Venerdi, 24 Novembre 2017

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Sviluppo Economico: Quanti Anni la Crisi Ha Fatto Perdere Ai Vari Paesi


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La crisi economica continua a manifestare i suoi effetti in molte economie avanzate, soprattutto Europee, tanto che per alcuni Paesi (Italia inclusa) si prospetta un biennio molto difficile caratterizzato da recessione o crescita minima del Pil e da profonde difficoltà sul mercato del lavoro. In questo senso, nonostante le timide speranze di ripresa di inizio 2011, sono già 5 anni che la crisi produce i suoi effetti, annullando quello che è stato il progresso economico degli anni precedenti al contagio dei mutui subprime. L'Economist ha provato a calcolare in maniera più precisa quanti anni di sviluppo la crisi ha fatto perdere ai Paesi più colpiti.
Sette sono gli indicatori considerati per valutare la situazione economica dei Paesi ed il tempo perso a causa della crisi, riuniti in tre macrocategorie.

Nella prima troviamo la ricchezza delle famiglie, i prezzi degli asset finanziari e i valori immobiliari. Nella seconda sono inseriti il valore della produzione (Pil) e quello dei consumi privati, mentre nella terza categoria rientrano i salari reali e il livello di disoccupazione. Tra questi indicatori sicuramente uno dei più significativi (oltre che tra i più misurabili) riguarda l'andamento dei titoli azionari e la capitalizzazione di borsa.

Abbiamo visto che negli ultimi 5 anni i 50 maggiori gruppi azionari italiani hanno perso il 41% del valore ed ora Piazza Affari è al 20° posto mondiale per capitalizzazione (era 8° nel 2001). La Grecia, sull'orlo del default, mostra valori dell'indice inferiori a quelli del 1992. Anche il mercato immobiliare ha perso molto del proprio valore, anche se non in tutti i Paesi in modo uguale. In Italia ad esempio i prezzi sono rimasti pressoché stabili, mentre in Spagna sono crollati si e lo stesso si può dire dell'America, dove il valore delle case è tornato ad essere quello del 2001.


LA CLASSIFICA DEL TEMPO PERSO
In testa troviamo la Grecia che ha perso 12 anni di sviluppo economico, tornando praticamente ai livelli economici del 1999, segue l'Islanda, la cui Economia è tornata ai livelli dei primi mesi del 2000 e gli Stati Uniti, da dove è partito il contagio, che hanno fatto un balzo indietro di dieci anni (ai livelli post 11 settembre). Risalendo nel tempo troviamo Portogallo, Lettonia, Irlanda, Ungheria, Inghilterra e Spagna che sono tornate ai livelli economici compresi tra il 2002 e il 2004. Meglio di questi Paesi, fa l'Italia che è tornata ai livelli economici del tardo 2004 inizio 2005, facendo un balzo indietro di 7 anni. Tuttavia ricorda l'EconomistEconomist, sulla base dei dati del Fondo Monetario Internazionale risulterà l'unico Paese del G7 che nei prossimi tre anni mostrerà un prodotto interno lordo in termini reali inferiore a quello del 2007. A significare che per noi la crisi è ancora tutt'altro che superata. Tra i Paesi in cui la crisi ha fatto meno danno troviamo la Francia che è tornata ai livelli economici di metà 2006 e soprattutto la Germania che ha perso poco più di due anni di sviluppo.

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