Martedi, 17 Luglio 2018

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Competitività di Costo: Italia Terzultima in Europa


competitività di costo, imprese

Uno dei problemi italiani è la competitività delle nostre imprese. Tema che diventa cruciale in periodi come questi dove la nostra economia soffre anche a causa dei problemi del debito, mentre i Paesi Bric corrono, potendo sfruttare, dalla loro, proprio la competitività di costo. Le politiche di austerity imposte dall'Unione Europea, inoltre, pesano fortemente sulle prospettive di crescita soprattutto nei Paesi a bassa produttività e competitività, come appunto l'Italia. Ma come si misura la competitività di costo e l'Italia come si pone nel contesto Europeo? Vediamo di capirci qualcosa di più, con l'ausilio dei dati Istat ed Eurostat.
Il livello di competitività delle imprese si misura dal rapporto tra il valore aggiunto per addetto e il costo del lavoro unitario. Il valore aggiunto per addetto, la cosiddetta produttività apparente, è la misura dell'incremento di valore che si verifica nella produzione o distribuzione di beni e servizi grazie all'intervento dei fattori produttivi (lavoro in questo caso).

Per l'Italia secondo quanto riporta l'Istat, l'indicatore di competitività di costo delle imprese è pari a 112,5 (dato 2009), in calo rispetto all'anno precedente (125,5). Dall'analisi dei dati Eurostat 2008 scopriamo che le imprese dell'Unione Europea a 27 hanno un indicatore di competitività di costo di 156,7. Il che significa che producono quasi 157 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro.

L'Italia oltre ad essere lontana dalla media è terzultima in Europa, infatti hanno un indicatore di competitività di costo inferiore al nostro solamente la Grecia con 124,3 e la Spagna con 105, 7 euro di valore aggiunto ogni 100 euro del costo del lavoro. Rispetto al 2001 la situazione italiana è peggiorata sia in valore assoluto sia nel contesto europeo. Infatti allora avevamo un indicatore di competitività di costo di 135,8, sempre inferiore alla media UE27 (145,9) ma distante solo di 10 punti. Inoltre ci piazzavamo davanti, oltre che a Grecia e Spagna, anche a Svezia e Belgio. Tornando al 2008 i Paesi che mostrano la migliore competitività di costo delle proprie imprese risultano essere Romania, Bulgaria e Slovacchia rispettivamente con 221,1 euro, 216,2 euro e 190,6 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro.
In Italia la maggiore competitività di costo, nel 2009 si è registrata nel Centro con 123,3 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro, segue il Nord-ovest con 114,8, il Nord-est con 110,9 e il Mezzogiorno con 99,6 euro. Quello del Mezzogiorno è un dato emblematico della nostra competitività con 99,6 euro di valore aggiunto ogni 100 euro di costo del lavoro. Nel 2001 la competitività di costo era maggiore per tutte le aree geografiche, con in testa sempre il Nord-Ovest con 139,4 euro seguito dal Nord-Est con 139,1 euro, dal Centro con 136,9 euro e dal Mezzogiorno con 120,1 euro.
 
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