Sabato, 25 Novembre 2017

Lavoro

Imprese Familiari: il Cambio Generazionale e il Ruolo Delle Holding

Impresa familiare, holding,L'economia italiana è fatta principalmente da piccole e medie imprese di tipo familiare, si conta, infatti, che il 71% delle aziende sia familiare. Questa situazione che ha reso nel tempo forte la nostra economia trova nel cambio generazionale uno dei suoi punti critici, tra imprenditori che non vogliono lasciare e lotte intestine per il controllo societario. Il tutto condito dalla mancanza di soggetti specializzati che possano aiutare gli imprenditori in questa fase delicata della vita aziendale. Ed è un problema non di poco conto se si pensa che nella realtà italiana un'azienda su cinque è guidata da imprenditori con più di 70 anni, mentre il 3% è guidato da over 80.
Questo è un limite soprattutto in un momento di crisi come quello attuale dove serve innovazione e nuove idee e dove la dimensione aziendale diventa sempre più un elemento di competitività.

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Italiani Al Lavoro Anche in Vacanza

Lavoro, vacanze, spiaggiaIl lavoro in Italia è un grosso problema, con il tasso di disoccupazione che sta raggiungendo nuovi massimi e la disoccupazione giovanile alle stelle. Ma se il lavoro per molti manca, per altri è addirittura troppo, tanto che anche durante le vacanze saranno molti gli italiani che non riusciranno a “staccare” in maniera efficace. A rivelarlo è l'ultima indagine di Regus, secondo cui ben il 78% degli italiani non riuscirà a staccarsi dal lavoro durante le vacanze estive. Sembra paradossale questa situazione, ma secondo i dati riportati quasi la metà dei lavoratori italiani rappresentativi del campione ha dichiarato che durante le vacanze lavorerà tre ore al giorno, anziché godersi il meritato riposo. Vi è poi un 16% che lavorerà addirittura più di tre ore al giorno durante le vacanze.

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Il Ruolo Delle Donne Nell'Economia Italiana: Pesano le Difficoltà Sul Lavoro

Donne, lavoro, economia, famigliaNella relazione annuale della Banca D'Italia, l'istituto di Via Nazionale ha dedicato un capitolo al ruolo delle donne nell'economia italiana, sottolineando che nonostante i progressi fatti negli ultimi decenni, l'Italia rimane uno dei Paesi più arretrati nella graduatoria dell'Indice Global Gender Gap. Siamo infatti al 74° posto su 145 Paesi e al 21° posto tra quelli dell'Unione Europea. I ritardi riguardano soprattutto l'accesso al mercato del lavoro, le opportunità economiche, il livello di retribuzioni, la carriera e l'iniziativa imprenditoriale.
Le cause che rendono difficile il ruolo della donna nel mondo del lavoro e nella società sono molteplici, a partire dalla mancanza di servizi di conciliazione tra lavoro e famiglia, soprattutto nei primi anni di vita dei figli, passando ai carichi domestici e all'attività di cura che all'interno della vita familiare pesano soprattutto sulle donne.

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Professionisti: le Difficoltà Dei Giovani e la Fuga All'Estero

Professionisti, avvocati, tirocinioNegli ultimi quindici anni sono oltre 10 mila i professionisti italiani che hanno preso la via dell'estero per trovare uno sbocco professionale. La maggior parte ha trovato nella Gran Bretagna una seconda patria con 4130 domande di trasferimento, segue la Svizzera con 1515 e la Germania con 1140. A fare i calcoli è stato il Cnel in collaborazione con il Centro Studi del Forum Nazionale dei Giovani nella ricerca “Dall’Italia all’Europa, dall’Europa all’Italia. (Giovani) Professionisti in Movimento”. L'elemento chiave che emerge dall'indagine è che dall'Italia escono professionisti con un background formativo elevato, mentre entrano professionisti a medio-basso valore aggiunto. Infatti, il saldo è pressoché nullo tuttavia mentre da noi escono medici (2.640), insegnanti delle scuole superiori (1.327), avvocati (596) e architetti (214) ad entrare sono soprattutto infermieri (6.513). Per quanto riguarda le nazionalità la maggior parte dei professionisti che entrano in Italia, provengono dalla Romania (5.125), segue la Spagna (1.306) e la Germania (1.030).

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Buoni lavoro: Ecco le Nuove Regole

buoni lavoro, voucher, regolarizzazione lavoroI Buoni Lavoro o Voucher si sono dimostrati una buona soluzione per regolarizzare i lavori stagionali e le prestazioni accessorie. Si tratta in pratica di strumenti di pagamento che contengono per il 75% la paga del lavoratore e per il 25% una quota di copertura dei contributi INPS e Inail.
Nel tempo i voucher hanno permesso di ottenere buoni risultati sul fronte della regolarizzazione del lavoro nero ma hanno dato luogo anche ad abuso, per il fatto che fossero uno strumento poco regolamentato. Adesso si cambia, o almeno si dovrebbe cambiare dopo un braccio di ferro tra Ministri del governo nell'ambito della riforma del lavoro che poteva portare alla scomparsa dei voucher così come li conosciamo. L'idea è quella di portare più regolamentazione nel sistema, sperando che ciò non comporti un ritorno selvaggio al lavoro nero. Vediamo quale dovrebbe essere l'evoluzione dello strumento.

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Gelaterie: un Business Anticrisi Che Strizza l'Occhio a Giovani e Donne

Gelati, gelateria, produzione di gelatiCi siamo occupati spesso dei settori che hanno perso maggiormente terreno durante questa crisi. Tra questi non c'è sicuramente quello delle gelaterie, delle pasticcerie ambulanti e dei produttori di gelati. Infatti, secondo i dati pubblicati dalla Camera di Commercio di Milano il settore è cresciuto nello scorso anno del 2,1%, mentre nel 2010 aveva fatto registrare una crescita del 4,1% rispetto al 2009, un vero Business anticrisi. Dati decisamente positivi che testimoniano che la domanda degli italiani relativa ai prodotti dolciari e ai gelati artigianali rimane alta, nonostante tutto. In totale si contano in Italia 19.166 imprese, contro le 18.763 dello scorso anno, la maggior parte delle quali presenti in Lombardia (2.441 aziende, il 12,7% del totale), Campania (2.167 aziende, l'11,3% del totale) e Lazio (1.814 aziende, il 9,5% del totale).

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Banche: Stipendio Top Manager è 85 Volte Quello Dei Lavoratori

Stipendi, top manager, banchieriQualche tempo fa abbiamo presentato una spiegazione del perchè banchieri e top manager a livello mondiale guadagnano molto anche con la crisi, nonostante le spiegazioni pseudo-scientifiche alcune anomalie non possono che far storcere il naso. Pensiamo al caso dell'Italia, ad esempio, dove gli stipendi dei banchieri e dei top manager sono 85 volte più alti di quelli dei lavoratori. La situazione si presenta piuttosto anacronistica per due ordine di motivi. Il primo assoluto per la sproporzione tra top management e forza lavoro, il secondo per il fatto che questa sproporzione si manifesta anche in un periodo in cui le banche italiane non se la passano certo bene. Secondo uno studio della Uil-Credito, infatti, lo scorso anno l'utile netto delle Banche è calato di 23,6 miliardi, così come forte è stata la pressione sui mercati con titoli azionari in caduta libera, nonostante la forte iniezione di liquidità operata da parte della Bce.

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Stipendi Uomo e Donna: Parità Dal 2016

differenze retributive, stipendio, donne, lavoroCi siamo occupati spesso del rapporto donne e lavoro in Italia sottolineando che siamo uno dei Paesi Ocse con la più bassa occupazione femminile e che le donne vengono spesso discriminate per quanto riguarda avanzamento di carriera e presenza nei ruoli direttivi. Una delle discriminazioni più fastidiose, presente non solo in Italia ma anche in Europa , riguarda la differenza di stipendi tra uomo e donna, a parità di mansione svolta. In Italia questa differenza è variabile a seconda delle stime, infatti secondo il Cnel varia dal 10% al 18%, mentre secondo l'Istat arriva anche al 19,6%. In ogni caso siamo in linea o di qualche punto oltre rispetto alle differenze rilevate dal Parlamento Europeo per quanto riguarda l'Unione Europea, secondo cui le donne guadagnano in media tra il 14 e il 17,4% in meno degli uomini.
Una situazione vergognosa che nel nostro Paese è destinata a scomparire entro la fine del 2016.

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Lavoratori Stranieri: Dall'Inizio Della Crisi Cresciuti Del 50%

lavoratori stranieri, crisiLa crisi ha fatto diminuire il numero di italiani al lavoro, mentre quello dei lavoratori stranieri è aumentato. A rilevarlo è l'Istat secondo cui dal 2007 al 2011 il numero di lavoratori è diminuito di 255 mila unità, con un milione di italiani che hanno perso il lavoro mentre 750 mila stranieri sono stati assunti nello stesso periodo.
Gli occupati in valore assoluto sono diminuiti dai 23,222 milioni del 2007 ai 22,967 del 2011 (-1,09%). Ma i lavoratori italiani (la stragrande maggioranza) sono scesi da 21,719 milioni a 20,716 milioni, per una contrazione pari al 4,61%, mentre quelli immigrati sono passati da 1,502 milioni a 2,251 milioni con un aumento del 49,8%. Questo boom dell'occupazione straniera è da ricondursi a diversi fattori. In primo luogo va rilevato l'aumento della regolarizzazione del lavoro nero, soprattutto degli occupati nelle mansioni di assistenza in casa e alle persone (colf e badanti).

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