Sabato, 20 Ottobre 2018

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ISTAT: CALA LA NATALITÀ DELLE IMPRESE, A TRE ANNI DALLA NASCITA SOPRAVVIVE IL 56,5% DELLE AZIENDE


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L'Istat ha diffuso alcuni dati ed indicatori riferiti all'imprenditorialità in Italia, relativi agli anni che hanno preceduto lo scoppio della crisi, fino al 2008, anno in cui le difficoltà economiche sono diventate rilevanti anche nel nostro Paese.
Nel 2008 sono nate in Italia 142 mila imprese con dipendenti, con un tasso di natalità pari al 10%, in calo dell'1,6% rispetto all'anno precedente. E' stato soprattutto il settore delle costruzioni a registrare cali consistenti, con una diminuzione dell'1,4% tra il 2006 e il 2007 e del 3,2% tra il 2007 e il 2008. dati confermati anche dalla Cgia di Mestre nell'indagine sul settore delle costruzioni Cgia
di Mestre nell'indagine sul settore delle costruzioni
 relativa all'ultimo decennio..
La diminuzione del tasso di natalità delle imprese ha interessato tutte le regioni italiane, soprattutto Piemonte Marche, Umbria, Puglia e Sardegna. Nel 2008 Il Nord-est, rileva l'Istat è risultato essere l'area del Paese con il tasso di natalità più basso (8%), mentre il Centro (10,4%) e il Mezzogiorno (12,5%) sono le ripartizioni con i tassi più alti (sopra la media nazionale, pari al 10%). Contestualmente il Nord-Est risulta essere anche la zona geografica con il più basso tasso di mortalità delle imprese (7,5%), seguito dal Nord-ovest (7,8%), dal Centro (8,5%) e dal Mezzogiorno (10%).
Considerando un orizzonte temporale di tre anni, l'Istat rileva che le imprese dell'industria hanno un tasso di sopravvivenza maggiore (62,5%), seguita dalle imprese che operano in altri servizi (58%), da quelle che operano nel commercio (57,3%) e da quelle attive nelle costruzioni (50,5%). Dall'altra parte, però, è proprio nelle costruzioni dove le aziende “giovani” occupano una percentuale maggiore sul totale delle imprese del settore e pari al 5,6%, seguito dalle imprese che operano in altri servizi (5%), da quelle del commercio (4,6%) e da quelle dell'industria (3,8%).
Dal punto di vista geografico, nel 2005, la Valle d’Aosta è risultata la regione con il tasso di sopravvivenza più basso (50,%), mentre, dall'altra parte il Veneto è risultata essere la regione con il tasso di sopravvivenza più alto (58,6%), seguito da Puglia (58,4%), Marche (58,%) e Lombardia (57,7%).

 


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L'Istat ha poi analizzato la capacità delle imprese di creare occupazione rapidamente ad un tasso superiore al 20% annuo (per tre anni consecutivi) sottolineando come l'industria sia il settore dove questa situazione si verifica meno spesso.
A livello di dimensione l'Istat segnala che, nel periodo considerato, le imprese che sono sopravvissute a tre anni dalla nascita presentano un aumento della dimensione media da un valore iniziale di 3 addetti a quello di 5,2 addetti. Le imprese dell'industria risultano essere quelle con la crescita più alta, (da 3,6 addetti a 6,3 addetti), mentre il commercio è il settore in cui si registra la dimensione ( da 2,5 addetti a 4 addetti).

[Via: Istat Istat ]

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