Lunedi, 18 Dicembre 2017

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Il 43% Dei Giovani Trova Lavoro Grazie a Famiglia e Amici


giovani, lavoro, famiglia

Il rapporto tra giovani e lavoro è sempre più complesso nel nostro Paese, tanto che l'Italia è quarta per tasso di disoccupazione giovanile tra i Paesi Ocse. Ma non è questa l'unica anomalia tra mercato del lavoro e giovani. Infatti, secondo quanto è emerso dai dati dei Giovani di Confindustria, presentati al convegno di Santa Margherita Ligure, il 43% dei giovani trova lavoro grazie a famiglia e amici, il 10% inizia una attività autonoma e solo il 3% ci riesce tramite l'Università o la scuola. Ma non finisce qui perchè a tre anni dalla laurea ben il 26% dei giovani non ha ancora un impiego, e, aggiungiamo noi, la stragrande maggioranza degli altri lo avrà a tempo determinato. Difficoltà lavorative e prezzi delle case alti fanno si che su 13 milioni di under 35, ben 9 vivano ancora a casa con i genitori e solo in 2 milioni hanno dei figli.

Buone notizie latitano anche per quanto riguarda le retribuzioni dei giovani, con il salario medio degli under 35 che arriva a 1123 euro, cifra che scende a mille euro per le donne. I salari, poi, in questa Italia ingessata, crescono solamente con l'anzianità. Siamo un popolo che non premia i giovani, e non ci voleva Confindustria a sottolinearlo, ma alcuni dati rendono ancora più chiaro il quadro. La differenza di salario tra un 35 enne e un 65 enne è del 29% in media, mentre tra laureati si sale addirittura al 92%.

Il mercato del lavoro per i giovani è flessibile solo per quanto riguarda l'uscita. Infatti un ragazzo di 25 anni in Italia ha il 25% di possibilità di trovare lavoro, contro il 35% di Germania e il 45% di Gran Bretagna, ma allo stesso tempo la probabilità di transizione da occupazione a disoccupazione è del 6,3% in Italia contro il 4,1% delle Germania.
Il mercato del lavoro in Italia si contraddistingue insomma per un marcato dualismo tra giovani e meno giovani, ma, nonostante ciò investiamo poco per le politiche attive per il lavoro, quali servizi, formazione e start up. Rispetto alla Francia investiamo la metà delle risorse per queste attività, ma destiniamo risorse 5 volte superiori per pre pensionare i lavoratori.
Fra gli occupati con meno di 35 anni solo il 3,8% è un libero professionista, solo il 2,3% ricopre posizioni dirigenziali e solo lo 0,5% è imprenditore. Anche se, rilevano da Confindustria, la poca propensione a fare impresa appena usciti dal mondo della scuola viene compensata da una relativamente ampia percentuale di imprese guidate da giovani. Infatti le aziende con amministratore delegato sotto i 44 anni in Italia sono il 19% del totale, più che in Inghilterra e poco meno che in Germania e Francia. Si tratta nella quasi totalità dei casi imprese medio piccole, con meno di 50 dipendenti e fatturato inferiore ai 10 milioni, ma presentano una spiccata propensione ad innovare (il 2,6% in più rispetto alle altre imprese).
 
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