Venerdi, 28 Luglio 2017

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In Calo la Natalità Delle Imprese, a 5 Anni Sopravvive Poco Più Della Metà Delle Attività


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Nel corso del 2009 sono nate quasi 289 mila imprese, circa 3 mila in più rispetto all'anno precedente, con il tasso di natalità, cioè il rapporto tra nuove imprese e quelle esistenti, che si attesta al 7,2% in crescita di un decimo di punto percentuale sul 2008. È questo uno dei dati che emerge dal Rapporto Istat “demografia d’impresademografia
d’impresa” relativo agli anni 2004-2009.
Il rapporto sottolinea come la dinamica demografica complessiva delle imprese risulti negativa nel 2009, in quanto si sono registrate poco più di 306 mila imprese che hanno cessato l'attività, in calo dello 0,4% rispetto al 2009, ma pur sempre superiori al numero di nuove imprese. Più in concreto il tasso di turnover,dato dalla differenza tra il tasso di natalità e quello di mortalità(pari al 7,7%), risulta negativo dello 0,4%, un valore inferiore di tre decimi di punto rispetto a quello del 2008.
Rispetto al 2008, però, il tasso di natalità delle imprese risulta positivo solo per le attività senza dipendenti, che costituiscono l’84,5% di tutte le nuove imprese e che raggiungono un tasso del 9%. Per tutte le altre tipologie di imprese il tasso di natalità fa registrare un contrazione rispetto al 2008, soprattutto per quelle che hanno un numero di dipendenti compreso tra 1 e 4. Il tasso di mortalità, invece, risulta superiore a quello del 2008 per tutte le tipologie di imprese, tranne per quelle con un numero di dipendenti compreso tra 5 e 9.
Per quanto riguarda i settori di attività, nel 2009 il tasso di natalità più alto si è registrato nelle telecomunicazioni (+17,6%), nel settore della Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (+17,3%) e in quello delle attività finanziarie e assicurative (+15,2%). I tassi più bassi si sono registrati invece nel settore della Fabbricazione di Coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petroli (0%), in quello della Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature n.c.a. (+3,1%) e nel settore dell'Estrazione di minerali da cave e miniere (+3,7%). Sul fronte mortalità, il tasso più alto si è registrato nel settore delle Telecomunicazioni (+18,3%), seguito da quello della Ricerca e Sviluppo (+11,7%)e dal settore rappresentato dalle attività di Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+10,4%). I tassi più bassi, invece hanno riguardato il settore della Fabbricazione di Coke e prodotti derivati dalla raffinazione del petroli (+4%), quello della Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici (4,3%) e quello della Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature n.c.a (4,7%).


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A livello geografico la ripresa del tasso di natalità delle imprese interessa soprattutto il Nord-ovest e il Centro Italia (entrambi con un aumento dello 0,4%), mentre il Nord-est e il Sud e Isole presentano tassi simili a quelli del 2008. In generale il Sud e le isole, insieme al Centro, mostrano tassi di natalità più alti della media e pari al 7,9%, contro il 7% del Nord-ovest e il 5,9% del Nord-est. Parimenti sono anche le zone con il più alto tasso di mortalità delle imprese che è pari all'8,7% al Sud e nelle isole, all'8% al Centro Italia, al 7,1% al Nord-ovest e al 6,5% al Nord-est.
Infine l'Istat segnala in discesa il tasso di sopravvivenza delle imprese, infatti nel 2009 risulta ancora attivo l’85,6% delle imprese nate nel 2008 (contro il 90,3% dell'anno precedente), il valore più basso tra quelli registrati nel periodo 2005-2009. In netto calo anche il tasso di sopravvivenza delle imprese a tre anni dalla nascita che passa dal 64,8% del 2008 al 62,1% del 2009. In generale, nel 2009 risulta essere sopravvissuto il 50,5% delle imprese nate cinque anni prima.

 

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