Giovedi, 19 Ottobre 2017

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Mutui: Vita Difficile per i Precari


mutui, lavoratori precari, polizze
Risparmio Famiglia
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In momenti di crisi come questo, il sistema bancario stringe i cordoni della borsa e per concedere credito, pretende garanzie per coprirsi da eventuali insolvenze. Una di queste garanzie è sicuramente rappresentata dal contratto di lavoro a tempo indeterminato del richiedente, vero miraggio per molti lavoratori soprattutto giovani. Che questo sia un dramma sociale è sotto gli occhi di tutti. Che le banche speculino su questa situazione ci viene dimostrato, tra l’altro, da un indagine svolta a Maggio 2012 da “Altroconsumo”.
In cui due inviati del mensile cercavano, fingendosi due lavoratoti precari, di ottenere un mutuo contattando gli sportelli milanesi di alcune tra le principali banche italiane ed europee (Unicredit, MPS, Intesa, Ubi Banca, Banco Popolare, Barclays e ING Direct).  

Il loro reddito fittizio era di 3 mila euro netti mensili, il mutuo che chiedevano era di 200 mila euro, per un’abitazione del valore di 265 mila euro, da rimborsare in 25-30 anni. Il risultato è stato che gli istituti mettono paletti ed ostacoli, facendo capire ai “malcapitati”, che senza garanzie (contratto a tempo indeterminato oppure patrimonio consolidato), non c’è molto margine per ottenere il mutuo. Inoltre tutte hanno posto come condizione la sottoscrizione di una assicurazione sul mutuo sponsorizzata dalla banca stessa.

Due, Unicredit e Ubi banca, l’hanno addirittura posta come obbligatoria (Polizza Cpi copertura capitale) per un costo rispettivo di 15000 e 18000 euro. Le altre la “consigliano vivamente” ai fini dell’approvazione della richiesta. I premi relativi a queste polizze, dobbiamo ricordare che non sono detraibili non essendo polizze vita. Contrariamente a quello che molti istituti sostengono.
E’ ovvio che ci sia un evidente conflitto d’interessi in questo caso, perche le banche oltre che intermediarie (prendendo grosse provvigioni sui premi versati), sono anche beneficiarie. Un regolamento Isvap emanato il 2 aprile 2012 ha vietato questo tipo di comportamento, perché lesivo di una libera concorrenza, anche se come vediamo continua ad essere attuato dagli istituti di credito.
Inoltre nessuna delle filiali contattate ha rilasciato una copia del contratto e solo Monte dei Paschi ha consegnato l’Esis, il modulo che serve per confrontare le varie offerte.
Come possiamo vedere la ricerca ci dimostra ancora una volta come le banche continuino a mettere in atto atteggiamenti che quando non “truffaldini” mettono i loro interessi davanti a quelli dei loro clienti.

Autore: Tommaso Donati di Risparmio FamigliaRisparmio Famiglia

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