Sabato, 24 Giugno 2017

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L'Indennità di Mobilità che Cos'È, Chi Può Riceverla e Come Richiederla


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La Mobilità è un ammortizzatore sociale a sostegno di alcune categorie di lavoratori che hanno subito il licenziamento da parte di aziende in difficoltà, che garantisce a questi un'indennità sostitutiva della retribuzione e ne favorisce la rioccupazione. Per cui questo strumento si caratterizza per consentire e agevolare il reintegro dei lavoratori licenziati nella forza lavoro, in altre aziende che hanno bisogno di manodopera. In generale la mobilità viene finanziata dallo Stato e della imprese che versano all'Inps un contributo proporzionale all'indennità mensile di mobilità spettante ai lavoratori.


QUALI AZIENDE POSSONO CHIEDERE LA MOBILITÀ
Possono avviare la procedura:
  • le aziende con più di 15 dipendenti ammesse alla Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (Cigs), che non sono in grado di garantire il reimpiego di tutti i lavoratori sospesi.
  • Le aziende con più di 15 dipendenti che in ragione di una riduzione, trasformazione o cessazione dell'attività decidono di effettuare un licenziamento collettivo.
  • le imprese artigiane dell'indotto nel caso in cui anche l'azienda committente abbia fatto ricorso alla mobilità;

Operativamente gli imprenditori che intendono collocare in mobilità i lavoratori, devono darne comunicazione tempestiva alle organizzazioni sindacali e alla Direzione Regionale del lavoro. La procedura viene attivata solitamente dal datore di lavoro, ma nel caso questi non vi provveda può essere avviata anche dagli stessi lavoratori coinvolti. I licenziamenti possono essere effettuati dall'azienda solo dopo che la situazione lavorativa è stata esaminata con le associazioni dei lavoratori senza che sia stata individuata una soluzione alternativa.


REQUISITI DEI LAVORATORI PER AVER ACCESSO ALL'INDENNITÀ
l'indennità spetta ai lavoratori con qualifica di operaio, impiegato o quadro in possesso delle seguenti caratteristiche:

  • sono stati assunti con contratto a tempo indeterminato
  • sono iscritti nelle liste di mobilità compilate dalla Direzione regionale del
  • hanno un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almento sei di lavoro effettivo nell’impresa, compresi i periodi di sospensione del lavoro per ferie, festività, infortuni

In generale i lavoratori da collocare in mobilità vengono individuati in base ai criteri previsti dai contratti collettivi e dagli accordi sindacali, ma in mancanza di tali, la scelta avviene tenendo conto dei carichi di famiglia, dell'anzianità e delle esigenze tecnico produttive.


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La mobilità può scattare direttamente in seguito al licenziamento oppure, dopo un periodo di Cassa Integrazione Guadagni


LA DOMANDA DI INDENNITÀ DI MOBILITÀ
Il lavoratore deve presentare la domanda di indennità di mobilità
sul Modello DS21 (disponibile sul sito dell'Inps) entro 68 giorni dal licenziamento, pena la decadenza del beneficio. Esistono però delle situazioni che possono far slittare il termine come in caso di:

  • vertenza sindacale o giudiziaria: entro 60 giorni dalla data di definizione della vertenza
  • malattia iniziata prima del licenziamento o entro gli otto giorni successivi entro 60 giornidalla data del riacquisto della capacità lavorativa;
  • percezione dell'indennità sostitutiva del preavviso: entro 68 giorni dal termine del preavviso
Nella seconda parte dell'articolo approfondiremo il tema dell'indennità di mobilità, spiegando quanto spetta ai lavoratori in mobilità, per quanto tempo e in che situazioni si interrompe il pagamento dell'indennitàquanto spetta ai lavoratori in mobilità, per quanto tempo e in che
situazioni si interrompe
il pagamento dell'indennità .

   


 
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