Giovedi, 19 Luglio 2018

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L'AUMENTO DEL TASSO DI SCONTO PROVOCHERÀ UN AUMENTO DEI COSTI PER 455 EURO ANNUI AD IMPRESA


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L'Aumento del tasso di sconto di un quarto di punto percentuale, annunciato dalla Banca Centrale Europea potrebbe avere serie conseguenze per le imprese italiane. A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre, che per bocca del segretario generale, Giusepper Bortolussi, fa sapere che la stangata potrebbe raggiungere i 2,4 miliardi di euro. L'Associazione è giunta a questo valore dopo aver calcolato gli effetti economici che la decisione della Bce potrebbe provocare sui bilanci delle aziende italiane. Alla base dell'annuncio della Bce di aumentare il tasso di sconto all'1,25% (+0,25% rispetto al tasso odierno) vi è il tentativo di contenere la spinta inflazionistica che sta attraversando tutta l’area dell’euro.
Secondo la Cgia, questa misura avrà anche il risultato di aumentare gli interessi sui debiti delle imprese italiane nei confronti del sistema bancario, (pari al 41 dicembre 2010 a 961,4 miliardi di euro) di circa pari a 2,4 miliardi di euro annui. A livello di singola impresa, l'aumento del costo del denaro comporterà una spesa annua aggiuntiva di 455 euro.
Inoltre secondo la stessa associazione la stima di 2,4 miliardi di euro è da considerarsi come sottostimata, visto che: ”la decisione della Bce di aumentare i tassi di interesse determinerà un incremento del costo del denaro a livello locale sicuramente superiore allo 0,25%”. Secondo Bortolussi non è nemmeno da escludere che questa misura penalizzerà in maniera più pesante le piccole imprese delle grandi. Questo per il diverso potere contrattuale che piccoli e grandi imprenditori possono opporre di fronte al sistema bancario.
A livello territoriale, sempre secondo la Cgia, saranno gli imprenditori della Lombardia e del Nord-est a subire maggiormente l'aumento del tasso di sconto. Per i primi, infatti, a fronte di un indebitamento complessivo di 266,6 miliardi di euro, ciascuna impresa subirà un aumento dei costi pari a 809 euro l'anno


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Lo stesso dicasi per gli imprenditori delle altre regioni del Nord est, con il Trentino che registrerà un aumento di 715 euro ad impresa (debito complessivo 29,2 miliardi). Seguono l'Emilia Romagna con un incremento dei costi di 620 euro ad impresa (debiti complessivi per 106,2 miliardi di euro) e il Veneto con un aumento di 570 euro per azienda (debiti complessivi per 104,2 miliardi di euro). Le regioni con un aumento minore dei costi per impresa, sono dall'altra parte quelle meno imprenditoriali e quelle in cui l'esposizione delle imprese verso il sistema bancario è minore. Ovvero la Calabria con un aumento dei costi annui ad impresa di 147 euro (9,3 miliardi di euro di debiti), il Molise con un aumento di 168 euro 82,1 miliardi di euro di debiti) e la Basilicata con 179 euro (3,9 miliardi di euro di debiti).

[Via: CgiaCgia ]

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