Mercoledi, 24 Luglio 2019

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I DISOCCUPATI ITALIANI SONO I MENO AIUTATI D'EUROPA CON SOLO LO 0,5% DEL PIL SPESO A SOSTEGNO


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Nei giorni scorsi abbiamo visto che l'Italia è il Paese europeo con la più bassa spesa per le politiche di sostegno alla famigliabassa
spesa per le politiche di sostegno alla famiglia, pari nel 2009 all'1,4% del Pil, contro una media del 2%. Stessa sorte anche per gli investimenti in scuola ed istruzioneinvestimenti
in scuola ed istruzione, pari in Italia al 4,5% del Pil, con solo la Slovacchia ad investire meno di noi tra i Paesi Ocse.
Oggi scopriamo che il welfare sociale italiano non risparmia, anche se sarebbe meglio dire risparmia, anche sui disoccupati. Secondo l'Ufficio Studi della Cgia di Mestre, infatti, i disoccupati Italiani sono tra i meno aiutati d'Europa, con solo lo 0,5% del Pil speso. Un dato tanto più grave se si considera la grave situazione dell'occupazione italianagrave
situazione dell'occupazione italiana, sopratutto giovanile e le ripercussioni sociali, specialmente nel Mezzogiornospecialmente
nel Mezzogiorno, che questo scenario comporta. Le elaborazioni della Cgia si riferiscono al 2008, per cui prima dei dati peggiori sui tassi di disoccupazione.
I risultati dello studio rivelano appunto che nel 2008 le risorse messe a disposizione dal nostro Paese al milione e 690 mila disoccupati sono state pari allo 0,5% del Pil. Meno di un quarto di quanto stanziato dalla Germania, ovvero il 2,2% del Pil per milioni 141 mila senza lavoro e della Spagna (2,1% del Pil a favore di 2 milioni e 591 disoccupati) e quasi un terzo di quanto messo a disposizione dalla Francia per i 2 milioni e 591 disoccupati (2,1% del Pil). Solo Oltremanica stanno peggio di noi, con i 1,753 milioni di disoccupati britannici che hanno ricevuto una spesa complessiva pari allo 0,3% del Pil. In termini assoluti l'Italia ha messo a disposizione dei disoccupati 7,92 miliardi di euro, contro 48,91 miliardi della Germania, i 25,66 miliardi della Francia e i 21,93 miliardi della Spagna. A livello pro capite, per ogni disoccupato, l'Italia ha speso 4691 euro, contro i 17921 euro stanziati dall'Irlanda, i 16652 euro messi a disposizione per i disoccupati austriaci, i 15570 euro per i senza lavoro tedeschi e gli 11483 per quelli francesi. Il Segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, precisa che per misure a sostegno dei disoccupati, sono state considerati i sussidi per fronteggiare l'inattività' lavorativa, le prestazioni offerte dai servizi pubblici per l'impiego o per la partecipazione ad attività' formative. E ancora gli incentivi e gli sgravi fiscali stanziati per l'inserimento lavorativo.

 


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Bortolussi sottolinea anche che a fronte di bassi investimenti per il sostegno dei disoccupati, il nostro Paese dispone però di un buon pacchetto di ammortizzatori sociali (cassa integrazione guadagni, mobilità) che intervengono prima della perdita del posto di lavoro. Misure che spesso altri Paesi europei non dispongono e che durante quest'ultimo anno sono state estese anche ad imprese che prima erano escluse (come ad esempio la cassa integrazione per le micro imprese).
Infine la Cgia di Mestre ha dimensionato gli importi spettanti ai lavoratori dipendenti italiani che sono rimasti senza lavoro. Questi importi hanno un limite massimo per il 2010, pari a 893 euro se la retribuzione del lavoratore era pari o inferiore a 1.932 euro mensili, oppure a 1.073 euro se la retribuzione era superiore. Per gli apprendisti l'indennità è pari all'80% della retribuzione per un massimo di 90 giorni.
In chiusura la Cgia ricorda che per i lavoratori atipici che hanno perso il lavoro, spetta, un'indennità una tantum pari a 1300 euro lordi, mentre per i Co.co.pro. L'indennità è pari al 10% del reddito percepito l'anno precedente.
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