Domenica, 9 Dicembre 2018

Back TECNOLOGIA Categorie News Effetto Megaupload: Diversi Siti di Cyberlocker Si Autocensurano, la Paura Cala Sul Web

Effetto Megaupload: Diversi Siti di Cyberlocker Si Autocensurano, la Paura Cala Sul Web


Megaupload, web, censura

Il web è sul punto di crollare in una crisi di panico? E’ una domanda legittima, a giudicare le reazioni di alcuni siti di file sharing e cyberlocking. Stanno chiudendo volontariamente e, nonostante manchino delucidazioni sui motivi, l’intuito suggerisce una e una sola causa: hanno paura di finire in manette.
Finire in manette: proprio come Kim “Dotcom” Schmitz, il fondatore di MegaUpload e Megavideo, autorità nel campo del cyberlocker e del file sharing in tutto il mondo. E’ accusato non solo di violazione del diritto d’autore, ma anche di riciclaggio e di associazione a delinquere. Ecco come ‘la legge’ vede l’open sourcing: una mafia. E nel frattempo Schmitz rischia di farsi parecchi anni di carcere.
Un destino – il martirio – a cui evidentemente non sono votati i gestori di FileSonic, FileServe, FileJungle, UploadStation, FilePost, VideoBB e altri fratelli minorI di MegaUpload.

Loro hanno deciso di tirarsi indietro. Impauriti, più che dalle segnalazioni e le minacce di denuncia da parte dei detentori di copyright, dalla longa manus dell’FBI che ha dimostrato, ingoiando il pesce più grosso, di poter benissimo divorare i pesci più piccoli.
Sull’Home Page di FileSonic campeggia una nota: “Il sito può essere usato solo per caricare e recuperare i file caricati di persona”. Non ci sono spiegazioni di sorta, ma non sono necessarie. Gli utenti di FileSonic, d’ora in avanti, potranno scaricare solo i file che avranno caricato. Insomma, il sito, in passato una delle oasi preferite del file sharing, si trasforma in una specie di Cloud Service qualsiasi.

C’è anche una nuvoletta come icona a dimostrare la nuova anima del sito. Stessa strada stanno prendendo i vari servizi alternativi citati che se non hanno chiuso la possibilità di caricare file agli utenti, stanno per farlo o sono in stand by in attesa di ripulirsi la coscienza (o di trovare un luogo fisico dove alloggiare i data center che possa sfuggire all'amministrazione americana, se esiste). Uploaded.to, ad esempio ha chiuso direttamente i battenti, negli Stati Uniti però, rimanendo per il momento attivo nel resto del mondo.
La paura rischia di diffondersi sul web, nonostante la discesa in campo dei colossi, come Facebook, Google, Wikipedia. E’ bastata la minaccia di uno sciopero per far ritirare il Sopa, il progetto di legge, in discussione al Congresso degli Stati Uniti d’America, che avrebbe assestato ‘la mazzata più grande’ al web libero. Molti parlano di vittoria del mondo d’internet, altri solamente di vittoria di una lobby contro un’altra: i poteri forti del web contro i poteri forti del cinema, della musica, dell’editoria.
Se da una parte la vicenda Sopa ha ridato fiducia ai paladini dell’open source, dall’altro ha convinto i difensori del diritto d’autore che di bavaglio alla rete si può discutere (ovviamente non i questi termini, è chiaro). L’argomento, dopo i tentativi berlusconiani, è tornato in auge anche in Italia, che in teoria avrebbe altre cose a cui pensare. E’ l’onorevole leghista Fava ad aver presentato in Parlamento un disegno di legge simile al Sopa e per certi versi ancora più draconiano: in buona sostanza, il gestore del sito è tenuto a rimuovere tutti i contenuti che ledono il  copyright, dietro segnalazione del possessore del diritto stesso. Insomma, si bypassa la giustizia (il giudice non è necessario per obbligare la rimozione) e si mette il bavaglio al web.  
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
PrestitiOnlinePrestitiOnline è un servizio di CreditOnline Mediazione Creditizia S.p.A.
P. IVA 06380791001 - Iscrizione Albo Mediatori Creditizi presso Banca d’Italia n°631


blog comments powered by Disqusblog comments powered by Disqus
  • Ultime Lavoro

  • Fisco e Tasse

  • Scuola ed Istruzione

  • Politica e Società

Investimenti

investimenti

Famiglia

famiglia

Green Economy

greeneconomy

Consumatori

consumatori

Risparmio

moneybox
Facebook
Twitter
Rss
FriendFeed