Venerdi, 22 Marzo 2019

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Libri: Sconti Limitati per Legge Al 15%, Così l'Italia Soffoca la Concorrenza Anche Sulla Cultura


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Dal prossimo primo settembre le librerie e gli e-commerce che vendono libri dovranno limitare gli sconti che possono fare agli utenti, sui libri più venduti e sulle nuove uscite. É questo il risultato dell'approvazione della legge Levilegge Levi, dal nome del primo firmatario, che ha per oggetto la disciplina del prezzo dei libri e che si propone di “contribuire allo sviluppo del settore librario, al sostegno della creatività letteraria, alla promozione del libro e della lettura, alla diffusione della cultura, alla tutela del pluralismo dell’'informazione”.
In concreto la vendita di libri ai consumatori finali attraverso negozi fisici od online non potrà concedere di norma sconti superiori al 15% sul prezzo fissato dall'editore.

Sarà possibile per gli editori promuovere campagne (fatta eccezione per il mese di dicembre), non reiterabili nel corso dell'anno e di durata non superiore ad un mese, in cui gli sconti potranno raggiungere il 25% del prezzo di listino.Tuttavia in questo caso i venditori al dettaglio potranno decidere di non aderire a tali campagne promozionali. È ammessa la vendita di libri con sconti fino al 20% del prezzo di listino ai normali consumatori solo in occasione di manifestazioni di particolare rilevanza internazionale, nazionale, regionale o locale, oppure in favore di onlus, centri di formazione, istituzioni con finalità scientifiche, biblioteche, scuole o università. Le nuove disposizioni si applicano a tutti i libri ad esclusione di alcune categorie tra cui i libri per bibliofili a tiratura limitata, i libri d'arte, i libri antichi, i libri usati, quelli posti fuori catalogo dagli editori e i libri pubblicati da almeno venti mesi e dopo che siano trascorsi almeno sei mesi dall’'ultimo acquisto effettuato dalla libreria o da altro venditore al dettaglio.

Il testo di legge prevede che sia il Comune a dover accertare il rispetto delle disposizioni e ad irrogare le sanzioni previste che ammontano ad una pena amministrativa compresa tra i 500 e i 3 mila euro. In sostanza, insomma, si fissa un limite forte, nel momento della vendita al dettaglio, al meccanismo della libera concorrenza, che rimarrà valido solo per gli editori nella fissazione dei prezzi. Editori che plaudono a questa legge, come sottolineato dal presidente dell'Associazione Italiana Editori, Marco Polillo, che ha dichiarato : “La legge migliora sostanzialmente la situazione attuale, di fatto senza controllo, attraverso una regolamentazione del mercato che, pur garantendo ai lettori la possibilità di accedere alle varie offerte decise dagli editori sulla loro produzione, definisce in maniera certa i limiti entro cui si potranno fare le promozioni".
Con buona pace dei consumatori che, grazie all'avvento di grandi catene online come Ibs o Amazon avevano assaporato la possibilità di una maggior concorrenza e quindi di un ribasso dei prezzi, come effettivamente avvenuto. Anche le piccole librerie però vedranno ridursi le proprie possibilità di azione, infatti non potranno più premiare i lettori più fedeli con sconti maggiori e si ritroveranno a competere con i grandi player del mercato con gli stessi strumenti, ma con una struttura di costi e distributiva completamente diversa.
L'Italia ancora una volta si dimostra Paese poco avvezzo alle liberalizzazioni di mercato e al meccanismo della concorrenza, preferendo sempre proteggere gli interessi corporativi di questo o quell'altro soggetto e finendo per danneggiare i consumatori e l'intera economia. Nel caso specifico la conseguenza sarà, con tutta probabilità, quella di vedersi ridurre la quota di lettori, già ora piuttosto bassa, visto che meno della metà degli italiani legge almeno un libro all'anno e di veder diminuire la quota di libri acquistati dai più assidui lettori, visto i minor risparmi possibili e il continuo calo della spesa destinata dalle famiglie alla cultura.

 

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