Martedi, 17 Luglio 2018

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Solo nel 9,3% delle Società Italiane la Carica di Amministratore Delegato è Ricoperta da Una Donna


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In una recente indagine di Assidai e Sda Bocconi abbiamo visto come, per le donne manager la conciliazione tra lavoro e famigliaconciliazione
tra lavoro e famiglia sia una delle principali fonti di stress.
La difficile convivenza tra famiglia e carriera è anche uno dei motivi principali per cui in Italia le donne al comando sono in numero decisamente basso. Ma ce ne sono altri?
Ha provato a dare una risposta a questa domanda il Cerved Group, che ha analizzato la situazione delle donne manager nelle aziende italiane con fatturato superiore ai 10 milioni di euro, quotate o non quotate.
Cominciamo col dire che rispetto allo scorso anno, nonostante i buoni propositi (quantomeno a parole) non ci si sono stati grandi cambiamenti nel numero di donne al vertice delle società italiane. Questa quota tende infatti ad aumentare troppo lentamente. Alla fine del 2010, meno di un'impresa su due (il 46%) aveva tra i propri amministratori una donna. Ciò significa che se venisse mantenuto il ritmo registrato negli ultimi tre anni, bisognerebbe aspettare fino al 2022 perchè: “le imprese miste diventino la maggioranza”.
Inoltre pare proprio che la presenza di donne diminuisca al crescere del fatturato dell'impresa. Infatti, se si considerano solamente le imprese con oltre 200 milioni di fatturato, poco più di una su tre (il 36%) ha almeno una donna nel consiglio di amministrazione e solo il 7,8% ha una presenza di donne che supera il 30%. Quest'ultimo valore è proprio quello su cui si discute nel disegno di legge che vorrebbe inserire un livello minimo di quote rose all'interno dei consigli di amministrazione. Attualmente solo un'impresa italiana su quattro ha il 30% di presenze femminili nel proprio cda.
Per quanto riguarda la figura di amministratore delegato a fine 2010, solo il 9,3% dei ceo delle imprese esaminate dal Cerver erano donne, un valore in crescita di un decimo di punto percentuale rispetto al 2009.


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Tra il 2009 e il 2010 circa 4 mila aziende hanno visto cambiare il proprio amministratore delegato, che nel 90% dei casi è stato un uomo. Tra le società che erano a guida maschile solo nel 7,9% dei casi la carica di amministratore è passata ad una donna.
Tornando alla domanda iniziale, quali sono i motivi di questa situazione?.
Secondo il Cerved Group una delle cause risiede nel fatto che è troppo esiguo il numero di donne che lavora e tra queste risulta in diminuzione anche quello delle dirigenti. Se nel 2009, infatti, se ne contavano 128 mila, a fine 2010 questo numero è sceso a 115 mila (-10,1%). Perciò se si riduce il bacino delle dirigenti, diventa più difficile che la scelta del top management ricada su di loro. In Italia la quota totale delle dirigenti donna è scesa nell'ultimo anno dal 27,5 al 26,9%. E tra le ragioni di questa diminuzione vi è proprio le difficile conciliazione tra lavoro e famiglia di cui parlavamo in apertura
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