Mercoledi, 16 Ottobre 2019

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Burocrazia: Alle Imprese Costa 60 Giorni Lavorativi l'Anno


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Le imprese italiane sprecano 60 giorni lavorativi l'anno in burocrazia, mentre ammontano ad un miliardo di euro i maggiori oneri per i ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione. Sono questi alcuni dei dati denunciati oggi durante l'assemblea generale di Confartigianato e riportati dal presidente Giorgio Perrini, nella sua relazionerelazione. Le misure contro i costi della burocrazia, che dovrebbero, secondo gli obiettivi di Governo e Agenzia delle Entrate essere tagliati del 25% entro il 2012tagliati
del  25% entro il 2012, vengono definite, nella relazione, come troppo timide, quasi una “tele di Penelope”. Il risultato è cioè quello di fare un passo avanti da un lato e due indietro dall'altro, considerando anche il fatto che gli interventi di semplificazione promossi dallo Stato centrale vengono spesso sovente vanificati dalla regolamentazione e dalla prassi amministrativa regionale e locale.
Secondo l'Organizzazione, inoltre, i tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese fornitrici sono il triplo della media europea e rappresentano un fenomeno che “trascina e giustifica” i ritardi nei pagamenti delle imprese grandiritardi nei pagamenti
delle imprese grandi verso le piccole. Piccole imprese che risultano schiacciate da questo meccanismo in quanto non hanno la forza contrattuale per far valere i propri diritti e piuttosto che perdere clienti accettano la situazione, con conseguenze spesso pesanti, soprattutto per quanto riguarda la gestione della cassa. Inoltre va risolta questa ambivalenza dello Stato, inflessibile nei tempi e nei modi della riscossione coattiva da un lato e decisamente inefficiente nelle modalità di rimborso e pagamento, senza che per le imprese esista un sistema di compensazione tra crediti e debiti vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Non va meglio sul fronte della giustizia civile, visto che per vedere riconosciuti i propri diritti, le imprese (ma anche i cittadini) devono aspettare in media 1.108 giorni, vale a dire 3 anni e 13 giorni, ovvero il tempo di un procedimento in un Tribunale ordinario.
Senza contare, prosegue Confartigianato, le conseguenze delle mancate liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che potendo “sottrarsi alle regole del mercato” crescono molto più in fretta che l'inflazionecrescono molto più in fretta che l'inflazione .


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Nello specifico tra il il 2000 e il 2010, le tariffe relative ad acqua, rifiuti e trasporti sono cresciute del 54,2% contro il 23,9% del tasso di inflazione.
Sul fronte fiscale la relazione denunciare un carico tributario in Italia superiore di 3,5 punti di PIL alla media europea, pari cioè a 54 miliardi di euro di maggiori imposte per i contribuenti italiani. Mentre agli imprenditori la burocrazia fiscale richiede 285 ore l’annola
burocrazia fiscale richiede 285 ore l’anno, equivalenti a circa 36 giorni lavorativi, cioè il 43% in più rispetto alla media Ocse.
Confartigianato chiede poi un maggior coordinamento delle attività ispettive nei diversi ambiti, visto oggi in Italia sono 29 gli enti che si occupano di controlli: 7 nell’ambito del lavoro e previdenza, 8 per l'ambiente, 4 per il fisco, altri 4 per agevolazioni e incentivi, 11 per la concorrenza, appalti e privacy e 9 per l'alimentazione.
Per quanto riguarda il problema dell'occupazione giovanile, Confartigianato chiede che sia accorciata la distanza tra questi due mondi, che ad oggi presenta da un lato oltre 2 milioni di giovani non studiano né lavorano2
milioni di giovani non studiano né lavorano ed allo stesso tempo, nonostante la crisi il 26,7% delle figure ricercate dalle imprese rimane irreperibilenonostante
la crisi il 26,7% delle figure ricercate dalle imprese rimane
irreperibile.

 

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