Lunedi, 23 Aprile 2018

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Le Reti di Impresa: Cosa Sono, Come si Formano e Quali Benefici Apportano


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Le Reti di Impresa rappresentano forme di coordinamento di natura contrattuale (Contratto di Rete), destinate in particolar modo alle Piccole e Medie Imprese che vogliono aumentare la propria massa critica e peso sul mercato, senza dover passare per fusioni o acquisizioni, ma rimanendo soggetti giuridici indipendenti. Si tratta di un'opportunità decisamente interessante soprattutto in un tessuto produttivo come quello italiano, dove, secondo i dati Istat, il 95% delle imprese attive presenta un numero di addetti al di sotto delle 10 unitànumero
di addetti al di sotto delle 10 unità. Un dato tra i più elevati dell'Unione Europea, che assegna al nostro paese il quarto posto per numero di imprese rispetto alla popolazionequarto
posto per numero di imprese rispetto alla popolazione. Ma se ciò è indice di forte vitalità economica, pone dei forti limiti per quanto riguarda la competitività soprattutto internazionale, limita lo sfruttamento delle economie di scala e riduce la forza contrattuale dei piccoli imprenditori sia nei confronti del sistema creditizio che nei confronti dei clienti. Per quanto riguarda quest'ultimo punto, nella recente relazione generale di Confartigianato, il presidente Giorgio Perrini, ha sottolineato che le piccole imprese italiane hanno maggiori problemi di gestione della cassa, perchè costrette a subire con maggior passività, il meccanismo dei ritardi dei pagamentimeccanismo
dei ritardi dei pagamenti, sia da parte della Pubblica Amministrazione che dalle grandi imprese. L'alternativa sarebbe infatti, rischiare di perdere il cliente.
Per questi motivi la crescita dimensionale offerta dalle reti di impresa può costituire un'ottima soluzione per superare limiti strutturali e per conferire benefici gestionali, commerciali, finanziari, amministrativi e fiscali. Infatti, come ha sottolineato anche il Ministro Tremonti, nella presentazione del decreto sulle reti di impresa, questo tipo di contratto consente alle imprese di: “presentarsi insieme dal fisco, in banca, all'estero pur rimanendo libere e singole”.


IL CONTRATTO DI RETE E LA CREAZIONE DI UNA RETE DI IMPRESE
Consiste in un contratto di aggregazione tra imprese con comunione di scopo, che, come abbiamo detto non crea un nuovo soggetto giuridico né una nuova attività d’impresa rispetto a quella dei soggetti aderenti al contratto. La rete perciò non gode di personalità giuridica, che rimane in capo ai singoli soggetti giuridici che aderiscono al contratto, ma è iscritta al registro delle imprese e può disporre di un patrimonio proprio.
Per la realizzazione dello scopo comune le imprese devono stabilire un programma comune di rete. Tre sono le tipologie che le imprese aderenti alla rete possono svolgere:

  • collaborazione in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle imprese aderenti
  • scambio di informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica
  • esercizio in comune di una o più attività rientranti nell’oggetto delle imprese aderenti.


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Il contratto di rete può essere stipulato da tutti i soggetti che svolgono attività di impresa, siano essi imprenditori individuali, società di per­sone, società di cap­i­tali, con­sorzi e coop­er­a­tive. Non è prevista nessuna limitazione di tipo dimensionale, né per quanto riguarda l'ambito di attività.
Il contratto di rete che da vita ad una rete di imprese deve essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. La normativa prevede che la stipula di un contatto di rete possa essere accompagnata dall'istituzione di un fondo pat­ri­mo­ni­ale comune e di un organo comune che abbiano il compito di gestire l’esecuzione del con­tratto di rete. Tali elementi sono facoltativi, ma la creazione di un fondo patrimoniale comune risulta essen­ziale per l’accesso all'agevolazione  fiscale prevista per le reti di impresa.
Tale agevolazione fiscale prevede che non concorre alla formazione del reddito imponibile dell’impresa aderente a un contratto di rete la quota degli utili dell’esercizio destinata al fondo patrimoniale comune e per tale via alla realizzazione degli investimenti specificamente previsti dal contratto di rete.

 

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