Martedi, 19 Giugno 2018

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Ecosia: Motore di Ricerca Ambientale per Salvare la Foresta Amazzonica


Ecosia, motore di ricerca, ambiente

L'evento della settimana che ha scosso il web e il mondo dei media italiani e internazionali è stato il lancio di Volunia, il motore di ricerca sociale progettato da Massimo Marchiori. Sebbene le critiche siano giunte numerose e da più parti (compreso da noi) ciò ha permesso di riportarmi alla memoria un altro “motore di ricerca” di cui ci occupammo agli albori di Blogrisparmio.it. Non si trattava di nulla di innovativo, anche perchè si appoggiava sulla tecnologia di ricerca di Google, ma di qualcosa che aveva più che altro una finalità sociale, e più precisamente ambientale. Mi sto riferendo a Ecocho, un motore di ricerca australiano che aveva l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, attraverso le ricerche degli utenti. In pratica ogni mille ricerche effettuate, la società che gestiva il sito si occupava a donare i proventi ricavati dalla pubblicità per piantare alberi.

Il meccanismo funzionò per un po' fino a quando Google decise di togliere il suo appoggio al progetto, in quanto ritenne che le finalità ambientali spingessero gli utenti a cliccare sulla pubblicità in maniera non naturale, un comportamento contrario alle regole di adwords. Di lì il lento declino fino alla scomparsa del progetto, ora il dominio .com è in vendita su sedo e quello .it, esiste ma non funziona.


ECOSIA E IL PROGETTO WWF AMAZON INITIATIVE
Un'idea interessante di questo tipo però non è stata fatta cadere nel vuoto, ma è stata raccolta da Ecosia, un motore di ricerca ambientale, nato nel 2009, che persegue più o meno gli stessi obiettivi di ecocho e utilizza la tecnologia di ricerca di Bing e di Yahoo. Il progetto vede tra i suoi partner anche il WWF a cui viene destinato l'80% dei proventi di Ecosia, per il progetto WWF Amazon Initiative che si propone di proteggere la foresta pluviale di Tumucumaque in Brasile, contro i pericoli della deforestazione. La società si definisce un social business, ovvero come un'azienda indipendente non focalizzata sulla massimizzazione del profitto. Si tratta, insomma di qualcosa a metà tra una società vera e propria ed un'organizzazione no profit, con l'organizzazione del lavoro della prima, ma che non riceve donazioni per mantenersi. I guadagni realizzati vengono utilizzati in parte per ottimizzare la struttura e per pagare i costi e, come abbiamo visto per l'80% per finanziare la protezione delle foreste pluviali in Amazzonia. Secondo quanto riferisce la società vengono bilanciati circa 0,2 grammi di CO2 a ricerca, cifra che equivale alla quantità di anidride carbonica generata da una ricerca di Google. Viene utilizzato questo parametro per Bing e Yahoo non hanno diffuso questo dato.

Per evitare problemi già occorsi a ecocho, ecosia sottolinea di cliccare i link sponsorizzati solo in caso questi interessino realmente l'utente, come farebbe con un motore di ricerca normale. Non sono diffusi i termini di accordo tra Ecosia, Bing e Yahoo, per cui non si può conoscere quanta parte di ricavi pubblicitari passa da queste società a Ecosia, tuttavia sul sito si legge che i motori di ricerca cedono a Ecosia la maggior parte dei guadagni realizzati.
Inoltre Ecosia propone nei risultati delle ricerche degli ecolink, speciali link sponsorizzati che funzionano sulla falsa riga delle affiliazioni. In pratica ogni volta che un utente fa un acquisto o conclude un lead attraverso un Ecolink la società affiliata paga una percentuale a Ecosia.
Un ulteriore aspetto interessante riguarda il fatto che il server di Ecosia è alimentato da energia verde fornita da Greenpeace Enegy, il 99% dell'energia necessaria per il funzionamento del server proviene da energia idrica e l'1% da quella eolica.
Insomma un progetto interessante, disponibile anche in Italiano a questo indirizzoquesto indirizzo, che ha il difetto di mettere però un po' troppa pubblicità nei risultati delle ricerche, almeno per alcune parole chiave molto competitive. Del resto senza questo comportamento non sarebbero riusciti a donare oltre 767 mila euro al WWF, come si può leggere nel contatore presente nella schermata principale di Ecosia.
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