Lunedi, 20 Novembre 2017

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Politica

Aumenta la Spesa Pensionistica Ma Diminuisce l'Incidenza Sul PIL

pensionati, pensioni, spesa pensionisticaSecondo l'Ocse l'Italia è uno dei Paesi con la più alta spesa pensionistica in rapporto al Pil, aspetto che unito all'invecchiamento della popolazione, può portare nel futuro a problemi (ulterior)i di tenuta dei conti. É questa una delle ragioni per cui il Governo Monti ha dovuto effettuare una riforma delle pensioni piuttosto drastica che ha innalzato l'età pensionabile in maniera significativa, da qui ai prossimi anni, tanto che nel 2020 l'Italia avrà la più alta età di pensionamento tra i Paesi membri dell'Unione Europea.
In attesa delle modifiche delle riforma, la spesa pensionistica in Italia continua ad aumentare, anche se diminuisce l'incidenza rispetto al Pil. Nel 2010 infatti la spesa pensionistica complessiva è stata di 258,477 miliardi di euro, in crescita dell'1,9% rispetto all'anno precedente e pari al 16,6% del Pil (valore in lieve calo rispetto al 2009).

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Quars: Analisi Della Qualità Sociale e Ambientale Delle Regioni

Quars, Sbilanciamoci, Pil, benessere, RegioniPiù volte abbiamo sottolineato i limiti del Pil (o del Pil pro capite) nello stabilire il benessere di un Paese, perchè tralascia molti aspetti della vita sociale. Il tema dibattuto fin dagli anni 60 è diventato centrale nella campagna “Sbilanciamoci” che ogni anno dal 2003 pubblica il Rapporto QuarsRapporto Quars, Indice di qualità regionale dello sviluppo. Il rapporto muove dalla convinzione che la correlazione tra ricchezza (Pil) e qualità della vita non sia per nulla scontata e che sia necessario un approccio diverso,scientifico e culturale al tempo stesso, per misurare questi fenomeni. Ecco che il Quars allora offre un monitoraggio della qualità sociale ed ambientale delle regioni italiane, sulla base di sette parametri: ambiente, economia e lavoro, salute, diritti e cittadinanza, istruzione e cultura, pari opportunità e partecipazione, all'interno dei quali sono distribuiti 41 indicatori statistici. Il rapporto poi stila una classifica per parametro utile per capire il livello raggiunto dalle varie Regioni e compararlo con quello dell'anno precedente ed una classifica generale delle Regioni stesse.

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Il 5,5% Del PIL Italiano è Prodotto da Imprese Guidate da Stranieri

imprese, stranieri, Pil, In Italia le 454 mila imprese guidate da stranieri producono quasi 76 miliardi di euro di valore l'anno, pari al 5,5% del Pil Italiano. É questo il risultato di un'indagine condotto dalla Fondazione Leone Moressa sull'apporto economico delle attività imprenditoriali condotte dagli stranieri in Italia.
A livello territoriale le regioni in cui la percentuale di valore aggiunto, prodotto dalle imprese straniere sul totale del valore aggiunto è maggiore, sono la Toscana dove viene prodotto il 7,7% del valore aggiunto delle imprese a conduzione straniera, seguita dall'Emilia Romagna (6,7%) e dal Friuli Venezia Giulia. É Il Centro Nord l'Area dove sono più attive le imprese straniere e dove è maggiore il valore aggiunto prodotto. Infatti al Sud l'incidenza del lavoro straniero arriva appena al 2,5% in Regioni quali Campania e Basilicata.

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Il Risparmio Delle Famiglie e il Profitto Delle Imprese Tornano ai Livelli Del 1995

famiglie, imprese,propensione al risparmio, proditto Se secondo la Banca d'Italia le il 22% delle famiglie non ha redditi sufficienti per coprire i consumi, non va meglio sul fronte dei risparmi, una volta vero e proprio marchio di fabbrica del popolo italiano.
Secondo quanto pubblica l'Istat, infatti, la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata lo scorso anno al 12%, il valore più basso dal 1995 ed in calo di sette decimi di punto rispetto all'anno precedente. La riduzione del tasso di risparmio è il risultato di una crescita del reddito disponibile (+2,1%) inferiore alla dinamica della spesa per consumi finali (+2,9%).
Sul fronte del reddito disponibile delle famiglie in termini reali (cioè tenendo conto dell'inflazione), ovvero il potere d'acquisto, il rapporto sottolinea che lo scorso anno è calato dello 0,5% rispetto al 2010.

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Il Problema Dell’Eurozona Non Sono i Conti Pubblici Ma la Competitività

Competitività, crisi debito, EurozonaLa storia dell’estrema importanza dei conti pubblici è una panzana. E’ questa l’opinione di Uru Dadush, guru dell’economia mondiale e direttore dell’ international Economic Program. L’economista indiano ha esposto le sue teorie in un’editoriale pubblicato da Il Sole 24 Ore.
Uru Dadush rigetta l’interpretazione secondo cui la chiave per risolvere la crisi sia una più attenta gestione dei conti pubblici. Da mesi giornali e televisioni ripetono quello che ormai è diventato un mantra, ma alcune evidenze dicono il contrario. Il Regno Unito, per esempio, ha una situazione di bilancio peggiore dell’Italia (il deficit è più corposo) ma i mercati lo trattano bene – lo spread inglese è ai minimi storici. Inoltre, la situazione generale dei conti pubblici all’entrata in scena dell’euro era ben peggiore di quella attuale.
Allo stesso modo, afferma Uru Dadush, non c’entra granché nemmeno la situazione delle banche.  

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