Mercoledi, 17 Luglio 2019

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Autotrasportatori: i Costi per l'Italia e le Ragioni Dello Sciopero


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Lo sciopero degli autotrasportatori sta coinvolgendo l'Italia intera, con gravi ripercussioni sull'economia del Paese. Ciò è dovuto oltre che a ragioni infrastrutturali e alle caratteristiche geografiche Italiane, anche al fatto che nel nostro Paese quasi l'80% dei beni vengono trasportati su gomma. In ogni caso lo sciopero dei Tir sta avendo ripercussioni gravi sull'approvvigionamento di prodotti alimentari, con conseguente aumento di prodotti quali ad esempio quelli ortofrutticoli, e sta causando problemi anche nelle stazioni di rifornimento dei carburanti, che cominciano a registrare carenze di benzina, gasolio e gpl .
Alcune fonti segnalano anche la pericolosa diminuzione di farmaci salvavita negli ospedali, soprattutto nella zona campana, visto che le scorte sarebbero bloccate insieme ai Tir.

Problemi che diventano sempre più gravi per i consumatori e le aziende e che sono stati quantificati in una perdita di circa 200 milioni di euro al giorno, 50 dei quali riferibili ai soli prodotti alimentari deperibili (latte, frutta, verdura) a cui andranno aggiunti ai costi di smaltimento di questi prodotti e il rimanente riconducibile al blocco produttivo in capo alle aziende. Aziende come Fiat, infatti hanno dovuto interrompere (o quantomeno allentare) il ciclo produttivo delle vetture, una situazione che ha coinvolto diverse altre grandi aziende italiane del comparto degli elettrodomestici. Insomma una situazione economica e sociale complessa di cui l'Italia non aveva proprio bisogno. Vediamo però quali sono i motivi economici che hanno spinto gli autotrasportatori ad attuare una simile protesta.

RAGIONI DI UNA PROTESTA: I NUMERI
Posto che le modalità della protesta che stanno paralizzando l'Italia difficilmente possono essere condivisibili, viste le gravi ripercussioni che comportano, va rilevato che la condizione di lavoro degli autotrasportatori è diventata sempre più insostenibile. Secondo quanto riporta la Cgia di Mestre, infatti, gli autotrasportatori italiani corrono a 0,15 euro netti a km. Una cifra risibile per chi fa un lavoro comunque duro e dal quale dipende, come abbiamo visto, gran parte del ciclo economico italiano. 
Nello specifico, spiega l'associazione degli artigiani mestrini, dall'inizio della crisi il costo del gasolio per autotrazione è aumentato del 54,4%, i pedaggi autostradali sono cresciuti del 16,7%, il tutto a fronte di un'inflazione di periodo di circa il 5,2%. A questi aumenti si aggiunge l'incremento del costo dell'assicurazione cresciuto del 40% in un anno.
Aumenti che hanno fatto diminuire drasticamente il guadagno ricevuto dagli autotrasportatori. Se, infatti, la tariffa lorda applicata dai committenti è di circa 1,20 euro a km per chi fa viaggi a lunga percorrenza, stornando il prezzo del carburante (0,46 euro/Km) si arriva a circa 0,74 euro a km. Ora togliendo gli altri costi di gestione identificabili nell'ammortamento dell'automezzo, nel costo dell'assicurazione, nel bollo, nel costo dei pneumatici, in quello dei pedaggi e nella manutenzione ordinaria, imposte e contributi di ottiene un importo netto incassato di 0,15 euro a km. Una situazione, insomma decisamente dura, anche perchè la concorrenza di altri Paesi con un costo inferiore per quanto riguarda il gasolio si fa sentire.
 

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