Mercoledi, 17 Luglio 2019

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Il Risparmio Delle Famiglie e il Profitto Delle Imprese Tornano ai Livelli Del 1995


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Se secondo la Banca d'Italia le il 22% delle famiglie non ha redditi sufficienti per coprire i consumi, non va meglio sul fronte dei risparmi, una volta vero e proprio marchio di fabbrica del popolo italiano.
Secondo quanto pubblica l'Istat, infatti, la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata lo scorso anno al 12%, il valore più basso dal 1995 ed in calo di sette decimi di punto rispetto all'anno precedente. La riduzione del tasso di risparmio è il risultato di una crescita del reddito disponibile (+2,1%) inferiore alla dinamica della spesa per consumi finali (+2,9%).
Sul fronte del reddito disponibile delle famiglie in termini reali (cioè tenendo conto dell'inflazione), ovvero il potere d'acquisto, il rapporto sottolinea che lo scorso anno è calato dello 0,5% rispetto al 2010.

Il calo è stato particolarmente evidente nell'ultimo trimestre dell'anno con una flessione su base annua dell'1,9% e dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. In termini nominali, come abbiamo detto, il reddito disponibile è aumentato dell'2,1%

Segnali positivi invece sul fronte degli investimenti fissi lordi delle famiglie che sono aumentati dell'1,5%, mentre il tasso di investimento, cioè il rapporto tra gli investimenti fissi lordi e il reddito disponibile lordo è rimasto intorno al 10%, in linea con la media dell'anno precedente. Il tasso di investimento appare però inferiore di un punto percentuale rispetto al 2007, cioè a prima dello scoppio della crisi. Guardando il grafico si osserva che dopo il crollo del primo semestre 2009, il dato è oscillato sempre intorno al 10%, anche se l'ultimo trimestre dello scorso anno ha manifestato una riduzione di un decimo di punto, rispetto a quello precedente e allo stesso periodo del 2010.
Sul fronte delle imprese, l'Istat sottolinea che la quota di profitto delle società non finanziarie si è attestata al 40,4%, anche qui si tratta del valore più basso dal 1995, con una riduzione di 1,1 punti percentuali rispetto all'anno precedente. L'attività di investimento delle società non finanziarie ha rallentato rispetto all'anno precedente, infatti gli investimenti lordi sono cresciuti nello scorso anno dell'1,6% rispetto all'8% del 2010. Il tasso di investimento, cioè il rapporto tra investimenti fissi lordi e valore aggiunto lordo, è stato pari al 22,3% in contrazione di un decimo di punto rispetto all'anno precedente, ma ad un valore che è ancora inferiore di 2 punti percentuali rispetto ai livelli pre crisi. L'analisi del grafico mostra che dopo la riduzione massima osservata nel terzo trimestre 2009 (tasso intorno al 20,5) si è assistito ad un recupero fino al primo trimestre 2011 (tasso al 23%), quando poi c'è stata un inversione di tendenza che ha portato il valore al quarto semestre dell'anno al di sotto del 22%.
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