Sabato, 25 Novembre 2017

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Sicurezza Informatica: Situazione Critica da Qui a Tre Anni


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La sicurezza informatica oggi, in pieno terzo millennio, appare quasi come un’utopia. Gli avvenimenti che si susseguono ininterrottamente da qualche anno rivelano una fragilità dei sistemi informatici, di tutti, persino di quelli più importanti. Sono stati violati alcuni dei nomi più grandi nel campo della tecnologia, dell’informatica, persino della politica. Sony ha rischiato di fare una brutta fine; in verità l’ha fatta, almeno sotto il profilo della reputazione: sono stati trafugati i dati utenti del Psn e lo stesso servizio è rimasto (seppur per precauzione) down per circa un mese. La CityGroup ha subito l’intrusione degli hacker. Persino il Dipartimento della Difesa americano, per antonomasia ricettacolo di segreti e misteri, ha dovuto fare i conti con i pirati informatici.
Cosa sta succedendo? E’ possibile ancora ambire alla sicurezza informatica? Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, ha cercato di fare il punto della situazione. Lo ha fatto attraverso un lungo documento, il Rapporto Clusit 2012

Il rapporto consta di due parti. La prima tratta la situazione a livello globale, elencando alcune prospettive sul futuro. La seconda, invece, tratta da vicino la situazione del mercato italiano, analizzando alcune criticità delle imprese italiane e le tendenze in atto.
Per quanto riguarda la situazione italiana, Clusit ha rilevato una fortissima incidenza della componente hacktivistica.

In parole povere, il movente degli attacchi è politico o culturale, di stampo dunque attivistico, quasi a emulare le imprese del gruppo Anonymous. Infatti, degli 82 attacchi rilevati solo 4 hanno matrice spionistica-industriale. Un dato che corrobora questi numeri è la corrispondenza temporale tra gli attacchi e alcuni eventi di natura politica: l’intervento italiano in Libia, il varo della Manovra Salva Italia e così via. Di conseguenza è cambiato anche lo scopo degli attacchi informatici: non più fare danni ma causare semplice clamore mediatico, porre l’attenzione del pubblico su un determinato tema. Insomma, si fa il cybercrime per fare relazioni pubbliche!
A livello mondiale la situazione è molto più seria. Gli attacchi informatici hanno soprattutto motivazione economica (es. carpire dati sensibile alle aziende rivali). La tendenza è duplice: da un lato aumenta la ‘maestria’ degli hacker e dall’altra diminuisce, paradossalmente, l’impegno da parte delle imprese e dei loro delegati a proteggere i propri sistemi. Ciò ha causato e causerà un aumento esponenziale degli attacchi informatici. Il giro d’affari è immenso ed è stimato in circa 7-12 miliardi di dollari all’anno.
La tendenza, dunque, è sconfortante. Il rapporto evidenzia come il futuro, per le aziende che non si ‘armeranno’ di buona volontà e di competenza, potrebbe riservare parecchie sorprese negative. Clusit usa un’espressione dal forte impatto: armegeddon. L’apocalisse, nel campo della sicurezza informatica, giungerà entro tre anni.
 
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