Sabato, 25 Novembre 2017

Lavoro

Telelavoro: Capire Se Si è Portati per Fare il Freelance

Telelavoro, FreelanceIl telelavoro: per molte persone è diventato una realtà concreta, per molte altre rappresenta il sogno di una vita libera dai vincoli del lavoro dipendente in ufficio. Nel mezzo ci sono luoghi comuni, falsi miti, truffe etc. Insomma: non è un terreno facile su cui muoversi, soprattutto non si deve pensare che sia un percorso sempre in discesa e che chiunque possa intraprendere questa strada.


TELELAVORO: I NUMERI
Partiamo da qualche numero riportando i dati di un’interessante infografica realizzata da MashableMashable sul mondo dei freelance americani (anche in questo campo gli USA sono stati indubbiamente pionieri). I risultati ci aiutano a comprendere meglio questo fenomeno e a sfatare alcuni luoghi comuni. Al momento un terzo degli statunitensi lavora come freelance, di questi il 60% è donna mentre non si rilevano grandi differenze generazionali. Più della metà dei telelavoratori sono laureati. Il settore in cui questo tipo di impiego trova terreno più fertile è quello tecnologico (molte le possibilità per i programmatori) ma molti lavorano anche come web editor, grafici e blogger.  

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Gli Italiani Antepongono il Posto Fisso a Carriera e Stipendio

lavoro, posto fisso, carriera, stipendioIn un'Italia in cui, nelle grandi aziende, più di 7 assunzioni su 10 vengono fatte con contratti a tempo determinato emerge più che mai la voglia di sicurezza del posto di lavoro. Il posto fisso, insomma è in cima alla lista dei desideri dei lavoratori (e non) italiani, che preferiscono la sicurezza anche alle opportunità di carriera o ad un buon stipendio. A sottolinearlo è una ricerca condotta dall'istituto Icma per conto dell'agenzia per il lavoro Randstad e presentata durante la seconda edizione del Randstad Award, premio dedicato alle aziende più ambite dai lavoratori italiani.
Secondo la ricerca i 3 aspetti più importanti sul posto di lavoro sono, oltre alla sicurezza sul lavoro, segnalata dal 54% del campione, l'atmosfera di lavoro piacevole e un buon equilibrio vita professionale/privata (entrambi con il 48% delle preferenze). Subito dietro a questi fattori troviamo tra gli aspetti più importanti lo stipendio competitivo e i benefit con il 46% delle segnalazioni.

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I Lavoratori Anziani Hanno Retto Meglio l'Impatto Della Crisi

lavoratori anziani, disoccupazione, crisiL'Italia è un Paese che sta invecchiando rapidamente e con una speranza di vita alla nascita sempre più elevata, un aspetto che influisce anche sulle dinamiche occupazionali presenti e future. Abbiamo visto ad esempio che la recente riforma delle pensioni, prevista dalla Manovra Salva Italia ha farà si che nel 2020 i lavoratori andranno in pensione a 67 anni, l'età di pensionamento più alta d'Europa. Ma già da tempo le dinamiche demografiche influenzano quelle relative al lavoro, soprattutto per quanto riguarda gli individui più maturi. Su questo tema ha indagato l'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavorator, Isfol, in un recente working paper dedicato all'invecchiamento attivo (active ageing).
Secondo quanto riportato negli ultimi dieci anni la percentuale di individui di 65 anni e oltre è passata dal 18,4% del 2001 al 20,3% del 2011, con un incremento di ben 1,8 milioni di individui.

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Imprese Femminili: in Italia Quasi un'Attività su Quattro È Guidata da una Donna

imprese femminili, imprenditoria, donneSe sentire comune e statistiche ci dicono che i nuovi imprenditori in Italia sono soprattutto maschi e tendenzialmente giovani, le donne non stanno certo a guardare. Infatti, secondo l'ultima indagine dell'Osservatorio dell'imprenditoria femminile di Unioncamere, nello scorso anno si sono registrate quasi settemila imprese femminili in più, rispetto al 2010, con un incremento dello 0,5%. Un incremento, si potrà pensare, minimo, ma grazie al quale in Italia le imprese femminili hanno raggiunto le 1.433.863 unità, pari cioè al 23,5% delle imprese italiane. Il dato positivo si registra un momento decisamente poco brillante sia per quanto riguarda l'economia, sia sul fronte dell'accesso al credito per le imprese e controbilancia il dato maschile, visto che le imprese guidate da uomini sono calate di 6 mila unità nel 2011. Senza dimenticare le maggiori difficoltà che incontrano le donne sia sul fronte dei finanziamenti, sia dal punto di vista del welfare, con scarsi fondi a sostegno della famiglia e servizi di conciliazione lavoro famiglia insufficienti.  

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Lavoro in Banca: Ben Retribuito e di Prestigio

bancario, lavoro in banca, bancaUn tempo lavorare in banca era sinonimo di privilegio, grazie ai bonus che i bancari potevano vantare e alla sicurezza e bontà del settore creditizio italiano. Ora la situazione è un po' cambiata, le banche italiane, travolte dalla crisi del debito e costretta a ricapitalizzare dall'Eba, sono molto meno solide e hanno perso molto del proprio valore di borsa. Una cosa però è rimasta intatta, o quasi, il fascino che gli istituti di credito suscitano soprattutto tra i lavoratori più giovani. Certo non ci sono più i bancari di una volta ( e forse nemmeno i banchieri) che potevano vantare salari d'oro e benefit esclusivi, ma la banca resta sempre la banca. Secondo quanto emerge dall'indagine “Immagine e reputazione del lavoro in banca”, condotta dall’istituto di ricerca Ipsos per conto della FABI (Federazione autonoma bancari italiani), infatti quasi nove giovani su dieci, tra i 18 e i 25 anni, considerano quello del bancario un impiego ben retribuito (anche se meno che in passato). 

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È Ancora Troppo Bassa la Presenza Femminile Nei Consigli di Amministrazione

Donne Manager, consiglio di Amministrazione, quote La presenza femminile all'interno dei consigli di amministrazione delle società quotate è ancora troppo bassa. A riferirlo solo due analisi giunte a pochi giorni dalla festa della donna, una dell'Unione Europea e l'altra dell'Ocse.
Secondo quanto riporta l'UEUE le donne rappresentano solo il 13,7% dei membri dei consigli di amministrazione delle maggiori imprese dell'Unione Europea, contro circa il 12% registrato nel 2010. Mentre solo una donna su sette siede nel board del consiglio di amministrazione solo il 3% svolge la carica di Amministratore delegato, un risultato in linea con quello di due anni fa.
Di questo passo, spiega Viviane Reading, Commissario Europeo alla Giustizia, ci vorranno più di 40 anni per raggiungere almeno un 40% di presenze femminili nei consigli di amministrazione. Un tempo decisamente più lungo rispetto agli obiettivi stabiliti dalla Commissione Europea, che un anno fa aveva lanciato un appello di autoregolamentazione per portare la presenza femminile al 30% nel 2015 e del 40% nel 2020.

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Doppio Lavoro: lo Fa il 14% Degli Italiani

doppio lavoro, disoccupazione, giovani, stipendioSi parla spesso dei giovani disoccupati in Italia e in effetti i numeri sono allarmanti. Esiste però anche un’altra realtà, altrettanto diffusa anche se forse meno nota, è quella delle persone che hanno un doppio lavoro. Ad una prima lettura superficiale i due fenomeni possono sembrare in contrapposizione (se c’è chi fa due lavori evidentemente l’offerta non manca) ma in realtà, a ben guardare, hanno origine da una stessa matrice: il precariato. Sono proprio le condizioni di lavoro incerte e gli stipendi bassi (insufficienti a coprire tutte le spese) a spingere molte persone a trovare un secondo impiego oltre a quello ordinario e principale. Secondo i dati resi noti dalla Camera di Commercio di Milano il 14% degli italiani (stiamo parlando di circa 3 milioni di persone) ha un doppio lavoro.

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Lavoro Sedentario: i Rischi per la Salute

Lavoro sedentario, salute, stress, obesitàLa tecnologia ha reso le nostre vite più facili, ma, come abbiamo visto, secondo uno studio della University of Massachussets Medical School ciò non significa, per forza di cose, più felici. La tecnologia ha inoltre influenzato molto l'ambito lavorativo aumentandone la produttività, ma rendendo il lavoro anche molto più sedentario con conseguenze negative anche per la salute. Del resto secondo quanto riporta un'interessante infografica dell'OnlineUniversity.net diffusa da Mashable l'attività fisica richiesta al lavoro è diminuita in modo significativo negli ultimi 50 anni. I dati si riferiscono all'universo US, ma possono essere validi (o adattabili in qualche modo) per tutte le economie avanzate (quindi anche per noi). Nel 1960 quasi la metà dei lavoratori richiedeva attività fisica, contro il 20% odierno, ciò ha comportato un minor dispendio calorico di circa 140 calorie al giorno. Un valore minimo che giorno dopo giorno ha comportato un minor dispendio calorico di circa 51 mila calorie l'anno, per un aumento di peso medio di 6,62 kg all'anno.

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Lavoratori Parasubordinati: i Co.Co.Pro Percepiscono un Reddito Pari a 9855 Euro l'Anno

co.co.pro, collaboratori a progetto, lavoratori parasubordinati Il tema del lavoro in Italia è sempre di attualità, ma le notizie quasi mai sono positive. Dopo aver visto che nel nostro Paese il bacino di disoccupati, inattivi, precari e sottoccupati coinvolge 8 milioni di persone è arrivato il turno di affrontare il tema dei lavoratori parasubordinati ed in particolare dei collaboratori a progetto (co.co.pro.). Secondo quanto comunicato dall'Isfol (Istituto per lo Sviluppo della Formazione dei Lavoratori), sulla base dei dati Inps, in Italia i lavoratori parasubordinati risultano essere (nel 2010) 1,422 milioni per un reddito medio percepito di 17.490 euro l'anno. Complessivamente gli uomini rappresentano circa il 58% del totale dei lavoratori subordinati e mostrano un reddito medio quasi doppio rispetto a quello delle donne.
Il 46,9% dei lavoratori parasubordinati (quasi 676 mila) sono collaboratori a progetto (co.co.pro.) per i quali il reddito percepito è pari a 9.855 euro l'anno.

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