Lunedi, 18 Dicembre 2017

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L’Unione Europa Discute Sull’ACTA, in Arrivo Nuovi Limiti Alla Libertà Della Rete?


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Nei giorni scorsi è stato firmato a Tokyo l’ ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), un accordo globale contro i reati alla proprietà intellettuale. L’Unione Europea è in procinto di discutere l’adesione o meno al trattato.
L’accordo internazionale ha riscosso pareri favorevoli soprattutto tra i fanatici del diritto d’autore e tra gli scettici del web. E’ stato però criticato fortemente da chi vuole preservare la libertà della rete nella sua sostanza. Le accuse in tal senso riguardano eventuali – per alcuni evidenti – restringimenti delle libertà civili.
L’ ACTA impone ai provider di palesare l’identità di chi scarica materiali non autorizzati da internet e di chi copia e preleva materiale dalla rete. Tutto ciò in modo che i proprietari del contenuto ‘rubato’ possano citarli in giudizio.  

L’ Unione Europea è uno degli organismi internazionali che sta pensando di adottare l’ACTA. La firma ancora non c’è stata perché è necessario l’accordo tra le principali istituzioni comunitarie: Commissione, Consiglio, Parlamento. Molti in seno all’UE hanno avanzato pesanti riserve. Fa scalpore in tal senso il gesto Kader Arif, relatore della proposta di adozione, di rinunciare all’incarico. L’eurodeputato socialista francese ha dichiarato: “L’accordo Acta pone problemi per l’impatto sulle libertà civili, per le responsabilità che si fanno gravare sui provider”.
Ciononostante, Anonymous ha voluto recapitare un ‘segnale’ all’ Unione Europea. Una sorta di assaggio di cosa le aspetta in caso di firma dell’ACTA.

Il sito dell’UE ha infatti subito un pesante attacco informatico, per fortuna respinto dai sistemi di sicurezza. L’unica conseguenza è stata l’irraggiungibilità del sito per poche ore. Stupisce il tempismo con cui, a poche ora dalla nascita dell’ACTA a Tokio, il gruppo di hacker ha ‘aperto il fuoco’.
E’ stato il portavoce del Parlamento Europeo, Jaume Duch, a informare i media dell’attacco. Sulla provenienza non è stato in grado di fare nomi, ma ha ritenuto probabile proprio lo zampino di Anonymous. ““Il sito (dell’UE ndr) è stato attaccato con una domanda massiccia di richieste. Gli hacker non sono entrati nella rete interna, che ha continuato a funzionare normalmente” ha dichiarato.
Insomma, un avvertimento piccolo, ma gravido di minacce. Anonymous, però, non ha fatto menzione dell’accaduto. Un silenzio che non sarebbe per nulla inedito, per l’organizzazione pirata pro-open source più famosa del mondo.

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