Giovedi, 15 Novembre 2018

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La Bassa Crescita Frena l'Occupazione, Aumentano gli Scoraggiati e i Neet, Soprattutto al Sud


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Prosegue l'allarme disoccupazione in Italia che trova i punti deboli di un sistema per nulla solido, nel Mezzogiorno, nei giovani e nelle donne. Nella forza lavoro aumenta tra i giovani, il numero dei Neet, ovvero coloro che non studiano e non lavorano e in generale il livello di scoraggiati. Sono questi alcuni dei punti chiave emersi nel “Rapporto sul mercato del lavoro 2010-2011Rapporto
sul mercato del lavoro 2010-2011”, predisposto dal Cnel, Consiglio Nazionale Economia e Lavoro.
Secondo il rapporto, l'economia italiana rimane troppo debole per esprimere una svolta alla domanda di lavoro e a fronte di una crescita tra lo 0.5 e l'1% del Pil, le unità di lavoro nel 2011 registreranno ancora una flessione con il tasso di disoccupazione che potrebbe salire ancora. Insomma il lento recupero del nostro Paese dalla crisi economica, abbinato al quadro macroeconomico del 2011 non garantisce il recupero dei posti di lavoro persi. Il rischio è quello di creare una disoccupazione di tipo strutturale se il lavoratore, dopo aver perso il posto, rimane per troppo tempo nello stato di disoccupato, perchè il sistema non è in grado di riassorbirlo nella forza lavoro. Il Cnel da questo punto di vista, sostiene l'importanza di una inversione delle politiche di sostegno, non più passive a supporto del reddito dei lavoratori disoccupati (come la cassa integrazione) ma attive nell'incentivare il reintegro nel sistema produttivo, dei lavoratori che hanno perso il posto.
Per quanto rigarda a i Neet, acronimo di not in education or training nor in employment, il Cnel registra un aumento rispetto a prima della crisi sia della percentuale dei neet più giovani (16-24 anni), passata dal 16% al 18,6%, sia di quella dei giovani adulti (25-30 anni), cresciuta dal 24% al 28,8%. L'effetto della crisi economica è quello di aggravare la probabilità dei giovani a rimanere nella condizione di neet, e di aumentare lo "scoraggiamento" di chi addirittura rinuncia a cercare lavoro.
Inoltre si è osservata una minor propensione al passaggio da contratti a termine a quelli a tempo indeterminato. Infatti, se prima della crisi il 31% dei giovani con contratto temporaneo passa l'anno seguente a un lavoro permanente, questa percentuale ora si è ridotta di nove punti. In aumento anche il fenomeno dell'overeducation, ovvero della situazione in cui i giovani, generalmente laureati, svolgono un lavoro per il quale è generalmente richiesto un livello di istruzione più basso. In riferimento all'occupazione femminile, il rapporto sottolinea che nel 2011, il divario di genere si è ampliato a causa del sottoutilizzo del capitale umano, visto che risulta in aumento per le donne più che per gli uomini, la quota di occupati con un impiego che richiede una qualifica inferiore a quella posseduta.


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Tutti fenomeni che risultano accentuati nel Mezzogiorno che risulta sempre più distante dal resto dell'Italia, sia in termini di flessione del prodotto che di occupazione. Ma se la variazione cumulata del Pil, nel periodo 2008-2010, non è poi molto dissimile tra il Centro Nord e il Mezzogiorno, pari rispettivamente a -4,8% e -5,9%, la dimensione delle perdite occupazionali è decisamente diversa. A inizio 2011, infatti, rispetto al punto di massimo di inizio 2008, la perdita dei soli occupati al Sud era del 5%,contro l'1,5% del Nord, ma includendo nel computo anche gli scoraggiati, cioè inattivi potenzialmente attivi, si raggiunge un aumento del tasso di disoccupazione nel Mezzogiorno, pari al 24,5%. Infine sul fronte dell'occupazione degli immigrati, il Cnel sottolinea come tra il 2008 e il 2010 sia aumentato di 330 mila unità il numero di stranieri occupati, aspetto che però va ricondotto essenzialmente alla crescita demografica degli stranieri e non ad una migliore occupabilità per questa componente della forza lavoro. Infatti il tasso di occupazione degli stranieri in Italia si è ridotto in misura nettamente più marcata di quanto osservato invece per gli italiani.

 

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