Lunedi, 20 Novembre 2017

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Politica

BES: l'Indicatore di Benessere Equo e Sostenibile

Bes, Benessere, crescitaPiù volte ci siamo occupati del fatto che il Pil e il Pil pro capite non fossero misure idonee a quantificare e soprattutto a qualificare il livello di benessere di uno Stato. Di questo si sono occupati anche l'Istat e il Cnel che un anno e mezzo fa hanno avviato un progetto per la creazione di un indicatore di sostenibilità da affiancare al Pil, il Bes ( Benessere Equo e Sostenibile).
Il Pil, infatti, essendo una misura quantitativa della produzione realizzata dal sistema economico, non offre una misura complessiva del progresso di una società. Va integrato, perciò, con altri indicatori che influenzano la condizione dei cittadini, quali la salute, la sicurezza, il lavoro, il benessere, economico, l'ambiente e così via. Per costruire questo nuovo indicatore più dinamico e funzionale, Istat e Cnel hanno creato un comitato composto da rappresentanti delle parti sociali e della società civile che insieme hanno lavorato per l'individuazione degli indicatori fondamentali per la misurazione del benessere.  

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Aumentano i Ricchi Nel Mondo Ma Cala la Loro Ricchezza

Ricchi, ricchezza, La ricchezza finanziaria degli individui con alto patrimonio netto, i cosiddetti high net worth individuals (HNWI), ovvero coloro che hanno un patrimonio investibile di almeno 1 milione di dollari è diminuita in tutte le regioni del mondo, nel corso dello scorso anno, con l'eccezione del Medio Oriente. É questa l'immagine tratteggiata dall'annuale World Wealth Report, realizzato da Capgemini e da RBC Wealth Management. Dalla crisi economica mondiale del 2008, quando la ricchezza globale degli NHWI scese del 19,5% si registra per la prima volta una perdita dell'1,7%.
Grazie alla crescita dell'1,6%, la regione Asia Pacific è ora quella con il numero più alto di NHWI (3,37 milioni), superando il Nord America (3,35 milioni). Ciò nonostante l'America del Nord rimane l'area con la maggiore ricchezza cumulata degli NHWI con 11.400 miliardi di dollari contro i 10.700 miliardi di dollari della regione Asia Pacific.

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Terrorismo: Al-Qaeda Non Fa Più Paura Ma C’è Chi Ha Preso il Suo Posto

Terrorismo, Al-qaedaDall’11 settembre 2001, data passata alla storia per l’attentato terroristico alle Torri Gemelle, tutto il mondo sa chi o che cosa è Al-Qaeda e la teme. Ora dopo undici anni passati a combattere, materialmente o anche solo ideologicamente, quello che è stato identificato come un pericoloso e organizzato nemico mondiale e in particolare dell’Occidente, scopriamo che l’associazione terroristica facente capo e Bin Laden non esiste più.
Ma ovviamente, nel clima di terrore generale che fa sempre comodo alle forze al potere, questo non vuol dire che si possa iniziare a frequentare luoghi affollati e monumenti simbolo della religione e dell’occidente senza paura: il terrore ha solo cambiato nome. E lo Stato è sempre pronto a proteggerci con tutti i mezzi, anche con la guerra.  

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Unione Europea Alla ‘Carlo Magno’ Senza Spagna e Sud Italia per il Financial Times

Unione Europea, Carlo Magno, eurobondL’Unione Europea è nel panico, questo è noto a tutti. Che anche il Financial Times lo fosse, invece, era cosa sconosciuta ai più. Lo si evince da un editoriale di Tony Barber che propone un'Europa dalle fattezze irriconoscibili, dimezzata e antistorica. Senza il Sud Italia, la Grecia, la Spagna e i paesi dell’est: ecco l’Unione Europea del futuro. Futuro si fa per dire, visto che la ‘cartina’ assomiglierebbe moltissimo a quelle dell’anno 800, che ritraeva l’Impero di Carlo Magno.
Al Financial Times si sono bevuti il cervello? Non propriamente. La suggestione di un Europa antistorica è frutto di un ragionamento che, sebbene non condivisibile, appare comunque un po’ logico. Tony Barber ha indagato su tutte le spinte centrifuge presenti all’interno degli stati membri e ha rivelato il volto dell’Unione Europea ‘imbrattato’ da una loro eventuale esplosione.

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Crisi: Salvare l’Unione Europea Cedendo la Sovranità Nazionale

crisi, sovranità popolare, euroL’Unione Europa è in grave difficoltà, sotto tutti i punti di vista. La crisi sembra seguire una spirale senza fine. La crisi morde a tutti i livelli. Soffrono – e più degli altri – i lavoratori soffocati dalle tasse, soffrono gli imprenditori oberati dalle imposte sul lavoro, soffrono anche gli stati, alle prese con una crisi tutta particolare, quella del debito. Grecia, Spagna, Italia: sono questi i tre membri dell’Unione Europea tormentati dall’incubo insolvenza.
Gli analisti hanno dato tre mesi (a partire da giugno) per salvare l’Unione Europea. Uno degli orientamenti che sta emergendo prepotentemente per raggiungere l’obiettivo è la cessione della sovranità nazionale. Un consistente spostamento di poteri dagli stato-nazione a un organismo comunitario. Insomma, una centralizzazione. Perché una manovra del genere dovrebbe giovare a tutto il continente? Semplicemente, l’Ue attuale è una confederazione a due velocità.  

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