Lunedi, 18 Dicembre 2017

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Bufala Hollande: a Rischio la Credibilità Del Web?


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Il web ha rivoluzionato il mondo dell’informazione. L’ha resa più libera e più accessibile a tutti. Le bufale, però, trovano lo stesso spazio di una volta; anzi: forse ne trovano di più. La dimostrazione è stata fornita, di recente, dal caso ‘Hollande’. Su Facebook, nel giro di poche ore, si è diffusa a macchia d’olio una lista di misure apportate dal presidente francese in soli 56 giorni di governo. Una lista delle meraviglie: auto blu azzerate, stipendi dei politici ridotti, apertura di scuole e di asili nido, creazione di 60.000 posti di lavoro per giovani laureati, riduzione dei finanziamenti agli istituti religiosi e altro ancora. Una lista, insomma, tale da far vergognare tanto il governo Monti quanto i leader del centro sinistra e della sinistra, rei di non aver avanzato la benché misera proposta di programma. L’indignazione per il nostro orticello è rapidamente montata di fronte alla consapevolezza che l’orticello francese fosse più bello del nostro, e anche di molto.  

Ebbene, la notizia si è rivelata una grossa bufala. Ci sono cascati un po’ tutti, persino i giornalisti di Repubblica, che hanno dato risalto alla notizia. Non ci è cascato però Wired.it, testata online (e rivista cartacea di successo), che ha scoperto che la notizia era campata in aria, o almeno buona parte di essa. L’unica notizia vera era quella del taglio agli stipendi (30% in meno ai ministri e ai parlamentari). Eppure i segnali per intuire che si trattava di una bufala c’erano tutti. Tutti i ‘miracoli’ di Hollande, infatti, corrispondono a punti nevralgici dell’agenda politica e media dell’Italia, quasi come se Hollande avesse risposto ai problemi nostri sì, ma in casa propria. Insomma, la lista aveva tutto il necessario per incendiare gli animi di chi troppo spesso si fa ammaliare dalle sirene del populismo.

Il web è ricettacolo di notizie false? Sicuramente è una piattaforma che dona visibilità a prescindere dalla verità o falsità delle informazioni. In verità le bugie hanno le gambe corte su internet più che in ogni altro media e questo grazie alle caratteristiche di biunivocità del flusso comunicativo in rete. Il tutto però può essere aggirato facilmente, se si utilizzano alcune tecniche.
Ecco come le bufale riescono ad andare lontano, persino su internet:
  • Utilizzare un argomento sensibile: rende il contenuto virale. La questione auto blu e quella del taglio degli stipendi ai parlamentari infiammano il dibattito ai livelli alti quanto nelle discussioni al bar.
  • Inserire dati veri. Un dato vero fa apparire le menzogne come semplici ‘dati prima sconosciuti’.
  • Inserire molti numeri. A meno che non la si spari grossa, aumentano la credibilità della bufala.
  • Scegliere una realtà lontana. Se la bufala avesse avuto come protagonista Monti anziché Hollande non sarebbe andata lontano. Questo perché la realtà di ‘casa nostra’ è conosciuta, quella altrui di meno.
L’allarme credibilità è stato lanciato, almeno venti giorni prima che il faccione di Hollande rimbalzasse per le bacheche, dai partecipanti al convegno “Web reputation: la credibilita' si genera in rete”, tenutosi a Roma il 27 giugno. In quell’occasione, quasi in maniera profetica, Antonio Preziosi, direttore di Radio Uno, aveva dichiarato: “Sui blog e sui social network sono troppe le notizie diffuse senza prima essere verificate. Un danno enorme per la web reputation e il giornalismo in generale che, ricordiamolo, e' un bene pubblico”.
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