Venerdi, 27 Aprile 2018

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Le Pubbliche Amministrazioni sono poco attive su Facebook


Facebook, Pubblica Amminsitrazione

Facebook e i social network possono costituire una marcia in più per le aziende e le organizzazioni in quanto permettono una comunicazione diretta e diffusa con gli utenti. Un assunto che vale anche per la Pubblica Amministrazione, a patto di saper utilizzare le potenzialità che i social network e Facebook in particolare consentono. Su questo fronte le Pubbliche Amministrazioni italiane non sono molto al passo con i tempi, tanto che il 42,2% dei profili esistenti sono sostanzialmente inattivi. A sottolinearlo è uno studiostudio realizzato dal Ricercatore Giovanni Arata, presentato al Politecnico di Torino.
Nell'indagine sono stati rintracciati 1.250 account riferiti ad enti locali, il 95,28% (1.191) dei quali riconducibili a Comuni, mentre si contano 12 profili delle Regioni e 47 enti provinciali. Ciò significa che sul totale degli enti locali italiani sono presenti su Facebook il 12,3% dei comuni, il 34,5% delle province e il 45% delle regioni.

Numeri non certo da record, che in realtà sono anche inferiori, perchè alcune amministrazioni sono presenti con più account, riconducibili ad uffici differenti. 
Più di 4 profili su 10, dicevamo, sono sostanzialmente inattivi. Nello specifico Arata li definisce dormienti, in quanto non hanno fatto registrare alcun aggiornamento da parte degli amministratori nei 30 giorni precedenti la rilevazione. Il 26,6% degli account ha fatto registrare una frequenza di aggiornamento saltuaria, con meno di un intervento a settimana, mentre il 20,6% aggiorna il profilo più volte durante la settimana.

Abbiamo, infine un 8% degli account della Pubblica Amministrazione che pubblicano aggiornamenti quotidianamente. L’utilizzo quotidiano del social network è maggiore tra le regioni (41,7%), seguono province (19,1%) e comuni (7,2%). Un dato che non stupisce visto che gli enti di livello amministrativo superiore hanno un organico maggiore di personale e con uffici stampa e addetti alla comunicazione.
Al di là della frequenza di aggiornamento nello studio emerge una strategia di comunicazione piuttosto debole che rende di fatto il 30,64% degli account “scarsamente riconoscibile”, a partire dalla scelta del tipo di mezzo con il quale comunicare. Il 48,32% degli enti della Pubblica Amministrazione utilizza una pagina ufficiale, il 40,48% un profilo e l'11,2% ha scelto invece un gruppo.
Al di là della presenza, i profili della Pubblica Amministrazione non riscuotono molto seguito, infatti le reti sociali degli account solo nel 42,88% dei casi hanno una dimensione compresa tra i 101 e i 1000 (fan o amici), mentre nel 30% dei casi le reti sono addirittura più piccole.
La scarsa comprensione delle potenzialità di Facebook è sottolineata oltre che dalla bassa frequenza di aggiornamento anche dal fatto che il 62,19% degli enti della Pubblica Amministrazione non risponde ai commenti o ai post inseriti dagli utenti (permessi nella metà dei casi).
Per quanto riguarda i contenuti postati il 91% sono informazioni di pubblica utilità, seguono info sugli eventi nel 85% dei casi e materiale multimediale (62%). La pubblicazione di bandi è molto ridotta e riguarda solo un terzo dei profili della Pubblica Amministrazione.
 
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