Sabato, 25 Novembre 2017

Lavoro

Industria: con la Crisi Persi 675 Mila Posti di Lavoro

Lavoro, industria, crisi, occupazione, costruzioniIl periodo che va dal 2007 al 2012 è stato per l'industria italiana un momento ciclico di contrazione, con punte salienti tra il 2008 e fine 2009, a cui è seguita una leggera ripresa nel biennio successivo, per poi ricadere nella recessione tuttora in corso. La contrazione è da attribuirsi a diverse dinamiche sovrapposte che hanno caratterizzato il quinquennio di crisi, tra cui la contrazione della domanda interna. Un'analisi approfondita sul tema è stata proposta dalla Cisl nel “IX Rapporto Sull'Industria Italiana”. Quattro numeri, si legge nell'indagine possono bene sintetizzare il forte periodo di crisi. I volumi produttivi si sono ridotti del 20,5%, gli ordinativi del 17,9%, il fatturato del 4,5%, l'occupazione del 6,8% . La riduzione dell'occupazione è stata tutto sommato contenuta, grazie al ricorso esteso agli ammortizzatori sociali, con le ore di cassa complessive tra il 2007 e il 2011 che, per edilizia e industria, crescono del 315,9%, mentre la cassa in deroga passa dal 7,4% al 14% delle ore totali di cassa autorizzate.

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Retribuzioni Dei Dipendenti: Dal 2000 Sono Cresciute di 29 Euro

retribuzioni, stipendi, dipendenti, bankitaliaTra il 2000 e il 2010 le retribuzioni medie reali nette dei dipendenti sono cresciute solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro, il 2% in più. É questa la cruda realtà che emerga dalle tabelle contenute nella relazione annuale di Bankitalia elaborate dall'Adnkronos. Risultati su cui pesa la crisi economica e le manovre correttive per l'aggiustamento del deficit di bilancio. In ogni caso la magra consolazione è che le retribuzioni tengono il passo dell'inflazione, con il potere d'acquisto che non risente dell'aumento dei prezzi (nella media del periodo).
Nella penuria generale è andata meglio ai dipendenti del Centro-Nord, le cui retribuzioni medie sono cresciute nel decennio del 2,5%, passando da 1.466 a 1.503 euro (+64 euro), rispetto ai lavoratori del Mezzogiorno dove la crescita è stata dello 0,7%, con le retribuzioni cresciute da 1.267 a 1.276 euro (+9 euro).

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La Flessibilità Delle Sedi di Lavoro Migliora l'Umore e la Produttività Dei Lavoratori

flessibilità lavoro, produttività, umorePiù della metà dei lavoratori italiani, il 51%, ha la possibilità di lavorare da sedi diverse dagli uffici principali della loro azienda per almeno metà della settimana. Ciò permette di ridurre i tempi dedicati agli spostamenti e di poter lavorare da una sede più vicina a casa, se non proprio da casa. É questo il risultato dell'ultima indagine di Regus che ha coinvolto oltre 16 mila professionisti in più di 80 Paesi, tra cui l'Italia.
La flessibilità offerta dalle aziende ai lavoratori non si manifesta solamente in contratti precari, ma anche nella possibilità di soluzioni lavorative diverse dalla presenza costante in ufficio, con risvolti positivi sulla salute e sull'umore. Secondo Regus, infatti, la sola riduzione dei tempi di spostamento, che specie nelle grandi città sono diventati grossa fronte di stress, comporta per quasi 6 dipendenti su 10 (il 59%) un miglioramento dell'efficienza lavorativa, con conseguenti vantaggi positivi per l'azienda.

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Rapporto Giovani e Lavoro: il 90% Cerca la Sicurezza Del Posto Fisso

giovani, lavoro, posto fisso, carrieraLavoro e giovani, un rapporto sempre più difficile in Italia. Ai dati sulla disoccupazione giovanile sempre in crescita, si affiancano sempre meno speranze di trovare un lavoro stabile o in linea con quanto si è studiato. Ad indagare la situazione ci ha pensato un'indagine del GI Group : “i giovani italiani e la visione disincantata del lavoro”, pubblicata da IlSole24Ore. Quello che emerge dalla ricerca che ha coinvolto 1.018 giovani tra i 15 e i 29 anni e 1.019 adulti con figli nel medesimo arco di età è una certa inesperienza dei giovani per quanto riguarda il lavoro. Infatti, il 16% dei giovani dell'età considerata non ha mai svolto un lavoro, mentre il 48% ha svolto solo impieghi saltuari. Nel Mezzogiorno la situazione è ancora più critica con 3 giovani su 4 che non hanno un lavoro stabile. Anche contando gli studenti, nel nostro Paese un giovane su cinque è in cerca di prima occupazione, disoccupato o un Neet.

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Fallimento Imprese: in Italia Se Ne Contano 35 Al Giorno

fallimento imprese, crisi, costruzioni, commercioAbbiamo visto nei giorni scorsi che, secondo un'elaborazione di Unimpresa, in Italia è a rischio fallimento un'impresa su tre. Una situazione decisamente critica confermata dai dati di Cribis D&B società del gruppo Crif specializzata nella business information, secondo cui nei primi sei mesi dell'anno sono fallite in media 35 imprese al giorno. Si tratta nello specifico di 6.321 fallimenti in sei mesi. 
Dal primo gennaio 2009, spiegano da Cribis D&B, sono state ben 39.159 le imprese che hanno portato i libri in tribunale dichiarando fallimento, una situazione che è in continuo peggioramento. Confrontando il primo semestre del 2009 con il primo semestre 2012, l'aumento delle istanze di fallimento è stato del 30%. E poco consola il fatto che quest'anno le istanze di fallimento siano state in numero leggermente inferiore rispetto al primo semestre 2011.

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Fallimento Imprese: a Rischio Una su Tre

Imprese, fallimento, banche, sofferenzeImprese sempre più a rischio fallimento. Entro la fine dell'anno, infatti rischia il fallimento un'impresa su tre. A dirlo è uno studio di Unimpresa (Unione Nazionale di Imprese) sulla base dei dati delle sofferenze bancarie e sulla probabilità di ingresso in sofferenza entro l'arco di un anno. Questa probabilità viene stimata attraverso una metodologia statistica che utilizza indicatori presi dal bilancio delle imprese e dalle segnalazioni delle banche alla Centrale dei rischi, che approssimano la presenza di tensioni sulla linea di credito.
Ciò ha portato a stimare che 8 imprese in osservazione su 10 peggiorano la loro performance e salute finanziaria nei 12 mesi successivi al segnale di rischio. La situazione appare decisamente peggiorata rispetto allo scorso anno. In termini assoluti appaiono in difficoltà soprattutto le imprese del settore dei servizi (30.134 su 101.257), seguite da quelle manifatturiere (22.073 su 40.178) e dalle imprese delle costruzioni (16.129 su 32.402).  

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I Giovani Sul Lavoro: Vessati e Precari

crisi, lavoro, giovani, occupazione giovanileLa situazione economica in Italia è pessima. Molti rapporti italiani – spesso dell’Istat – lo hanno certificato. Di recente, però, a certificare questa evidenza è stata anche l’OCSE. Il quadro che emerge è triste, soprattutto per certe categorie demografiche, come i giovani.
Emerge innanzitutto un trend negativo per quanto riguarda la disoccupazione. Il rapporto rivela che dopo un breve stop a inizio 2011, essa ha ricominciato a galoppare, raggiungendo livelli mai visti nel Bel Paese. A maggio 2012 si attestava all’11,1%. Parallelamente, il Pil sta scendendo e scenderà per tutto il 2012. Per il 2013 è invece prevista una fase di stagnazione.
Le particolarità dell’Italia, però, non sono queste cifre, ma come e soprattutto su chi queste cifre si ripercuotono. I costi della recessione, infatti, vengono quasi ed esclusivamente smaltiti sulla pelle dei giovani. Sono loro a pagare per primi il prezzo della crisi.

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A 5 Anni Dalla Nascita Sopravvive Meno di Un'Impresa su Due

Attività, nuove imprese, sopravvivenzaIl tasso di natalità delle imprese, ovvero il rapporto di nuove imprese nate su quello delle imprese già esistenti, è calato al 6,7% il valore più basso degli ultimi 6 anni. A sottolinearlo è l'Istat nel rapporto sulla demografia d'impresa relativo al 2010, anno in cui sono nate poco più di 265 mila imprese, circa 24 mila in meno rispetto all'anno precedente.
A soffrire sono soprattutto il settore delle costruzioni (-1,9% il numero di nuove imprese), mentre si registra una leggera crescita per l'Industria in senso stretto (+0,4%) e per il Commercio (+0,5%).
Sul fronte della mortalità delle imprese, il dato è in diminuzione di 2 decimi di punto percentuale rispetto al 2009 (7,7% contro 7,9%), con le Costruzioni a presentare un calo più significativo (-1,4%), rispetto ad Industria (-0,1%) e a Commercio (+0,1%).

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Miglior Lavoro Del Mondo: Chi l’Ha Fatto Parla di una Grande Fatica

miglior lavoro al mondo, custode, Ricordate il concorso lanciato tre anni fa per trovare il guardiano dell’isola disabitata di Hamilton, al largo del Queensland (Australia)? Il posto vacante era proposto come il miglior lavoro del mondo e in effetti ne aveva tutti i presupposti: location incontaminata, alloggio di lusso (una villa monastica vista oceano valutata tre milioni e mezzo di dollari americani), salario da favola (150 mila dollari australiani per sei mesi di lavoro l’anno) etc. Tra i 34 mila video dei candidati fu scelto quello di Ben Southall da Petersfield, 37 anni, di professione stuntman. Ora il custode, giunta alla fine del concorso-reality, tira le somme di quest’esperienza.
La prima cosa di cui parla, il che stupirà molti dei quali avevano invidiato Ben nel 2009, è la fatica. Insomma sarà anche il miglior lavoro del mondo ma questo non significa che non includa responsabilità e impegno.

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