Sabato, 25 Novembre 2017

Lavoro

Lavoro: Calano gli Infortuni e i Morti

sicurezza lavoro, infortuni lavoro, morti lavoroSe il mercato del lavoro non fornisce buone notizie sul fronte occupazionale, note positive arrivano dall'INAIL, nel suo rapporto annualerapporto annuale, per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro che sono calati nel 2011 del 6,6% rispetto all'anno precedente. In totale sono stati 725.174 gli infortuni denunciati all'istituto di cui 920 purtroppo mortali. Ma anche qui c'è stato qualche miglioramento visto che i casi di morte sul lavoro sono diminuiti del 5,4%,  confermando il trend decrescente già registrato nel 2010.
Tornando agli infortuni sul lavoro, l'INAIL spiega che il 90% avviene nell'esercizio effettivo dell'attività, mentre i rimanenti, quelli in itinere, accadono al di fuori del luogo di lavoro, durante il tragitto casa-lavoro-casa.
Gli infortuni avvenuti in occasione di lavoro sono diminuiti del 6,5% lo scorso anno, mentre quelli in itinere del 7,1%.

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Cresce l'Export di Prodotti Creativi: su Tutti Moda e Design

prodotti creativi, moda, export, designUno dei punti di forza su cui l'Italia ha sempre potuto contare è quello della creatività, una prerogativa che non cambia nemmeno in questo periodo di crisi. Le esportazioni delle imprese creative infatti hanno raggiunto nel 2011 un valore di circa 32 miliardi di euro, con una crescita di ben 8,1 punti percentuali rispetto al 2010. A sottolinearlo è un'elaborazione della Camera di Commercio di Milano, secondo cui le carte vincenti delle imprese creative italiane sono l'innovazione, l'attenzione verso i clienti, lo sviluppo di network, la scelta di puntare su progetti di ricerca pionieristici e la competitività sui mercati esteri.
Tra le regione che esportano di più in questo settore troviamo in testa la Lombardia con 8,121 miliardi di euro (il 25,4% del totale nazionale), in crescita dell'11,3% sul 2010.  

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Imprenditori Stranieri: Dal 2005 Sono Cresciuti Del 49%

imprenditori stranieri, immigrati, lavoroNegli anni della crisi, il peso economico della popolazione straniera in Italia si è fatto più evidente, con un contributo rilevante sia in termini di occupazione che di creazione di ricchezza. A rivelarlo è uno studio della Cna (Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della piccola impresa) secondo cui la crescita degli imprenditori stranieri tra il 2005 e il 2011 è stata del 48,7%, mentre il peso dell'imprenditoria straniera è salito dal 5,7% al 9,1%. Inoltre in questo arco di tempo l'occupazione degli stranieri in Italia è quasi raddoppiata (+97%), mentre quella dei cittadini italiani si è ridotta del 3,4%. Il risultato è che il peso dell'occupazione straniera è passato dal 5,2% al 9,9% del totale.
In termini di valore apportato, spiega lo studio, la ricchezza prodotta dagli stranieri è passata dal 7,1% del 2005 al 12% del 2010, per un totale di 167,537 miliardi di euro.  

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Imprese: la Riforma Del Lavoro Non è una Priorità, Ecco Ciò Che Serve

riforma del lavoro, imprese, pLa riforma del lavoro è stata al centro del dibattito politico ed economico per molti mesi. Essa ha surriscaldato il clima sociale e ha anche rischiato di causare spaccature all’interno del sistema paese. Le imprese hanno però di recente ridimensionato la sua portata. A fine giugno, infatti, è stato pubblicato da Business International un rapporto che rivela che, secondo le imprese, le vere priorità del paese sono altre.
Il rapporto, che prende il nome di “Europa 2020: come prosperare in una decade a crescita zeroEuropa 2020: come prosperare in una decade a crescita zero”, è stato stilato prendendo a riferimento un esteso sondaggio che ha coinvolto aziende italiane di tutti i tipi, da quelle grandi alle Pmi.
Sono emersi molti dati interessanti, vere e proprie istantanee del sentire delle imprese. Qualunque tentativo di dialogo con le parti sociali dovrebbe prendere in considerazione le istanze delle aziende, che nel rapporto appaiono palesi e non fraintendibili.

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Quanto Guadagnano i Manager Delle Risorse Umane in Italia

manager risorse umane, direttore del personale, stipendioDopo aver visto che anche i manager non se la passano molto bene in tempo di crisi, specie sul fronte occupazionale vogliamo analizzare oggi la retribuzione media dei manager delle risorse umane in Italia. Una ricerca in tal senso è stata condotta dalla società di consulenza Towers Watson in collaborazione con l'associazione direttori risorse umane (Gidp/Hrda) su un campione di 66 aziende con un fatturato medio di 138 milioni di euro e 400 dipendenti. Si tratta dunque di aziende di un certo peso e questo aspetto va tenuto a mente, considerando che il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di imprese più piccole. In ogni caso secondo i dati presentati lo stipendio base di un manager HR (direttore delle risorse umane) ammonta a 104.483 euro lordi annui, ai quali va aggiunto un 20% di componente variabile, legata ai risultati raggiunti nel breve e medio termine.

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Pensioni: Giovani a Rischio Futuro con il Calcolo Contributivo

giovani, pensione, sistema contributivoLa riforma delle pensioni ha apportato sensibili miglioramenti sul fronte dei conti pubblici. La spesa per la previdenza, alias per le pensioni, gravava in maniera insostenibile sul bilancio dello Stato. A partire dal 2012 graverà un po’ di meno. Il risparmio è sensibile e crescerà di anno in anno almeno fino al 2040. Tuttavia, come tutti sanno, la riforma che ha rivoluzionato le pensioni ha causato malcontento, poiché ha introdotto un regime, quello contributivo, inedito per la situazione italiana. I problemi, però, rischiano di non finire qui: le vittime ‘designate’ della riforma potrebbero essere non i pensionati / pensionandi di oggi, e nemmeno quelli di domani. Bensì, quelli di ‘dopodomani’: i giovani. Perché i giovani più di ogni soffriranno del nuovo sistema? La risposta gravita attorno alla definizione di regime contributivo.

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Professionisti: con la Crisi Crollano i Redditi

professionisti, crisi, redditiLa crisi morde e lo fa soprattutto con chi rappresenta la spina dorsale del paese, gli stessi che più di ogni altro dovrebbero avere i mezzi per favorire la ripresa del sistema economico.
I professionisti: ecco una delle categoria più vessate dall’attuale ciclo economico. Il loro reddito ha subito un pesante crollo dal 2008 al 2011, ma il trend sta mostrando segnali di continuità anche per il 2012.
E’ un’evidenza emersa dall’ultimo osservatorio Adepp (Associazione degli enti previdenziali privati), che ha elaborato i dati dal 2008 al 2011, presentandoli al recente Festival del lavoro di Brescia, organizzato dall’Organizzazione consulenti del lavoro.
In particolare, è emerso che il reddito dei professionisti è sceso mediamente del 20% tra il 2008 e il 2011. Un periodo nero che è culminato in una schizofrenica discesa proprio l’anno scorso, dopo due anni in cui il fenomeno era stato grosso modo contenuto

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Assunzioni Lavoro: il 60-70% è a Tempo Determinato

Assunzioni, lavoro, tempo determinatoIl Ministero del Lavoro ha pubblicato il Rapporto Annuale sulle Comunicazioni Obbligatorie, che analizza i movimenti che sono stati rilevati nel mercato del lavoro dipendente, parasubordinato nel triennio 2009-2011. Un periodo che coglie in pieno gli effetti della crisi economica e mostra un sostanziale stallo della domanda di lavoro.
Le attivazioni trimestrali di nuovi rapporti di lavoro mostrano un andamento variabile durante il periodo analizzato con il picco minimo nel IV trimestre 2009 (2,3 milioni circa) e quello massimo nel II trimestre 2011 (2,8 milioni circa). Circa il 60-70% delle assunzioni che annualmente vengono effettuate dai datori di lavoro sono a tempo determinato e riguardano qualifiche professionali di medio-basso livello e a carattere stagionale.
L'indagine, in riferimento agli individui, sottolinea che il numero medio di contratti attivati per le donne lavoratrici è considerevolmente più alto rispetto alla componente maschile (1,79 contro 1,64 nel 2011).

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Errore Medico: Arriva l'Hospital Risk Manager per Difendere gli Ospedali

errore medico, hospital risk manager, sanitàL’errore medico è purtroppo un evento non raro e da tenere in considerazione, anche quando non si degenera nei casi di palese malasanità. Ne sono una riprova le numerose cause pendenti per la richiesta di risarcimento dei danni da parte di pazienti che denunciano di non aver ricevuto un trattamento adeguato durante un ricovero o una visita ospedaliera. Non si tratta solo di errori umani ma di un quadro più ampio in cui rientrano mancanza di strumenti, carenza di servizi di assistenza etc. Tutte variabili che contribuiscono a dare al paziente la percezione di un luogo non sicuro e affidabile.
Per questo è stata introdotta la figura professionale dell’hospital risk manager, che ha proprio il compito di mediare tra le richieste dei pazienti e la responsabilità dei medici nelle strutture sanitarie tutelando entrambe le parti in un’ottica di risparmio e trasparenza.

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