Giovedi, 19 Luglio 2018

Back ECONOMIA Categorie Lavoro OCSE: L'ITALIA È IL PAESE CON LA PIÙ ALTA SPESA PENSIONISTICA, GLI ANZIANI DEVONO LAVORARE DI PIÙ

OCSE: L'ITALIA È IL PAESE CON LA PIÙ ALTA SPESA PENSIONISTICA, GLI ANZIANI DEVONO LAVORARE DI PIÙ


pensioniocse1703.gif
  • Prec.
  • 1 of 2
  • Succ.

Secondo il rapporto Ocse “Pensions at Glance”, giunto alla quarta edizione, l'Italia è il secondo Paese, dopo il Giappone, più anziano dal punto di vista demografico. Questo tendenza all'invecchiamento, confermata anche dall'Istatconfermata anche dall'Istat , dipende sostanzialmente dal basso tasso di fecondità (parzialmente innalzato dalla popolazione straniera residente) pari a 1,4 figli per donna (contro una media Ocse di 1,7) e dall'alta speranza di vita sia alla nascita che all’età pensionabile. Stando alle previsioni al 2050 il numero delle persone in età lavorativa per ogni persona di età superiore ai 65 anni, dovrebbe arrivare a 1,5 nel 2050, contro il 2,7 odierno.
Secondo il rapporto l'Italia è tra i Paesi Ocse quello che ha speso di più in pensioni, con una quota di Pil pari al 14,1% rispetto ad una media del 7%. Si tratta di un valore superiore rispetto ad altri Paesi con un alta spesa pensionistica come Austria, Francia e Grecia (12%) e Germania, Polonia e Portogallo (11%). Nel nostro paese, rileva l'Ocse, la spesa pensionistica occupa il 29,4% del totale delle risorse della spesa pubblica (dati 2007).
Sul fronte del contenimento della spesa pensionistica a lungo termine, l'Ocse sottolinea come la riduzione delle prestazioni per i futuri pensionati e l’aumento dell’età pensionabile siano misure efficaci, ma solo a patto di aumentare la partecipazione al mercato del lavoro da parte dei lavoratori più anziani. Solo in questo caso, infatti, la spesa pubblica per le pensioni dovrebbe rimanere stabili fino al 2050.
In Italia, rileva Ocse, la combinazione tra un bassa età effettiva di uscita dal mercato del lavoro (61 anni per gli uomini e 59 per le donne) e un'alta aspettativa di vita, fa si che i periodi di pensionamento siano tra i più lunghi. Infatti, gli uomini possono aspettarsi di vivere circa 23 anni come pensionati e le donne più di 27 anni, contro una media Ocse pari rispettivamente a 18 e 22 anni. L'aumento dell'età pensionabile dovrebbe abbassare questi valori, a patto che sia contestualmente aumentata la durata della vita lavorativa Deve aumentare, secondo l'Ocse, la partecipazione al mercato del lavoro dei lavoratori anziani, giovani e donne.

 


COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI



Da questo punto di vista esistono dei margini di manovra, visto che il 62% degli uomini di età compresa tra 55-59 partecipa al mercato del lavoro, contro una media Ocse del 78%. salendo con l'età i divari aumentano visto che solo il 30% degli uomini di 60-64 anni e circa il 13% di quelli di 65-69 partecipa al mercato del lavoro, rispetto al 54,5% e al 29,3% della media Ocse.
Il rapporto sottolinea inoltre che gli incentivi al pensionamento, integrati nel sistema pensionistico, sono ancora relativamente importanti rispetto agli altri Paesi Ocse. In più i coefficienti di trasformazione (cioè i parametri che consentono di trasformare il capitale accumulato virtualmente in una rendita al momento del pensionamento) non si modificano oltre i 65 anni, costituendo perciò un mancato incentivo a differire il pensionamento dopo tale età.

 

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631

RISORSE:

 

CREDIT
Espen FaugstadEspen
Faugstad by flickr


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Alimentari

alimentari

Energia

energia

Green Economy

greeneconomy

Case ed Immobili 

immobili

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed