Sabato, 25 Novembre 2017

Lavoro

Sconto Fiscale Del 50% per Chi Assume Lavoratori Svantaggiati Nel Mezzogiorno

Mezzogiorno, Lavoratori, tempo indeterminatoAi nastri di partenza il Bonus Sud destinato a chi crea occupazione stabile nel Mezzogiorno. Il beneficio spetta ai datori di lavoro che hanno assunto personale “svantaggiato” o “molto svantaggiato” a tempo indeterminato nel periodo che va dal 14 maggio 2011 al 13 maggio 2013, nella misura del 50% dei costi salariali. I fondi a disposizione sono 142 milioni di euro, garantiti dal Fondo Sociale Europeo e ripartiti nelle varie regioni nel modo seguente: 4 milioni per l'Abruzzo, 2 milioni per la Basilicata, 20 milioni per la Campania, 20 milioni per la Calabria, 1 milione in Molise, 10 milioni in Puglia, 20 milioni in Sardegna e 65 milioni in Sicilia. Per lavoratori “svantaggiati” si intendono, secondo la definizione della Commissione Europea coloro che: non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, che non possiedono un diploma di scuola media superiore o professionale, che hanno più di 50 anni, che vivono soli con una o più persone a carico.

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Tasso di Disoccupazione Giovanile: Italia Quarta tra i Paesi Ocse

disoccupazione giovanile, giovani, lavoroIl problema della disoccupazione giovanile in Italia sta assumendo i contorni di una vera e propria emergenza sociale. A ribadire il concetto è stata l'Ocse secondo cui l'Italia è al quarto posto tra i Paesi membri per tasso di disoccupazione giovanile, che ha raggiunto a marzo il 35,9% nella fascia di età 15-24 anni. Il nostro Paese mostra un tasso più che doppio rispetto a quello medio dei Paesi Ocse (17,1%) che a quello dei Paesi del G7 (15,1%) e superiore di più di 15 punti percentuali rispetto al tasso della Zona Euro (22,1%) e dell'Unione Europea a 27 (22,6%).
In generale, sottolinea l'Organizzazione per lo sviluppo economico, si contano nei Paesi industrializzati quasi 11 milioni di giovani disoccupati e il tasso di disoccupazione medio sta tornando ad avvicinarsi al livello massimo del 18,3% registrato nel novembre 2009.

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Marchi: la Crisi Non Ha Ridotto la Creatività Italiana

Marchi, creatività, domandeTra il 2009 e il 2012 le domande di marchio comunitario depositate presso l'Ufficio per l'Armonizzazione del Mercato Interno (UAMI) sono state 701.806, l'82,7% delle quali provenienti dai Paesi del G12. I più attivi con il 19,1% delle domande totali sono i tedeschi, seguiti dagli Stati Uniti (12,7%) e dalla Gran Bretagna (9,9%) Segue la Spagna con l'8,8% delle domande e l'Italia con l'8,3%, pari in totale a 6.750 richieste. Il Tasso di crescita annuo dei Paesi del G12 è stato in questo periodo del 6,5% (6,1% il dato italiano), mentre quello dei Paesi BRIC del 22%, nonostante la loro quota di domande depositate all'Uami sia pari solo all'1,6% del totale. I dati che emergono da un'elaborazione Unioncamere-Dintec sottolineano come le imprese italiane siano orientate soprattutto verso la registrazione del marchio italiano rispetto a quello comunitario.  

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Lavoratori Precari: Ecco l'Identikit

lavoratori precari, lavoratori atipiciIn occasione della giornata nazionale contro la precarietà, prevista per il 10 maggio, la Cgia di Mestre ha realizzato un identikit dei lavoratori precari. Stiamo parlando di un esercito di lavoratori atipici di 3.315.580 unità, il 14.5% degli occupati italiani, composto da dipendenti a termine involontari e dipendenti part time involontari. Ne fanno parte inoltre i collaboratori, i liberi professionisti e i lavoratori in proprio che presentano contemporaneamente 3 vincoli di subordinazione (monocommittenza, utilizzo dei mezzi aziendali e imposizione dell'orario di lavoro). La retribuzione netta mensile per i giovani precari under 34 è di 836 euro al mese, maggiore per i maschi (927 euro) e inferiore per le donne (759 euro). Cifre che escludono importi come benefit, premi produttività, indennità etc.

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La Soddisfazione e la Motivazione Dei Lavoratori in Italia ed in Europa

lavoratori dipendenti, motivazione, soddifazioneL'ultima edizione del Barometro Endered-Ipsos focalizzata sul “benessere sul luogo di lavoro e la motivazione dei dipendenti” ha messo in luce quanto la crisi stia influendo sui lavoratori Europei. L'indagine ha preso in considerazione sei Paesi Europei: Italia, Belgio, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, evidenziando come nonostante una relativa stabilità nella soddisfazione dei dipendenti, l'Europa si dimostri più polarizzata rispetto al 2008. La crisi, infatti ha colpito i diversi stati in maniera differente facendo emergere in maniera significativa tutte le differenze economiche e culturali presenti, specie tra Europa del Nord ed Europa del Sud.
I lavoratori dipendenti più soddisfatti del proprio lavoro sono i Belgi (77%), seguiti da tedeschi (74%) e Inglesi (63%) e solo il 20% dei dipendenti della Germania e il 35% di quelli del Belgio hanno riportato una riduzione della loro motivazione al lavoro.

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Moda: Situazione Critica per il 71% Dei Negozi

moda, esercizi, crisiIl mercato della moda e del lusso è cresciuto lo scorso anno del 10% a livello globale e dovrebbe attestarsi quest'anno su una crescita del 6-7%, tuttavia alcuni mercati saturi continuano a soffrire. Tra questi c'è il mercato italiano. Secondo quanto emerge da un'indagine della Confesercenti-Fismo, il settore dell'abbigliamento è in seria difficoltà con il 66% dei negozi delle grandi città e il 71% su scala nazionale per cui la situazione resta critica. Ma se recente passato e presente sono difficili nemmeno il prossimo futuro sembra roseo, con solo l'8% degli esercenti che ipotizza un miglioramento della situazione.
Il settore dell'abbigliamento conta più di 173 mila imprese (compresi outlet e franchising) e dà lavoro a 320 mila occupati, per un volume d'affari di 72 miliardi di euro l'anno, di cui 1,5 miliardi generati online.

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Manager: in Tre Anni Persi 100 Mila Posti di Lavoro

manager, crisi, lavoroCi siamo spesso occupati della crisi e degli impatti che questa ha avuto sul lavoro, specie per quanto riguarda imprese e lavoratori dipendenti. Oggi vogliamo parlare di una categoria di dipendenti che ha subito la crisi sulla propria pelle e che per diverse ragioni continua a subirla, mostrando difficoltà di ricollocamento lavorativo. Stiamo parlando dei manager d'impresa. Secondo quanto riporta l'associazione di categoria dei manager, Federmanager, infatti, in tre anni nel settore privato sono andati persi 100 mila posti di lavoro. L'associazione ha preso in considerazione i dati Istat sull'occupazione a partire dal 2008 scoprendo che il calo dei dirigenti, in termini percentuali è stato del 20,8%, da 500 mila a 396 mila unità.
Il problema della perdita dei posti di lavoro diventa critico quando i manager licenziati non riescono a ricollocarsi.

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L'Austerità è Nemica Del Lavoro e Crea Precarietà

precarietà, occupazione, crisiL'Italia è in grossa crisi sul fronte lavoro con un tasso di disoccupazione del 9,7%, senza contare gli oltre 250 mila cassaintegrati, la disoccupazione giovanile al 31% e il fatto che il 43% degli inattivi è scoraggiato. Ma sono molti i Paesi che manifestano difficoltà occupazionali, tanto che dall'inizio della crisi nel 2007 ad oggi mancano ancora 50 milioni di posti di lavoro a livello globale. A sottolineare la gravità della situazione ci ha pensato l'ILO (Istituto Internazionale del Lavoro) nel rapporto World of Work Report 2012World of Work Report 2012 secondo cui le politiche di Austerità e di rigore imposte in Europa stanno peggiorando la situazione. Non tutti i Paesi hanno però avuto le stesse difficoltà, infatti tra le economie avanzate 6 Stati sono andati in controtendenza creando occupazione. Si tratta di Germania, Austria, Israele, Lussemburgo, Malta e Polonia.
Ma cosa fare dunque di fronte a questa situazione?

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Crescono le Esportazioni Ma la Dimensione Aziendale Delle PMI Rimane un Freno

esportazioni, PMI, dimensione aziendaleL'economia italiana sta passando un momento difficile sotto molti punti di vista, dalla produzione al credito, passando per il lavoro e la debole domanda interna, tanto che il prossimo biennio sarà molto duro sul fronte della crescita. L'unico fronte su cui l'economia italiana sembra tenere nonostante la recessione è quello delle esportazioni, con una crescita attesa in termini reali, per l'anno in corso del 2,8%. A riferirlo è Unioncamere che in un indagine che ha analizzato la capacità di vendere all'estero del nostro sistema imprenditoriale. A livello geografico sarà soprattutto il Nord-Est a registrare le performance migliori con una crescita delle esportazioni del 3,1%, trainata dal Veneto (+3,7%). Segue il Centro con una crescita del 3%, guidata dalla Toscana (+3,1%), il Nord-Ovest (+2,8%) con capofila la Lombardia (+3,2%) e il Mezzogiorno con una crescita inferiore alla media (+1,8%), ma con Abruzzo e Molise in evidenza (+2,6% per entrambe le regioni).

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