Mercoledi, 26 Giugno 2019

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Esame Avvocato: La Correzione È Insindacabile E Non Soggetta A Ricorso


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A dicembre si terranno, come ogni anno, le prove scritte dell’esame di stato per tutti gli aspiranti avvocati: molti studenti sono al momento impegnati nella preparazione e presi dalle paure di quello che ormai è diventato un vero e proprio spauracchio per i laureati in giurisprudenza. Per molti non è la prima volta e certamente le statistiche degli ammessi all’orale per l’esame di abilitazione alla professione forense non lasciano molto spazio all’ottimismo. Sentendo i racconti di chi è già stato bocciato negli anni passati, a suo dire ingiustamente, si alimenta la paura per una correzione troppo soggettiva o superficiale e molti pensano già, in via senza dubbio prematura, al ricorso. Ma è possibile contestare la correzione facendo appello sul tempo troppo scarso ad essa dedicato?  

Il Tar del Lazio si è espresso sul punto e le sentenza, la n . 7514 del 22 settembre 2011, è chiara: una correzione breve non è automaticamente da considerare superficiale e resta insindacabile.

Il punto di partenza da cui sono partiti i magistrati romani è la collegialità della decisione: se tutti i commissari hanno attribuito lo stesso punteggio ad un elaborato questo basta a dimostrare che la valutazione è stata uniforme e quindi basata su criteri oggettivi. Il ricorso era stato presentato da un candidato non ammesso alla prova orale dell’esame di avvocato, il quale aveva posto l’accento sullo scarso tempo dedicato alla seduta per la correzione. A difesa delle sue ragioni il proponente adduceva anche il fatto che agli scritti valutati in quella giornata era stato attribuito lo stesso voto. Il Tar ha però stabilito che non è compito dei giudici pronunciarsi sulla durata idonea per valutare dettagliatamente un elaborato, salvo casi di evidente arbitrarietà o soggettività discriminante. Il fatto che ci sia stata omogeneità nelle valutazioni non palesa superficialità delle stesse. A nulla vale peraltro eccepire che non vi siano segni rossi sul foglio o note di commento (secondo alcuni riprova del fatto che non vi sia stata correzione): su questo si era già espresso il Consiglio di Stato, con la decisione n. 2331 del 17 settembre 2004 (ribadendo peraltro il contenuto della legge 7 agosto 1990, n. 241). Si legge in questa decisione che il punteggio attribuito rappresenta di per sé una motivazione sufficiente a giustificare la valutazione.

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thekevinchangthekevinchang by flickr
 


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