Sabato, 25 Novembre 2017

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Siti Torrent e Pirateria Informatica: gli Stati Sotto Controllo a Causa Dei Download Illegali


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La pirateria informatica è una questione sempre molto attuale. Ogni anno il rapporto Special 301rapporto Special 301, condotto dall’Office of the United States Trade Representative (USTR), approfondisce la situazione a livello internazionale ponendo l’accento sulle misure messe in atto dai partner commerciali degli USA per quanto concerne la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Sebbene non si possa di certo dire che il nostro Paese sia immune dal fenomeno della pirateria e del download illegale sui siti di Torrent, l’Italia non figura nelle sei pagine dedicate agli Stati da tenere maggiormente sotto controllo per quanto riguarda appunto i file scaricati da internet senza licenza.  

Sotto accusa sono finiti diversi siti: Allofmp3 clones, Sogou MP3, Gougou, Taobao, Modchip.ca and Consolesource, tutte le pagine di BitTorrent ovvero The Pirate Bay, IsoHunt e Btjunkie, Kat.ph, torrentz.eu, ma anche i tracker Demonoid, Zamunda e Rutracker. Nel mirino anche il sito di social media russo vKontakte, e i siti di file hosting - o cyber-locker, come Megaupload e Putlocker, e i diversi Warez-bb e TV Ants. I Torrent, presenza fissa dell’indagine, secondo quanto leggiamo dal Rapporto 301 Special, sono colpevoli di favorire il download di “contenuti non autorizzati".

Allentato invece il controllo sul motore di ricerca cinese Baidu dopo gli accordi con le case produttrici musicali degli Stati Uniti per offrire il download di musica in modo legale. La Cina però, almeno secondo quanto emerge dal Rapporto 301 Special, resta il Paese più controllato e potenzialmente più a rischio. Ma il mercato dei Paesi che favoriscono la contraffazione a livello globale è eterogeneo e ampio: sono inclusi 30 Paesi. Alle prime posizioni si piazzano inoltre diversi Stati dell’Europa dell’Est, Russia in primis. 
La pirateria informatica è una piaga economica e sociale anche in Argentina, Venezuela, Thailandia, Canada, Cile, India, Pakistan, Indonesia e Israele. Tutti questi Paesi fanno parte di quella che viene identificata come la Priority Watch List, ovvero l’elenco delle situazioni nazionali più urgenti e allarmanti. Un gradino più in basso, ma comunque non esenti da supervisione, troviamo, insieme all’Italia, anche Brasile, Bolivia, Ecuador, Egitto, Finlandia, filippine, Grecia, Guatemala, Malesia, Messico, Norvegia, Perù, Romania, Spagna, Turchia, Ucraina e Vietnam (“Watch List”). 
Tra i Paesi meno a rischio ma comunque monitorati anche il Paraguay. 
Nello specifico, per quanto riguarda l’Italia, nel Rapporto si prende atto delle misure volte a contrastare il fenomeno della pirateria su internet e si apprezzano le regole AGCOM in questo ambito. Nonostante queste premesse però si riconferma l’esigenza di visionare la situazione nazionale dato il numero ancora molto alto di download illegali. Del resto ricordiamo che secondo una ricerca Ipsos quasi 4 Italiani Su 10 Accedono A Contenuti Coperti Da Copyright e si definiscono pirati.
 
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