Sabato, 20 Ottobre 2018

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IL REGIME DEI MINIMI: L'IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL REDDITO E LE ALTRE AGEVOLAZIONI FISCALI


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Dopo aver introdotto il tema del regime fiscale dei minimitema
del regime fiscale dei minimi, introducendone le caratteristiche e i requisiti di accesso, vogliamo oggi completare l'argomento trattando più specificamente delle agevolazioni fiscali che il regime permette. In chiusura vedremo anche come cessa il regime dei minimi e quali sanzioni sono previste in caso di infedele indicazione in merito ai requisiti per accedere al regime agevolato


AGEVOLAZIONI IVA
I contribuenti minimi non addebitano l'imposta a titolo di rivalsa e non hanno diritto alla detrazione dell'imposta assolta dovuta o addebitata sugli acquisti e sulle importazioni. Inoltre, per gli acquisti e per le altre operazioni per le quali risultano debitori dell’imposta, devono integrare la fattura con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta, che versano entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni.
I contribuenti che, però, sono passati al regime dei minimi dal regime ordinario dovranno effettuare la rettifica dell’IVA già detratta negli anni in cui si è applicato il regime ordinario. Per effettuare la rettifica il contribuente dovrà predisporre un'apposita documentazione nella quale indicherà, per categorie omogenee, la quantità e i valori dei beni strumentali utilizzati.
Il versamento andrà effettuato in un'unica soluzione, entro il termine per il versamento a saldo IVA relativa all’anno precedente a quello di applicazione del regime dei contribuenti minimi, oppure in cinque rate annuali di pari importo senza applicazione degli interessi


IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL REDDITO
Come abbiamo anticipato i contribuenti minimi sono soggetti ad un'imposta sostitutiva sul reddito che sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali regionali e comunali e l’IRAP. L'imposta è pari al 20% del reddito calcolato come differenza tra costi e ricavi, secondo il principio di cassa. Questo significa che ai fini del calcolo del reddito si considerano i ricavi e le spese effettivamente conseguiti nell'anno di imposta di riferimento, anche se la competenza economica delle voci può essere imputabile ad altri esercizi.
Per quanto riguarda eventuali componenti di reddito residue, riferite ad esercizi precedenti rispetto all'entrata nel regime dei minimi, è previsto un trattamento diverso a secondo di resto positivo o negativo. Qualora il risultato della somma tra le componenti attive e passive relative alle quote residue sia positivo, deve essere considerata per la formazione del reddito solo la parte che eccede i 5mila euro. Se invece la somma algebrica è negativa, va considerato tutto l'importo, se maggiore di 5000 euro. In generale comunque non vengono considerati gli importi che non eccedono i 5000 euro, in positivo e in negativo.
Per quanto riguarda le perdite fiscali generate nei periodi d'imposta anteriori a quello di entrate nel regime dei minimi, valgono le normali regole di imputazione in diminuzione del reddito.



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ALTRE AGEVOLAZIONI
I contribuenti minimi non sono soggetti agli studi di settore e ai parametri, per cui sono esonerati dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati relativi a questi adempimenti.
Una seconda agevolazioni importante riguarda l'esonero dall'obbligo di registrazione e tenuta delle scritture contabili anche ai fini delle imposte sui redditi. I contribuenti minimi dovranno però , obbligatoriamente, numerare e conservare le fatture di acquisto e le bollette doganali e certificare i corrispettivi.


CESSAZIONE DEL REGIME DEI MINIMI E SANZIONI
Il Regime dei minimi cessa di avere applicazione per legge dall'anno successivo a quello in cui viene meno uno dei requisiti dello stesso, a meno che la causa non sia l'aver superato di oltre il 50% il limite di 30mila euro. In questo caso, infatti, il regime cessa di avere applicazione dall'anno stesso in cui si verifica l'eccedenza e anche per i successivi tre anni, il contribuente sarà obbligato ad adottare il regime ordinario. In più per l'anno in cui cessa il regime sarà dovuta l’IVA sui corrispettivi delle operazioni imponibili effettuate nell’intero anno solare che, per la frazione d’anno antecedente al superamento del limite, sarà determinata mediante scorporo dai corrispettivi, salvo il diritto alla detrazione dell’imposta sugli acquisti relativi al medesimo periodo.
In caso di infedele indicazione dei requisiti e delle condizione per accedere al regime dei minimi, è previsto un trattamento sanzionatorio aggravato. Nello specifico se il maggior reddito accertato supera del 10% quello dichiarato, le misure delle sanzioni minime e massime applicabili sono aumentate del 10%.

 

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Si ringrazia l'utente  lrargerichlrargerich di flickr per l'immagine


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