mercoledi, 24 Luglio 2019

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Lavoro a Turni: Aumenta il Rischio di Obesità


lavoro a turni, obesità, malattie cardiovascolari

Lavorare a turni può avere effetti destabilizzanti sul metabolismo e in particolare può causare problemi di obesità e disturbi alimentari in generale. A dirlo è uno studio pubblicato sul GIMLE, Giornale italiano di Medicina del lavoro ed Ergonomia, che approfondisce il rapporto tra la c.d. sindrome metabolica e il lavoro a turni. L’indagine è stata portata avanti da una team di studiosi e professionisti dell’ U.O. Medicina ambientale e Medicina occupazionale della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia, della Scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro e del Dipartimento di Sanità Pubblica e Neuroscienze dell’Università degli Studi di Pavia.
La sindrome metabolica può essere definita come un problema di salute correlato da un rapporto di causa-effetto all’insorgere di malattie cardiovascolari.

I dati fanno registrare un aumento esponenziale di soggetti affetti da tale sindrome: una condizione che negli USA riguarda il 24% della popolazione e in Italia circa il 20% (media confermata anche negli altri Stati europei con un lieve calo nei Paesi nordici). Lo studio appunto ha riscontrato un’incidenza maggiore di obesità e colesterolo alto tra le persone che abitualmente  lavorano su turni.

Lavorare anche nelle ore serali o notturne infatti può comportare un’inversione dei ritmi sonno-sveglia con conseguenti sbalzi di umore. Si hanno ripercussioni nella vita sociale con difficoltà nella gestione del tempo libero. In quasi tutti i casi la sindrome metabolica è associata a disturbi alimentari.
Ma cosa succede all’organismo a livello biologico? L’inversione del ritmo circadiano innesca un’attivazione neuro-ormonale e neurovegetativa specifica che comporta a sua volta l’ aumento della “secrezione di catecolamine e cortisolo con conseguente aumento della pressione arteriosa sistemica e della frequenza cardiaca, attivazione dei processi protrombotici e alterazione del metabolismo lipidico e glucidico”.
Per lo studiostudio in fase sperimentale sono stati monitorati 119 impiegati in un’industria chimica. La sindrome metabolica è stata diagnosticata in 36 casi: di questi ben 28 erano lavoratori turnisti.
Gli studiosi consigliano alcune regole precauzionali: adeguare il menù aziendale in modo da garantire un’alimentazione sana ma completa ad ogni pasto e predisporre un sistema di informazioni per rendere consapevoli i lavoratori dei potenziali effetti sull’organismo umano del lavoro su tre turni e per sensibilizzarli sull’importanza di adottare una gestione del tempo e del riposo corretta.  
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