Mercoledi, 24 Gennaio 2018

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Libri

SOLO IL 46,8% DEGLI ITALIANI LEGGE ALMENO UN LIBRO ALL'ANNO. LEGGONO DI PIÙ LE FEMMINE E I GIOVANI

ragazzalibri1803.gifDopo aver visto che la spesa delle famiglie italiane per cultura e servizi ricreativi è tra le più basse d'Europa,spesa delle
famiglie italiane per cultura e servizi ricreativi è tra le più
basse d'Europa, vogliamo oggi approfondire il rapporto tra italiani e lettura. In generale la lettura di libri gioca un ruolo fondamentale nel processo di crescita individuale, infatti gli individui che leggono di più sono solitamente in grado di mantenersi più aggiornati, più flessibili ed efficienti, anche nel modo di rapportarsi con la società.
In Italia, il mondo dell'editoria ha offerto nel 2008, circa 59mila libri si cui quasi 38 mila sono stati offerti in prima edizione, per un tiratura complessiva di 213 milioni di copie (dati Istat). Ovvero sono state stampate circa 3,6 copie per abitante e circa 5,6 copie per i ragazzi di età compresa tra i 6 e i 14 anni. Nonostante una produzione così ampia, nel 2010 solo il 46,8% della popolazione ha dichiarato di aver letto un libro nel tempo libero nell'arco di dodici mesi. Tra costoro meno della metà (il 44,4%) ha letto al massimo tre libri nell'ultimo anno mentre solo uno su sei (15,1%) ne ha letto almeno uno al mese. Negli ultimi quindici anni, però la quota di coloro che hanno letto almeno un libro in 12 mesi è cresciuta dal 39,1% al 46,8% e quella di coloro che hanno letto almeno un libro al mese dall'11,3% al 15,1%. In questo arco di tempo è aumentata anche di oltre 8 punti percentuali la quota di bambini e ragazzi dai 6 ai 17 che hanno letto almeno un libro nel tempo libero (dal 50,2% al 58,5%). Ma chi leggi di più in Italia? In generale rileva l'Istat le femmine leggono più dei maschi (53,1% contro 40,1%) e i giovani leggono di più degli anziani.
La fascia di età in cui risulta maggiore la percentuale di persone che dichiarano di aver letto un libro negli ultimi 12 mesi, nel proprio tempo libero , è quella dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni. Infatti, nel 2010 si è dichiarato lettore il 60% dei maschi e il 71,3% delle femmine di questa fascia di età (valore medio 65,4%). A leggere di meno, invece sono gli ultra settantacinquenni (22,9%, 21,9% maschi e 23,5% femmine).

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CARO LIBRI: IL CODACONS METTE A DISPOSIZIONE UNA BACHECA PER LO SCAMBIO LEGALE DI TESTI ONLINE

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codaconslibrigratiscorre.gifCon l’imminente inizio dell’anno scolastico, migliaia di famiglie si ritrovano a dover fare i conti con le spese per l’acquisto di tutti i libri di testo necessari.
Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione , dell'Università e della RicercaMinistero
dell'Istruzione , dell'Università e della Ricerca (Miur) non vi è stato alcun superamento della soglia prevista per il prezzo dei testi scolastici per l'anno 2010/2011. Anzi grazie ai provvedimenti adottati dal Ministero, nei prossimi tre anni sarà possibile un risparmio fino al 30%. Questo misure riguardano l'obbligo per gli insegnanti di scegliere libri di testo che abbiano un prezzo inferiore ai tetti di spesa e che non cambino per 5 anni nella scuola primaria e per 6 in quella secondaria. In più gli insegnanti dovranno individuare preferibilmente libri disponibili in tutto o in parte online. Non proprio dello stesso avviso è il Codacons che ha rilevato come i tetti di spesa vengano sistematicamente sforati nella gran parte delle scuole. L'associazione cita a titolo d'esempio le prime superiori di Lazio, Lombardia e Piemonte in cui i tetti di spesa sono stati superati rispettivamente nel 65%, nel 55% e nel 61% delle scuole. L'associazione valuta positivamente l'obbligo di utilizzare i libri per almeno 5 anni, ma ritiene che da sola questa misura non basti a ridurre i prezzi. Oltre a prevedere delle sanzioni per chi viola questi obblighi, il Codacons ritiene necessario sviluppare il mercato dell'usato dei libri. Le scuole coinvolgendo, famiglie, studenti ed insegnanti dovrebbero ad esempio organizzare mercatini dell'usatomercatini dell'usato , installare bacheche, ritirare i libri agli studenti che lasciano la scuola, comperare libri da dare in prestito e da tenere per la lettura in sede o ancora acquistare libri all'ingrosso.
Siccome queste soluzioni avrebbero bisogno del coinvolgimento delle scuole e della supervisione del Ministero, il Codacons ha deciso di lanciare una propria iniziativa per cercare di far risparmiare le famiglie, che secondo le stime dell'associazione spenderanno in media il 6% in più rispetto allo scorso anno (tra corredo e libri). L'iniziativa che ha mostrato un buon successo anche lo scorso anno consiste nella creazione di una specie di bacheca sul sito dell'associazione bacheca sul
sito dell'associazione, attraverso cui è possibile regalare o scambiare a mezzo telematico ogni genere di libro scolastico.
Nel nuovo sito web è sufficiente che l’utente specifichi tutti i dati relativi ai libri di cui dispone (autore, titolo ed anno di edizione) per regalare il testo o scambiarlo con altri. Lo stesso utente può inoltre segnalare, allo stesso modo, i libri di cui ha bisogno, in modo da rendere semplice ed agevole lo scambio.
Questa iniziativa, precisa il Codacons, non è assolutamente illegale o contraria ai diritti d’autore; già dall’anno scolastico 2008/2009, infatti, consultare o scaricare gratuitamente dei testi online è un legale diritto degli studenti, a condizione che il testo sia inserito legalmente su internet; la persona che ne fruisce è esclusivamente tenuta a pagare i diritti d’autore laddove previsti dalla legge.


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I MERCATINI DEL LIBRO: UN'OTTIMA SOLUZIONE PER RISPARMIARE SULL'ACQUISTO DEI LIBRI SCOLASTICI

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mercatinilibriveneto.gifIl mercatino del libro è una realtà che si sta diffondendo sempre più in Italia; sono sempre più numerosi i comuni e le città che poco prima dell’anno scolastico organizzano questo genere di eventi per consentire alle famiglie di risparmiare fino al 50% sulla spesa per l’acquisto dei libri scolastici, (o dei dizionari)  che si tratti di libri | Page 5 scuola primaria,  di scuola secondaria di primo grado o di secondo grado.
I mercatini del libro si svolgono di norma in luoghi pubblici, come strade o piazze e solitamente per un periodo di alcuni giorni. Spesso capita che  siano gli stessi municipi a promuovere l’evento anche dal punto di vista logistico (ad esempio, chiudendo al traffico la zona dedicata al mercatino), in altri casi queste manifestazioni dedicate al commercio dei libri usati sono organizzate da associazioni ed enti di diverso genere.
Il principio di base è molto semplice: far incontrare in unico mercatino sia gli acquirenti che le persone che hanno dei testi da vendere, garantendo agli uni e agli altri la possibilità di effettuare affari. Da un lato le famiglie degli alunni che cercano il più possibile di risparmiare sull'acqsuito dei testi e dall'altra parte spesso altre famiglie (o gli stessi studenti) che cercano di piazzare i “vecchi” testi dei propri figli. Il periodo finale dell'estate è solitamente quello più caldo per questo genere di iniziative, per dare il tempo e la possibilità alle famiglie di prepararsi prima dell'inizio dell’anno scolastico.
Tra i tantissimi mercatini del libro usato delle città italiane, segnaliamo oggi quello relativo all’iniziativa “Libro contro Libro”, che riguarda le località venete di Venezia, Murano, Burano, Marghera, Chirignano-Zelarino.

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BOOK IN PROGRESS: TESTI SCOLASTICI ONLINE REALIZZATI DAGLI STESSI PROFESSORI PER TAGLIARE I COSTI

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bookinprogress.gifI libri di testo sono certamente una delle spese più importanti per le famiglie che devono mantenere gli studi scolastici dei propri figli; centinaia di euro per ogni anno che puntualmente gravano sul bilancio familiare, tanto da indurre il Ministero, negli scorsi anni, a stabilire una quota massima di spesa complessiva. Negli anni scorsi, i tetti massimi di spesa per le famiglie erano stati fissati per 287 euro per la classe prima media, 111 euro per la seconda e 127 per la terza; per quanto riguarda invece le scuole secondarie, i tetti oscillavano tra i 240 e i 320 euro a seconda della tipologia di istituto, in riferimento al primo anno. Queste soglie di spesa massima, tuttavia, sono  spesso state eluse dalle scuole, come confermato da una ricerca di Adiconsum che ha evidenziato che ben il 50% delle scuole secondarie italiane aveva superato il limite prefissato, con sforamenti dal 10% fino anche al 30%.
Oltre ai libri obbligatori non vanno trascurati, inoltre, una serie di altri testi che la scuola dichiara formalmente come “consigliati”, ma che in realtà sono oggetto della didattica e dunque devono essere necessariamente acquistati. A ciò si aggiungono, ovviamente, le spese di iscrizione all’istituto (quella obbligatoria, di circa 15 euro, più il contributo “volontario”, che in realtà è necessario per molte scuole).
C’è da sottolineare inoltre un dato preoccupante: nonostante il sollecito di Adiconsum, il Ministero non ha ancora confermato, per quest’anno, i limiti fissati negli anni precedenti, in concomitanza peraltro con l’inserimento tra i programmi scolastici di nuove materie che verosimilmente aumenteranno la spesa annuale.
Per fronteggiare questo autentico salasso, Adiconsum sta proponendo di adottare un sistema sperimentato con successo dall’istituto Majorana di Brindisi: gli stessi insegnanti producono il materiale di testo su cui studieranno gli allievi, scaricabili dalla rete “Book in Progress” (da cui il nome del progetto). Vengono stampati, dunque, solo ed esclusivamente gli argomenti trattati a lezione, con un risparmio complessivo per le famiglie veramente notevole a cui si abbinano perfettamente efficienza e praticità.
Adottare “Book in Progress” a livello nazionale sarebbe certamente una svolta epocale per quanto riguarda sia l’istruzione che il risparmio familiare, e viste le odierne potenzialità di internet non vi sarebbero assolutamente ostacoli all’avviamento di questo nuovo metodo di reperire i testi su cui studiare.

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STOP ALLE TARIFFE POSTALI AGEVOLATE: PROTESTE DEL MONDO NO-PROFIT CONTRO IL DECRETO DEL GOVERNO

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onlusvitapensioero.gifIl decreto interministeriale del 30 marzo 2010 ha introdotto una pesante modifica nel mondo delle associazioni no profit, tagliando le tariffe postali agevolate per le onlus. Dal primo giorno del mese di aprile,infatti, tutte le operazioni di spedizione del proprio giornale associativo e le varie lettere di ringraziamenti a chi fa una donazione avranno un costo più elevato, addirittura del 500% in più. Come è prevedibile questo provvedimento ha colto un po' tutti di sorpresa, lasciando stupiti soprattutto i presidenti delle associazioni no-profit, che si aspettavano, perlomeno, una riunione preventiva, un avviso, un'indagine sui possibili effetti relativi all'attuazione del decreto. I
l decreto composto di due soli articoli, in realtà , lascia spazio ad un successivo provvedimento che potrebbe stabilire ulteriori agevolazioni, tuttavia come spiegano le associazioni, in attesa di future disposizioni, i costi delle onlus relativi alle spedizioni potrebbero subire incrementi notevoli. Soprattutto in questo periodo dell'anno, in cui in genere ogni organizzazione attua delle spedizioni ai propri donatori. A meno di un intervento repentino del Governo a modifica del decreto,  Il risultato sarà quello di vedere ridotto il budget disponibile per i progetti delle associazioni no profit.
Le reazioni, ovviamente non si sono fatte attendere,ad esempio il magazine Vita.it , insieme ad altre organizzazioni no profit, ha lanciato una petizionepetizione per chiedere l'immediato ripristino delle tariffe postali agevolate per il non profit. Sul fronte istituzionale si segnala l'interrogazione parlamentare del senatore del Partito Democratico, Vincenzo Vita, che chiede al capo del Governo e al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola (firmatario del decreto) le motivazioni di un decreto che potrebbe portare a seri guai finanziari circa 8mila testate. Quale futuro perciò per le onlus?


QUALCOSA SI MUOVE
l' Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) ha comunicato ha
comunicato che si è svolto  un incontro tra le Associazioni di categoria del settore, il Governo (con i Sottosegretari Letta e Bonaiuti, il Ministro Scajola, il Vice Ministro Romani e il Capo Dipartimento editoria Elisa Grande) e Poste Italiane S.p.A, durante il quale è emersa la necessità di promuovere un accordo-quadro pluriennale fra Associazioni di editori e Poste, per concordare tariffe postali. L'idea è dunque quella di optare per Convenzioni Editori-Poste pluriennali, al posto delle agevolazioni postali compensate dallo Stato.

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