Sabato, 25 Novembre 2017

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LAVORO NON REGOLARE ED EVASIONE SPINGONO L'ECONOMIA SOMMERSA AL 17,5% DEL VALORE DEL PIL


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Lavoro non Regolare ed Evasione Spingono l'Economia Sommersa al 17,5% del Valore del Pil | Istat | Contributi |

Istat ha diffuso oggi le stime aggiornate al 2008 della porzione di Pil attribuibile alla economia sommersa. Questa deriva dalle attività di produzione di beni e servizi che sfugge all'osservazione diretta perché connessa al fenomeno della frode fiscale e contributiva. Ricordiamo che questa parte di economia, viene comunque considerata, secondo gli standard europei nel calcolo globale del Pil, col risultato che molti dati economici risultano dal punto di vista reale, falsati. L'inclusione del sommerso, infatti, necessaria per un confronto globale dei dati fra i vari Paesi, è , ad esempio,responsabile del fatto che la Lavoro non Regolare ed Evasione Spingono l'Economia Sommersa al 17,5% del Valore del Pil | Istat | Contributi | pressione fiscale reale sui contribuenti sia pari al 52%pressione
fiscale reale sui contribuenti sia pari al 52% e non al 43,2%, come rilevato dall'Istat43,2%,
come rilevato dall'Istat.


RISULTATI PRINCIPALI
L'Istat rileva che il valore aggiunto prodotto nell'area del sommerso economico è compreso tra un minimo di 225 e un massimo di 275 miliardi di euro. Il valore inferiore è dato dalla parte di valore del Pil italiano che è sicuramente ascrivibile al sommerso economico, mentre quello superiore si riferisce alla parte che presumibilmente deriva dal sommerso economico ed ingloba una componente in più. Il peso dell'Economia Sommersa risulta in termini percentuali sul Pil pari, nel 2008, ad un valore compreso tra il 16,3% e il 17,5% facendo registrare una tendenziale flessione percentuale rispetto al 2000, quando era compresa tra il 18,2% e 19,1%.
Pur rilevando una flessione globale, nel periodo 2000-2008 si è osservato un andamento altalenante del valore aggiunto sommerso. Si è riscontrato un considerevole incremento, infatti, nel 2001 che ha portato il peso del sommerso nell'ipotesi massima pari al 19,7% del Pil, a cui è seguita una fase decrescente interrottasi nel 2008 quando l’ipotesi massima è passata al 17,5 per cento dal 17,2 per cento del 2007 (anno con il valore più basso del periodo). Nel rapporto Istat l'andamento periodico del sommerso viene spiegato anche attraverso gli effetti delle varie normative che sono intervenute (come ad esempio Sanatorie, regolarizzazione lavoratori extracomunitari), oltre che in base agli effetti del ciclo economico.


COMPONENTI DEL SOMMERSO
Il Fenomeno dell'economia sommersa risulta molto complesso e composto da diversi componenti fraudolenti assunti dagli operatori economici per evadere il sistema fiscale e contributivo. Nel 2008 la quota di Pil imputabile al sommerso è scomponibile in un 9,8% (10,6% nel 2000) dovuto alla sottodichiarazione del fatturato ottenuto con un’occupazione regolarmente iscritta nei libri paga, al rigonfiamento dei costi intermedi, all’attività edilizia abusiva e ai fitti in nero, in un 6,5% (7,5% nel 2000) riconducibile all’utilizzazione di lavoro non regolare e in un 1,3% dovuto alla riconciliazione delle stime dell’offerta di beni e servizi con quelle della domanda.
Il concetto di occupazione regolare e non regolare è strettamente connesso a quello di attività produttive osservabili e non osservabili considerate ai fini del calcolo del Pil. Sono definite regolari le prestazioni lavorative registrate e osservabili sia dalle istituzioni fiscali-contributive sia da quelle statistiche e amministrative. Si dicono non regolari, invece, le prestazioni lavorative svolte senza il rispetto della normativa fiscale-contributiva, quindi non risultano osservabili direttamente presso le imprese, le istituzioni e le fonti amministrative.


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Per quanto riguarda la pratica del lavoro non regolare, strettamente connessa al mancato versamento dei contributi sociali, si rileva come nel 2008 erano circa 2 milioni e 958 mila le unità di lavoro non regolari. Una componente che rappresenta l’11,9% cento dell’input di lavoro complessivo nel 2008 e raggiunge nel 2009 il 12,2%, pari a circa 2 milioni e 966 mila le unità di lavoro non regolari. La maggior parte di questa forza lavoro risultano essere lavoratori dipendenti (circa 2 milioni e 326 mila rispetto alle 640 mila unità di lavoro indipendenti), in crescita rispetto al 2008 (2 milioni e 958 mila unità di lavoro circa). Dal 2001 al 2009, rileva l'Istat, si assiste ad una riduzione delle unità di lavoro non regolari e ad una crescita corrispondente di quelle regolari.


SETTORI PRODUTTIVI
A livello settoriale l'evasione fiscale e contributiva è più diffusa nei settori dell'Agricoltura e dei servizi, ma risulta rilevante anche nell'industria. Se si considera la sola economia di mercato, senza considerare il valore aggiunto prodotto dai servizi non market forniti dalle Amministrazioni pubbliche, il sommerso nel 2008 rappresenta il 20,6 per cento del Pil, contro il 17,5 per cento calcolato per l’intera economia. Nel 2008 il valore aggiunto sommerso nel settore agricolo è pari, in ipotesi massima, al 32,8% del valore aggiunto totale della branca (9188 milioni di euro), nel terziario al 20,9% (212978 milioni di euro) e nel settore industriale pari al 12,4% (52881 milioni di euro). Nel 2000 il valore del sommerso era pari al 29,7% del valore aggiunto totale nell'agricoltura, al 14% nell'industria e al 23,2% nel terziario.
Osservando i vari settori l'Agricoltura emerge come il settore con la maggiore incidenza di unità di lavoro non regolari e con un tasso di irregolarità in aumento dal 20,9% del 2001 al 24,5% del 2009. Questo è dovuto essenzialmente al carattere stagionale dell'attività agricola e al forte ricorso al lavoro di giornata. Fattori che secondo l'Istat non hanno trovato nelle misure messe a punto dall'Esecutivo efficaci strumenti di contrasto al fenomeno. Una delle misure maggiormente efficaci è rappresentata sicuramente dal meccanismo dei buoni lavoromeccanismo
dei
buoni lavoro, che come abbiamo visto può essere una buona opportunità per i giovani in cerca di occupazione stagionale.

 

  [Via:Istat.itIstat.it ]


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RISORSE:

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CREDIT
Si ringrazia l'utente ny156ukny156uk di flickr per l'immagine



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