Martedi, 21 Maggio 2019

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Economia: i fattori a rischio sono calamità naturali, attacchi informatici e disuguaglianza


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Quali sono le previsioni per i prossimi 12 mesi? Difficile avere un quadro certo visto che innegabilmente viviamo in un mondo di rischi, di condizioni mutevoli che destabilizzano il presente con una spaventosa e inquietante rapidità. Anche quest’anno il World Economic Forum's (WEF) ha messo in evidenza quelli che sono i rischi più grossi che minano la stabilità delle economie nazionali per il 2012. L’analisi rientra in un quadro più generale che ha individuato 5 ambiti di indagine: economico, sociale, tecnologico, ambientale e geopolitico. Oggi ci concentriamo sul primo: quali fattori possono minare la stabilità finanziaria di un Paese e destabilizzare eventuali previsioni economiche?

Tra questi elementi, in parte imprevedibili, rientrano le calamità naturali e i cambiamenti climatici: il disastro di Fukushima o le alluvioni in Thailandia (ma anche l'Italia ne sa qualcosa visto che negli ultimi 80 anni si sono verificate 5400 alluvioni) sono stati di esempio in questo senso e devono fungere da monito su come l’azione devastante della natura possa cambiare le basi di un’economia. Le emissioni di gas tossici o la possibile interruzione di fornitura di acqua potabile sono tra gli scenari che incutono maggiore ansia per i soggetti intervistati in merito alla ricerca. Sicuramente determinante nell’emergere di questa paura è stato il disastro nucleare in Giappone.

Dopo le risoluzione delle emergenze di primaria necessità è tempo per il Paese di progettare un piano di recupero e di imparare dagli eventi. Continua intanto l’impegno della Tokyo Electric Power Company (TEPCO) per cercare di ridurre al minimo gli effetti delle radiazioni. Dopo gli eventi disastrosi dell’anno appena conclusosi l’uomo, nel progettare la società futura, non può non tener conto dei propri limiti che la natura a volte (per non dire sempre più spesso) gli ricorda.
Ma i rischi arrivano anche dagli uomini stessi. A spaventare gli imprenditori sono anche nuove paure, come quella di attacchi informatici. Il rischio per si avverte in maniera molto sensibile. Con 5 miliardi di cellulari al mondo connessi ogni giorno ad internet, il sistema informatico appare quanto mai vulnerabile.
Ma ai primi posti restano le disparità economiche, la disuguaglianza nella società e i fallimenti governativi. L'Ocse in proposito ricorda che nei Paesi membri il reddito del 10% della popolazione più ricca è 9-10 volte quello del 10% più povero.
Dall’analisianalisi emerge la sfiducia verso le forze politiche che dovrebbero garantire tutela ai cittadini. Accrescere la disparità tra ricchi e poveri, togliere alle giovani generazioni la speranza e le ambizioni, privare i pensionati di un presente dignitoso, non può che portare a delle reazioni e conseguenze: si tratta di fenomeni eterogenei, ma legati alla stessa causa, che il WEF ha 
 accomunato sotto il termine distopia.

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