Mercoledi, 26 Giugno 2019

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Pareggio di Bilancio: Necessaria un'Altra Manovra


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Abbiamo visto ieri che l'Italia potrebbe riuscire ad ottenere una deroga dal fiscal compact per poter effettuare investimenti nella Banda Larga, impegnandosi comunque a raggiungere il pareggio di bilancio, un obiettivo che sta diventando sempre più un incubo per il nostro Paese. La Commissione Europea ha spiegato oggi che l'obiettivo è fattibile per l'Italia, ma sarà necessaria una nuova Manovra correttiva. Una notizia che arriva un po' come una doccia gelata, considerando che il Governo ha sempre escluso questa necessità e che conferma che nemmeno l'aumento dell'Iva al 23% potrà salvarci da una nuova manovra. Da Bruxelles fanno sapere che si renderà necessario un aggiustamento di oltre mezzo punto percentuale di Pil. Infatti è previsto un deficit di bilancio del 2% per quest'anno e dell'1,1% nel 2013 (ricordiamo che il pareggio tecnico a cui punta l'Italia si raggiunge con lo 0,5%).

Sul fronte della crescita la Commissione Europea ipotizza una recessione del Pil dell'1,4% nel 2012 è una crescita dello 0,4% per il 2013, valori lievemente peggiori rispetto a quelli del Governo italiano, ma decisamente migliori rispetto a quelli del Fondo Monetario Internazionale (-1,9% nel 2012 e -0,3% nel 2013). Per quanto riguarda il debito pubblico è previsto che questo aumenti al 123,5% del Pil nel 2012 per poi scendere al 121,8% nel 2012, stime allineate con quelle contenute nel DEF realizzato dal Governo.

Anche le previsioni dell'UE sul mercato del lavoro italiano sono tutt'altro che rosee con un aumento della disoccupazione previsto sia per il 2012, quando toccherà il 9,5% sia nel 2013 quando raggiungerà il 9,7%. A soffrire maggiormente saranno ancora una volta i giovani, ma, spiega l'UE si registrerà un aumento dell'occupazione dei gruppi di età più avanzata per effetto della riforma delle pensioni.

LE STIME DI CONFINDUSTRIA
Anche Confindustria ha rilasciato alcune stime relative alla situazione economica del Paese sottolineando come la ripresa economica sia ancora piuttosto lontana, strozzata dalla debole domanda interna e da un export che ha perso un po' di slancio.
La situazione, spiega il Centro Studi Confindustria risulta difficile soprattutto sul fronte dei consumi, con le famiglie sfiduciate da un lato e colpite dall'altro dall'aumento dei prezzi dei prodotti energetici. Su questo atteggiamento di pessimismo intervengono anche comportamenti di natura precauzionale sul tema degli esborsi fiscali.
L'altro grosso fonte di sofferenza, direttamente connesso al primo è quello del lavoro con il tasso di disoccupazione che ha ormai raggiunto i massimi da settembre 2000.
 
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