Giovedi, 18 Ottobre 2018

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AUTO BLU: QUANTE SONO E QUANTO COSTANO, UN'INDAGINE DEL MINISTERO PROVA A FAR CHIAREZZA


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Auto Blu: Quante Sono e Quanto Costano, un'Indagine del Ministero Prova a far Chiarezza | Corte dei Conti | Targhe Fantasma |

Le auto blu sono da sempre uno dei “buchi neri” dell'economia e della politica italiana: un privilegio di parlamentari e amministratori locali che non ha eguali in Europa.
Non solo si rivelano tante e, ovviamente, rappresentano un fardello di non poco conto per le casse statali, ma in un numero imprecisato di casi non sono identificabili, semplicemente perché non hanno la targa, o meglio sono dotate di particolari targhe “fantasma”. Ma andiamo con ordine, vediamo prima quante sono e quanto costano.
Il Ministero della Funzione Pubblica ha pubblicato i primi risultati di un monitoraggio analitico sul parco macchine delle amministrazioni centrali e locali. Secondo le prime stime dei dati disponibili, il parco auto delle pubbliche amministrazioni, escluse quelle a targhe speciali di cui parleremo dopo ,risulta di circa 90 mila vetture. Il rapportorapporto evidenzia tre tipologie di auto che vanno a comporre questo numero:

  • 10 mila auto "blu blu" (di rappresentanza politico/istituzionale a disposizione di autorità e alte cariche dello Stato e delle amministrazioni locali)

  • 20 mila auto "blu" (di servizio con autista a disposizione di dirigenti apicali)

  • 60 mila auto "grigie" (senza autista, a disposizione degli uffici per attività strettamente operative:  visite ispettive, controlli, manutenzioni, sopralluoghi, ecc.)

In base alle rilevazioni i costi medi annuali di utilizzo per ogni singola auto ammontano a 3300 euro, mentre il personale impegnato è di 1,4 unità per autovettura.
Sulla base di questi dati il CodaconsCodacons ha annunciato un esposto alla Corte dei Conti, affinché analizzi i risultati dell'Indagine del Ministero ed individui quelle situazioni in cui si configura uno spreco di denaro pubblico. Le uscite per il parco auto rilevato sarebbero pari a 297milioni di euro annui, cifra ottenuta moltiplicando il costo medio per il numero di auto rilevate. Ampia la differenza nei confronti di altri paesi Europei dove, in base alle ultime stime si rilevano Francia 65mila auto blu in Francia, 55mila in Gran Bretagna 55mila, 54 mila in Germania e 44 mila in Spagna. Il divario già rilevante potrebbe diventare abissale quando saremo di fronte ai dati definitivi dell'indagine. Sul sito del Ministero infatti si comunica che il numero di 90 mila auto blu deriva dalla rilevazione del 26% delle amministrazioni, poco più di un quarto del totale, per cui il numero totale potrebbe salire drasticamente. Senza contare il fenomeno delle “targhe fantasma”.


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IL PROBLEMA DELLE TARGHE FANTASMA
Il mensile Quattroruote ha svolto un'indagine su circa trenta macchine di servizio, che sono state fotografate mentre erano in sosta nell'area “romana” della politica.
E' venuto fuori, in questo modo, che un quarto delle auto che sono state prese di “mira”, non è stata iscritta al Pubblico Registro Automobilistico (PRA). Potrebbe trattarsi di un caso statistico, che se tuttavia fosse esteso al parco di mezzi “blu" circolanti identificherebbe in 45mila, il numero di mezzi non registrati in tutto il nostro paese. Questo aspetto prescinde il problema dei costi nei bilanci dello stato. Infatti se una di queste auto, non ce ne vogliano, viene coinvolta in un sinistro, in mancanza della targa è praticamente impossibile risalire legalmente al conducente. Il cittadino dovrebbe allora far tappa presso la Motorizzazione civile oppure appoggiarsi ad un avvocato, ricorrendo alle vie legali, oltre al danno la beffa, insomma.
Il privilegio della non registrazione, risale al 1927, quando un decreto regio permise questa situazione, che in realtà provoca solo una gran perdita di tempo per i cittadini che, nella maggior parte dei casi, finiscono per rinunciare alla richiesta di risarcimento.

 

 
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