Giovedi, 18 Ottobre 2018

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DL Sviluppo: Diritto di Superficie per 90 Anni Sulle Spiagge. Critiche da Europa e Ambientalisti


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Tra gli articoli che fanno parte del nuovo Decreto Sviluppo emanato ieri dal Consiglio dei Ministri, ve n'è uno che sta già facendo molto discutere. Si tratta di quello relativo alle spiagge che in sostanza introduce un diritto di superficie per 90 anni sul terreno (o gli immobili) invece dell'attuale meccanismo di concessione. Questo cambiamento secondo il governo aumenterà l'efficienza del sistema turistico italiano, riqualificando e rilanciando l'offerta e garantendo un programmazione economica degli investimenti da parte delle imprese.
Il diritto di superficie viene mantenuto previo il pagamento di un corrispettivo annuo determinato dall'Agenzia del Demanio sulla base dei valori di mercato. Inoltre prosegue il decreto, nel caso in cui un'impresa ad acquisire il diritto, questa dovrà aderire a nuovi studi di settore appositamente elaborati dalla Agenzia delle entrate e risultare regolarmente adempiente agli obblighi contributivi. Detto tutto questo il decreto specifica che rimane libero e gratuito il diritto di accessogratuito il diritto
di accesso e fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione.


REAZIONI E COMMENTI
Secondo il Presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, la norma sulla privatizzazione delle spiagge inserita nel dl Sviluppo : “ È illegittima perchè in contrasto con gli articoli 42 e 49 del Codice della navigazione, in contrasto con la direttiva Bolkestein in materia di concorrenza nel libero mercato degli stati europei”.
Per Bonelli “Questa norma fa cadere il principio del demanio marittimo come bene indisponibile, rendendo i beni demaniali disponibili per i privati in via esclusiva e indisponibili per l'interesse pubblico generale” Inoltre conclude il presidente nazionale dei verdi : “Se la norma del Dl Sviluppo dovesse essere convertita in legge sulle spiagge italiane potranno essere realizzati oltre 10 milioni di metri cubi di cemento”
Secondo il Codacons risulta evidente che: “ concedere il diritto di superficie per 90 anni è l'opposto di garantire la libera concorrenza oltre ad essere contrario alla normativa europea: con il “piano spiagge” il Governo è riuscito nell'impresa di consentire la cementificazione, senza nemmeno avere in contropartita la garanzia di poter migliorare l'offerta turistica".
Il WWF ha definito “Di una gravità assoluta” la possibilità di concessioni demaniali per 90 anni delle coste italiane, sottolineando come, in questo modo lo Stato abbia “ceduto clamorosamente e irresponsabilmente alle richieste dei gestori degli stabilimenti balneari", che, secondo l'associazione hanno "speculato per anni sui beni demaniali con guadagni enormi a fronte dei quali lo Stato riceveva cifre irrisorie". "Le spiagge concesse ai privati sono in questo modo definitivamente sottratte ai cittadini", conclude il WWF.
Dello stesso avviso anche Legambiente secondo cui cui l’articolo sul diritto di superficie delle spiagge di fatto privatizza, in modo totalmente illogico e anacronistico, “il patrimonio costiero cedendolo a pochi soggetti più ricchi a scapito dell’intera cittadinanza cui viene alienato il diritto di usufruire liberamente del territorio e delle parti più preziose del nostro paesaggio”.


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Secondo l'associazione il dl sviluppo approvato oggi “va in tutt’altra direzione rispetto all’Europa che da tempo, ci invita a indire regolari gare per le concessioni demaniali”.
E proprio dall'Europa si sono sollevati dubbi sull'operato italiano. Infatti la portavoce del commissario al Mercato interno Michel Barnier, ha dichiarato che se le notizie giunte dalla stampa sono corrette, la Commissione europea sarebbe: "molto sorpresa, perché il provvedimento non sarebbe conforme con le regole del mercato unico europeo" Per questa ragione Bruxelles ha chiesto alle autorità italiane chiarimenti sul dl Sviluppo. “Secondo le norme Ue – ha continuato la portavoce - le concessioni devono avere una durata appropriata e alla fine del periodo limitato deve essere garantita l'apertura alla concorrenza". Tempo appropriato e concorrenza, due condizioni che sembrano piuttosto carenti nel testo del decreto.
L'unica reazione positiva registrata è quella dei diretti interessati dalla misura. Per Fiba-confesercenti, infatti, il diritto di superficie che interessa gli insediamenti turistici sulle spiagge è una positiva novità, perchè può dare certezze a tutti gli imprenditori ed assicurare investimenti e lavoro nel lungo periodo.

 

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