Martedi, 17 Ottobre 2017

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Occupazione Giovanile: l'Italia È Al Secondo Posto per Disuguaglianza Nel Mercato Del Lavoro


occupazione giovanile, lavoro

Che l'Italia non sia un Paese per giovani, dal punto di vista del lavoro è un fatto oramai assodato, visto che il tasso di disoccupazione giovanile sfiora il 30%, mentre al Sud il tasso di inattività dei giovani under 34 sfiora il 60%. Un'ulteriore conferma della difficoltà nel rapporto tra giovani e lavoro arriva dal “labour age gap”, indice realizzato dall'Ocse che quantifica le “distanze” tra i giovani under 25 e gli altri lavoratori nell'accesso al posto di lavoro. Quest'indice si basa su quattro parametri ovvero il tasso di disoccupazione, il tasso di occupazione, il tasso di attività e la percentuale di disoccupati da oltre un anno senza lavoro e può raggiungere il punteggio massimo di 1000, valore che indica la minor distanza tra giovani e meno giovani e mercato del lavoro.

Bene (anzi male!) tra i 33 stati dell'Ocse l'Italia ottiene il secondo punteggio più basso (274), appena dietro il Lussemburgo (255), il che indica una forte difficoltà per i giovani ad entrare nel mondo del lavoro rispetto ai lavoratori over 25. Poco prima dell'Italia si piazzano la Slovacchia, l'Ungheria e la Grecia con rispettivamente un punteggio di 313, 315, 323.
Gli stati dove il punteggio maggiore, e la distanza tra i due mercati è minima, ovvero le condizioni sono più egualitarie, sono la Danimarca (698), l'Olanda (691) e il Canada (676). Quarta è l'Islanda con 633, quinta la Svizzera con 621 e sesta l'Australia con 612.

I giovani italiani, invece, stando ai dati dell'indice sono penalizzati il doppio rispetto alla media europea (470) e il triplo rispetto alla Germania (punteggio 676), paese che in questi casi fa sempre da riferimento per quanto riguarda l'Europa. Ma vanno meglio di noi Paesi a noi vicini come la Spagna con un punteggio di 416, che non può proprio dirsi, di questi tempi un paradiso per l'occupazione, e la Francia con 401.
Secondo una elaborazione del Centro Studi Datagiovani per IlSole24Ore i giovani italiani under 25 alla ricerca di un posto di lavoro, nel 44% dei casi devono aspettare almeno un anno per riuscire ad entrare nel mercato, con un'occupazione spesso a termine e uno stipendio che non supera gli 800 euro al mese. Il tasso di disoccupazione dei giovani italiani under 25 è a livello nazionale (e senza distinzione di genere) del 28% contro il 7% degli altri lavoratori.
Che fare allora? Il nuovo esecutivo ha promesso di impegnarsi per risolvere questa situazione che toglie futuro al Paese, ma bisognerà vedere i modi e i tempi con i quali questa “rivoluzione” dovrebbe realizzarsi. Nel frattempo i giovani devono accontentarsi della nuova riforma dell'apprendistato che, in ogni caso, sembra andare nella direzione giusta, mentre da più parti si chiede di intervenire nell'ambito della formazione che deve essere più incentrata sulle esigenze delle imprese e on the job.

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