Sabato, 16 Dicembre 2017

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CRISI: LE MULTINAZIONALI ITALIANE RIPARTONO, MA SEMPRE PIÙ VERSO L'ESTERO


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Dopo la crisi del 2008- 2009 le multinazionali italiane riprendono a crescere ma sono sempre più orientate verso l'estero che sul mercato interno. Questo è uno dei punti chiave dell'indagine Istat “Struttura, performance e comportamenti delle multinazionali italiane". Secondo l'Istituto Nazionale di Statistica la ripresa delle attività produttive che ha interessato le multinazionali italiane si è sviluppata soprattutto all'estero (per il 38,4% delle imprese), piuttosto che in Italia (21,6% delle imprese). Positivo è però il dato che riguarda gli incrementi nei livelli di attività di supporto avanzate (TLC,progettazione, R&S), che risulta ancora maggiore in Italia (16,7% delle imprese) rispetto all’estero (15,4%) , seppure di poco.
La presenza all'estero delle imprese multinazionali, definita dall'Istat "rilevante e geograficamente diffusa" comprende circa 21 mila unità, che operano in oltre 150 Paesi, impiegando 1,5 milioni di addetti e producendo un fatturato di 386 miliardi di euro (dati 2008). Si tratta di un fatturato oramai pari ad un decimo di quello del complesso delle imprese residenti in Italia, il 13,5% se si considerata il fatturato al netto degli acquisti di beni e servizi.
I settori industriali che presentano il più elevato grado di internazionalizzazione solo l'estrazione di minerali, la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, la fabbricazione di mezzi di trasporto, la fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali e la fabbricazione di prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi.
In generale tra i benefici connessi alle controllate estere, le multinazionali italiane segnalano soprattutto l'accesso a nuovi mercati e la disponibilità di servizi in loco per i clienti (77,3%), la logistica e la distribuzione (53,1%).
Più indietro figura invece il costo del lavoro (42%). Un dato, quest'ultimo, che però sembra contrastare con quello del numero degli addetti presenti nelle varie aree geografiche. Infatti, i tre Stati dove le attività industriali delle multinazionali italiane sono maggiormente presenti risultano essere Romania (116 mila addetti), Brasile (75 mila) e Cina (66 mila), ovvero luoghi dove il costo del lavoro è decisamente basso. Basti pensare che il costo del lavoro pro capite rilevato in questi Paesi è pari rispettivamente a 5,2 ; 17,1 e 2,7 mila euro, contro i 58,3 mila euro del Belgio, i 50,1 mila euro della Germania e i 50 mila euro della Francia .


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Va detto però che anche in Francia il numero di addetti è elevato nell'industria (quasi 57 mila) così come nei servizi (circa 39 mila), settore in cui la è forte anche la presenza italiana in Germania (quasi 66 mila addetti).


LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICA DELLE IMPRESE
L'Unione Europea rappresenta la principale area di localizzazione delle multinazionali italiane all'estero, con il 63% delle imprese, poco più della metà degli addetti (il 50,4%) e il 63,1% del fatturato.
Regina dell'Unione Europea è in questo caso, per l'Italia, la Romania che risulta al primo posto per numero di imprese, con 3.777 affiliate italiane che impiegano oltre 138 mila addetti, realizzando un fatturato di quasi 6,9 miliardi di euro.
Dietro L'Unione Europea troviamo il Nord-America, con il 9,8% delle affiliate italiane all’estero, l’11,4% degli addetti e il 9,7% del fatturato. Seguono gli altri Paesi europei non facenti parte dell'UE27 con l'11,6% degli addetti), l'Asia con il 10,9% e il Centro e Sud America con il 10,4%).

[Via: IstatIstat ]

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