Mercoledi, 24 Luglio 2019

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FALLIMENTI AZIENDALI: NEL 2010 RECORD DELLE PROCEDURE DI INSOLVENZA (+20%), IN MEDIA 30 AL GIORNO


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Nel 2010 le procedure di insolvenza che hanno portato al fallimento di aziende sono state circa 11mila, più di 30 ogni giorno ed in crescita del 20% rispetto al 2009 (anno in cui i fallimenti erano cresciuti del 25% sul 2008). I dati sono stati diffusi dall'Osservatorio crisi d'impresa di Cerved Group e certificano il 2010 come l'anno peggiore, per quanto riguarda i fallimenti aziendali, da quanto è stata riformata, tra il 2006 e il 2007, la normativa sulla crisi d'impresa. Va detto che però, il primo trimestre 2011, sembra dare spiragli positivi visto che le procedure aperte risultano in calo su base annua dell'8,8%. Il maggior numero di fallimenti ha interessato il settore manifatturiero che tra il 2009 e il 2010 ha visto fallire 5mila imprese. Il tasso di default medio del settore (numero di fallimenti ogni 10mila imprese) è stato pari al 45,2 contro una media del 20, ma in alcune aree settoriali l'indice ha raggiunto quasi il 90, come in quello dei mezzi di trasporto 87,2. Valori decisamente superiori alla media del settore si sono registrati anche nel segmento gomma e plastica (83), nel calzaturiero (71) e nella meccanica (63). Il secondo settore per numero di insolvenze è stato quello delle costruzionicostruzioni dove l'insolvency ratio ha raggiunto il 27,5 e dove l'incremento delle procedure di fallimento è stato del 15%.
A livello territoriale il Nord, essendo una zona più imprenditoriale risulta quello più colpito, in special modo la Lombardia, in cui si sono registrati oltre 4mila fallimenti negli ultimi due anni ( rimane comunque la regione più imprenditoriale d'Europaregione
più imprenditoriale  d'Europa). Oltre a questo aspetto, il maggior numero di fallimenti al Nord è collegato alle maggiori dimensioni delle imprese rispetto al Mezzogiorno. Al Sud, infatti, è presente un numero maggiore di microimprese che, in quanto tali sono escluse dalle normative fallimentari post riforma. In generale le procedure di fallimento sono aumentate del 21,5% nel Nord-ovest, del 20,9% nelle regioni del Centro e del 18,4% nel Nord-est.



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A livello provinciale il più alto tasso di insolvenza è stato registrato ad Ancona, seguita da Pordenone e Milano. É il capoluogo lombardo però a destare la maggiore preoccupazione, considerato il fatto che il biennio 2009-2010 ha costituito il periodo più nero dal 1986, per quanto riguarda i fallimenti aziendali (concentrati soprattutto nell'industria, ma anche nei servizi).
Tra le cause che spingono al fallimento, Cerved Group evidenzia in primo luogo le difficoltà di cassa, diretta conseguenza dei ritardi nei pagamenti e rese ancor più critiche dalla stretta creditizia nella concessione dei finanziamenti alle imprese.
L'indagine di Cerved Group segnala che nel 2010 il concordato preventivo è aumentato del+5,6% rispetto al 2009, anche se a ritmi più lenti in confronto al passato e con una minore intensità, rispetto all'incremento dei fallimenti. Le domande di concordato sono calate del 14,3% nell'industria, mentre sono aumentate negli altri settori.

 

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