Mercoledi, 20 Giugno 2018

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Come Catturare l’Opinione Dei Blog


blog, social media, opinioni

I blog sono diventati una piattaforma di formazione dell’opinione pubblica, al pari di altri media più o meno nuovi. Non solo, i blog condividono questa caratteristica con gli altri social media, Facebook e co. in primis. Tuttavia, tutti questi mezzi soffrono di un problema che apparentemente sembra irrisolvibile: producono caos informativo. Troppe voci, troppi pulpiti. Ovviamente di limitare la libertà di rete non se ne parla e non se ne deve parlare, ma è comunque bene ricercare una fonte di ‘organizzazione’ che dia una forma immediatamente riconoscibile a quanto si dice sul web.
A maggior ragion in questa era – economica e dell’informazione. Uno dei pareri, peraltro largamente condiviso, emerso durante l’ultimo World Economic Forum di Davos, e veicolato da un rapporto dal titolo “Big data, big impact”, definisce i ‘dati dal web’ come un vero e proprio asset economico.

E dunque: “Una istantanea per catturare le opinioni espresse in rete non basta. Occorre al contrario cambiare tecnologia di partenza e passare dalla fotografia ad un vero e proprio film in streaming”. Sono parole di Stefano Iacus, matematico che lavora per la facoltà di Scienze Politiche di Milano. Insieme a Luigi Curini (politilogo) e Giuseppe Porro (economista del lavoro), ha firmato un progetto che si prefigge l’ambizioso obiettivo di dare un ordine al caos. Il progetto si chiama “Voices from the blogs” e darà risposta all’inquietante interrogativo: cosa pensa il mondo dei blog nel suo complesso di questo o quell’argomento?
Per farlo verrà istituito un osservatorio permanente di ricercatori. E proprio in questo particolare è insita la novità di Voices from the blogs rispetto a tutti gli altri strumenti in circolazione. Infatti, racconta Iacus a Nova24: “I sondaggi tradizionali non riescono a intercettare argomenti di discussione e sentimenti che percorrono la rete”.

Ma nemmeno le tecnologie semantiche emerse negli ultimi tempi riescono a restituire un’immagine allo stesso tempo compatta e veritiera di quello che la gente scrive su internet. Dunque è necessario il lavoro di ricercatori che diano senso alle parole, alle frasi, ai post. Il resto lo fanno software di rilevazione e di analisi quantitativa, basati sulla tecnologie elaborate da Gary Hopkins dell’ Institute of Quantitative Social Studies (Università di Harward).
C’è un altro tema da considerare, e che non è affrontabile attraverso il puro utilizzo dei software: la veridicità su internet. Il sentiment di internet è scandagliabile attraverso i programmi, certo, ma chi garantisce che quanto si legge sia vero o falso, attendibile o non attendibile? Qui, di nuovo, intervengono le ‘persone’, altri ricercatori – questa volta esperti in indagini giornalistiche – che avranno il compito di verificare i contenuti. “ La veridicità di quanto viene detto su internet è un materia più complessa che non può essere affidata a un algoritmo” sentenzia Iacus.
Voices from the blogs potrebbe vantare la collaborazione di Politifatc.org, un sito ‘editoriale’ che valuta, attraverso un ‘veritometro’ la veridicità delle dichiarazione dei politici. Sergio Maistrello, autore dell'ebook ‘Io editore e tu rete’, in merito ha dichiarato a IlSole24Ore: “Una delle sfide è quella di capire come risalire alla fonte di una notizia o di una affermazione: il primo che ha scritto in rete un fatto”.
 

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