Sabato, 25 Novembre 2017

Lavoro

Imprese Giovanili: Cala l'Incidenza di Quelle Guidate da Imprenditori Under 35

imprese giovanili, imprenditori, under 35L'Identikit dei nuovi imprenditori italiani prevede tra le caratteristiche principali quello della gioventù, tanto che secondo Unioncamere il 45,4% delle nuove imprese sono state aperte da giovani under 35. Nonostante questo dato l'incidenza delle imprese giovanili sul totale del tessuto imprenditoriale italiano è calata dall'11,8% del 2010 all'11,4% dello scorso anno. I dati provengono dall'Osservatorio di Unioncamere sull’imprenditorialità giovanile e considerano tra le imprese giovanili le ditte individuali il cui titolare ha meno di 35 anni, le società di persone in cui oltre il 50% dei soci ha meno di 35 anni e le società di capitali in cui la media dell'età dei soci e degli amministratori è inferiore sempre ai 35 anni di età. Come è possibile questo fatto?
Il calo registrato, pari a 26 mila imprese su un totale di 700 mila imprese di under 35 presenti in Italia (-3,6%) è dovuto a due fattori principali.

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Stipendi: i Lavoratori Italiani Sono i Quinti Peggio Pagati d'Europa

lavoratori, stipendi, retribuzioniIn Italia secondo la Cgil il bacino di disoccupati, inattivi, precari e sottoccupati coinvolge 8 milioni di persone, ma anche chi un lavoro stabile ce l'ha, non se la passa certo bene, non solo perchè la crisi è tutt'altro che superata, ma soprattutto perchè lo stipendio spesso non basta per arrivare alla fine del mese. La ragione è principalmente una, gli stipendi sono troppo bassi. Ma non solo in rapporto al costo della vita ma anche, anzi, a maggior ragione, in senso assoluto, specie se paragonati con quelli dei lavoratori dei Paesi dell'Eurozona. Il confronto è stato effettuato dall'Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea, prendendo come riferimento gli stipendi dei lavoratori dipendenti di aziende con almeno 10 persone. Una scelta forse che ci penalizza più di altri Paesi in quanto, come abbiamo visto, in Italia il 95% delle aziende italiane ha meno di 10 dipendenti, tuttavia è questo il criterio adottato da diverso tempo.

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Disoccupazione Giovanile Al 31%, Ma Non Tutto è da Buttare

disoccupazione giovanile, giovani, disoccupazione femminileL’Istat ha diramato i dati relativi alla disoccupazione giovanile rilevati nel corso dello scorso anno. Non ci sono buone notizie: il tasso di disoccupazione tra i giovani è salito al 31%. Sfondata quindi la soglia del 30%, definita da molti come una soglia psicologica. Tutto ciò si è concretizzato con la sparizione di circa 80 mila posti di lavoro negli ultimi nove mesi dell'anno.
Il problema dei giovani senza lavoro sta assumendo i contorni dell’emergenza sociale, acuita da altri ‘handicap’ quali la scarsa retribuzione e la precarietà.
Quel che preoccupa, tra le altre cose, è il rapporto tra le statistiche italiane e le statistiche straniere. In tutto l’Occidente industrializzato, solo la Spagna soffre di una situazione peggiore della nostra. Nel paese iberico il 45% dei giovani è senza lavoro. Sono numeri che, nonostante le differenze di atteggiamento nei confronti del lavoro tra giovani italiani e giovani stranieri, rispecchiano un malessere diffuso.

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Occupazione Femminile: Al Sud Lavora Meno di una Donna su Tre

occupazione femminile, donne, lavoro, MezzogiornoTra il 2008 e il 2010 in Italia hanno perso il lavoro 532 mila persone, la maggior parte dei quali giovani e di cui oltre 100 mila donne. Un dato molto grave se si considera la scarsa partecipazione al mercato del lavoro delle donne, soprattutto di quelle giovani. Il Cnel ha riscontrato nel recente convegno “Stati generali sul lavoro delle donne in Italia” che il tasso di occupazione femminile in italia è del 46,1%, quota tra le più basse in Europa (peggio di noi fa solo Malta).
Lo Svimez ha cercato di approfondire il tema scattando una fotografia della condizione lavorativa delle donne al Sud, dalla quale emerge che il tasso di occupazione femminile nel Mezzogiorno scende addirittura al 30,4%, contro il 54,8% del Centro-Nord e il 58,2% del resto d'Europa. Un tasso di occupazione quello delle donne del Mezzogiorno inferiore di quasi 30 punti percentuali a quello previsto dal trattato di Lisbona.

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L'Identikit Dei Nuovi Imprenditori: Giovani, Maschi, Diplomati e con Pochi Mezzi Propri

nuovi imprenditori, giovani, impresaRecentemente abbiamo visto come secondo uno studio della Camera di Commercio di Monza i nuovi imprenditori si accontentino di guadagnare 1500 euro al mese, oggi vogliamo analizzare più in dettaglio quale è l'identikit dei nuovi imprenditori italiani.
Il destro ce lo offre la consueta analisi di Unioncamere sull'imprenditoria in Italia, che prende spunto dall'apertura di imprese nell'anno appena concluso. Cominciamo col dire che nonostante la locomotiva del Paese sia il Nord, la maggioranza delle nuove imprese sono sorte nel Mezzogiorno. In concreto si registra una quota di nuove iniziative imprenditoriali al Sud e nelle Isole pari al 30,9% e davanti a Nord Ovest (28,6%), Centro (21%) e Nord Est (19,5%).
Nonostante la nascita di una nuova impresa sia spesso fonte di entusiasmo i nuovi imprenditori italiani sono cauti nell'ipotizzare il futuro e la crescita dimensionale del progetto.

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Lavoro Porta a porta: boom di richieste tra gli italiani

lavoro, porta a porta, venditoreTorna di moda il rappresentante della Folletto, tipico degli anni ’90. Nell’era di internet si può essere portati a pensare che questa figura sia superata ma, stando ai dati, non è così. In realtà la vendita diretta risponde alle esigenze di contatto face to face e quindi si adatta bene anche alle esigenze del nuovo mercato. In generale c’è una riscoperta, dettata ovviamente soprattutto dalla crisi economica, del lavoro porta a porta. Secondo i dati resi noti dalla Vorwerk, l’azienda che vende il folletto, nello scorso anno, 7.700 persone hanno inviato il loro curriculum vitae online aderendo alla campagna di ricerca del personale lanciata dall’azienda sul sito di recruitment Jobrapido.it. Alle candidature sul web vanno poi aggiunte quelle che si sono concretizzate attraverso il passa parola.  

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Occupazione Giovanile: le Differenze tra Italiani e Stranieri

occupazione giovanile, lavoro, lavoratori stranieri, lavoratori italianiIl basso tasso di occupazione giovanile in Italia è un problema serio a cui va posta soluzione in tempi rapidi se il Paese vuole pensare di poter tornare a crescere in maniera concreta sia dal punto di vista economico che sociale. Abbiamo visto che non si tratta di un problema di scarsa duttilità al mercato del lavoro, visto che più di 7 giovani su 10 sono disposti a spostarsi in tutta Italia per trovare lavoro, al massimo si può dire che è il mercato del lavoro a non saper accogliere i giovani e che i giovani spesso non mostrano un livello di formazione adeguato per entrare nel mercato del lavoro. Da questo punto di vista, però, emergono grosse differenze tra i giovani italiani e i giovani stranieri, nella fascia di età 15-30 anni, messe in luce da uno studio della Fondazione Leone Moressa.

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Mettersi in Proprio: un’Idea Che Alletta Più Della Metà Degli Italiani

mettersi in proprio, imprenditore, impresaLa difficoltà di trovare un posto fisso (che per alcuni sarà anche noioso ma per altri è rassicurante) e le detrazioni fiscali sulla basta paga che rendono lo stipendio netto insufficiente per affrontare con serenità tutte le spese mensili, spingono sempre più italiani a valutare l’idea di mettersi in proprio. Aprire un’impresa non è certo un percorso senza ostacoli, soprattutto dal punto di vista burocratico ed economico (leggasi tasse) ma d’altra parte offre la possibilità di gestire personalmente il proprio lavoro. Alcune agevolazioni per l’autoimprenditoria (soprattutto giovanile come nel caso della partita Iva per il regime dei minimi o della nuova Società Semplificata a responsabilità limitata) lasciano intravedere in questo sogno alcune possibilità di realizzazione.
Ben il 70% degli italiani è favorevole all’idea di mettersi in proprio.

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Le Professioni in Cui gli Stranieri Hanno Preso il Posto Degli Italiani

stranieri, occupazione, effetto sostituzioneSecondo quanto riportato da un'indagine del Censis sempre meno italiani sono disposti ad effettuare lavori manuali o pesanti, il che determina un effetto sostituzione tra la manodopera italiana e quella straniera. La conferma è arrivata dallo studio della Fondazione Leone Moressa : “L’occupazione straniera: esiste un effetto sostituzione?”. Partiamo dai dati relativi alle dinamiche occupazionali. Dal 2007 al 2010 la manodopera straniera nel mercato del lavoro nazionale è passata da 1,5 milioni di occupati a poco più di 2 milioni, un aumento che si è tradotto in un incremento della componente straniera sul totale dei lavoratori italiani di 2,6 punti percentuali ( dal 6,5% al 9,1%). Già perchè mentre l'occupazione degli italiani è calata, causa crisi del 4,3%, (-1,5 milioni di unità) gli stranieri sono aumentati con un ritmo del 38,5% (+578 mila persone).  

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