Giovedi, 21 Giugno 2018

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Pensioni: gli Stranieri Versano All'Inps Molto Più di Quanto Ricevono


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I lavoratori immigrati forniscono un notevole introito economico nei confronti dell’Inps, mentre le prestazioni pensionistiche ricevute risultano più ridotte. È quanto emerso dai dati riguardanti la popolazione immigrata raccolti dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale e diffusi dalla Caritas nel “IV Rapporto sui lavoratori di origine immigrata negli archivi InpsIV
Rapporto sui lavoratori di origine immigrata negli archivi Inps”.
In riferimento all’anno 2008, infatti, i cittadini immigrati hanno versato nelle casse dell’Inps 7,5 miliardi di euro, per un ammontare complessivo di 2.727.254 lavoratori stranieri assicurati, pari a oltre un ottavo di tutti gli iscritti all’Inps (oltre 21 milioni).
La concentrazione di lavoratori immigrati è maggiore soprattutto nel Nord Italia, al punto che quasi i due terzi degli iscritti all’Inps ha sede nelle regioni settentrionali (il 62,2% del totale, precisamente il 32,2% nel Nord Ovest ed il 30,0% nel Nord Est). In quest’area territoriale sono concentrati gli immigrati dipendenti di imprese, ancor di più se interinali ed appartenenti al settore metalmeccanico, allo stesso modo sono molto diffusi i lavoratori autonomi impegnati nell’artigianato.
Al Centro si localizzano invece il 23,8% dei lavoratori immigrati iscritti all’Inps, che risultano impiegati soprattutto nei servizi domestici, nell’edilizia, nel tessile e nel settore abbigliamento. Al Sud invece si trova appena poco più di un ottavo degli immigrati assicurati presso l’istituto previdenziale, ed in questa zona i lavoratori sono impiegati soprattutto nel settore agricolo.
La Lombardia è la regione con il maggior numero di immigrati iscritti all’Inps: il 21,2% del totale, ovvero una quota doppia rispetto agli stranieri iscritti nell’intero Mezzogiorno, seguita dal Veneto con il 12,2% degli assicurati, dall’Emilia Romagna con l’11,6% e dal Lazio con il 10,8%.
Nel complesso, i lavoratori dipendenti di aziende sono il 63,2% del totale, seguiti dai lavoratori domestici (17,6%), operai agricoli (8,5%), lavoratori autonomi (10,8%). 


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Solo un cittadino immigrato su 10, dunque, svolte un’attività in proprio, mentre gli altri 9 sono impiegati nel lavoro dipendente.
Ad oggi, come detto, a fronte degli importanti introiti che la popolazione immigrata garantisce all’Inps, la erogazioni versate a questa categoria di cittadini come forma di previdenza sono decisamente inferiori. All’inizio del 2010 sono stati stimati circa 110 mila pensionati stranieri titolari di pensione o comunque entrati in età pensionabile, per un incidenza di appena il 2,2% sul totale dei residenti. Considerata poi l’età media più bassa dei lavoratori immigrati rispetto agli italiani (31,1 anni contro 43,5), c’è da aspettarsi che questa condizione permanga ancora per diversi anni.
Ricordiamo in chiusura che, secondo la Fondazione Leone Moressa, i lavoratori dipendenti stranieri percepiscono il 22,9% in meno dello stipendiolavoratori
dipendenti stranieri percepiscono il 22,9% in meno dello stipendio.

 

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