Martedi, 10 Dicembre 2019

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Aziende Italiane Affascinate Dai Social Network Ma Ancora Poco Attive nel Settore


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In un recente studio, condotto dalla Università Bocconi per Alcatel-Lucent Enterprise, dal titolo “Customer Experience & Social Network” è emerso che le aziende italiane stanno iniziando a capire l'importanza dei social network in chiave Business. Infatti, l'indagine che ha coinvolto 1080 imprese italiane, ha evidenziato che il 72% del campione ritiene i social media e in particolare i social network molto importanti per ampliare il proprio Business e il rapporto con i clienti. Tuttavia nonostante questa consapevolezza solo poco più di una su cinque (il 22%) ha avviato un'azione decisa e convinta sui vari media, tra cui circa la metà solo nel corso degli ultimi dodici mesi.



Il problema principale, segnalato dalla imprese italiane, risiede nella mancanza di tempo, che risulta un ostacolo per il 38% del campione. Una motivazione che stride un po' con la percezione dell'importanza dei social media, o che forse denota una comprensione solo parziale del fenomeno in chiave Business. Ciò è dimostrato anche dal fatto che solo l'8% delle imprese possiede una fanpage su Facebook e che un'impresa su quattro trascura le lamentele e i disagi espressi tramite i canali sociali. Un comportamento, quest'ultimo molto pericoloso, visto la viralità di certi strumenti (facebook e twitter su tutti) che se lasciati incontrollati possono portare a danni di immagine (e quindi economici) decisamente seri.
Questa concezione piuttosto vecchia e limitata della portata dei social media si ripercuote anche nella scelta di non coinvolgere il servizio di customer care in caso di lamentele su questi canali, fatto che avviene nel 90% dei casi. Una scelta inspiegabile, soprattutto alla luce del fatto che in linea teorica più della metà delle imprese ritiene importante che il servizio di assistenza clientisi interfacci con i social media, specialmente per quanto riguarda i canali più diffusi (social network). I benefici derivanti da tale scelta, infatti sono evidenti e molteplici, a partire da una maggiore visione della situazione del cliente, passando per una più rapida risoluzione dei problemi, senza dimenticare i vantaggi sociali derivanti dalla percezione di contatto diretto e di brand awareness qualora le controversie si risolvano pacificamente. Il tutto amplificato sempre dalla viralità che certi strumenti sono in grado di dare, in questo caso in maniera positiva, sul corretto comportamento di un'azienda. In italia, invece, secondo quanto pubblica la ricerca il 22% delle imprese è spaventato dall'interazione con i social network per paura di ricevere critiche pubbliche, o perchè ritiene impossibile gestire le conversazioni (14%).

 

ECONOMIA AMERICANA: TUTTO UN ALTRO MONDO
Se il sistema imprenditoriale italiano intravede qualche possibilità di business nei social network, ma si dimostra di fatto piuttosto titubante sulle modalità con le quali interfacciarsi a questi canali, dall'altra parte dell'Oceano assistiamo a tutt'altro tipo di dinamicità. Gli Stati Uniti, infatti, tengono fede alla propria immagine di padri dei social media, generando una pioggia di posti di lavoro e di ricavi proprio sfruttando i meccanismi sociali dei social network. Secondo uno studio dell'Università del MarylandUniversità del Maryland il solo mercato delle applicazioni del più grande social network al mondo (Facebook) ha creato almeno 182 mila posti di lavoro e contribuito all'Economia degli Stati Uniti per un valore compreso tra i 12,19 e i 15,71 miliardi di dollari. Nello specifico l'indagine ha stimato che 53 mila posti siano sorti direttamente nelle società di software che creano applicazioni, mentre i rimanenti (129 mila) derivano dall'indotto che l'industria delle app ha generato.

RISORSE:

  

CREDIT
pshabpshab by flickr
 


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