Mercoledi, 12 Dicembre 2018

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I COSTI DELLA POLITICA AMMONTANO A 24, 7 MILIARDI DI EURO L'ANNO, CIRCA 646 EURO A CONTRIBUENTE


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Secondo un'indagine della Uil sui costi della Politicacosti
della  Politica, l'esercito di persone che vivono direttamente o indirettamente di politica è composto da oltre 1,3 milioni di unità. Nello specifico si contano oltre 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali di cui 1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari, 1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali, 4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali e 138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali. A questi si aggiungono oltre 12 mila consiglieri circoscrizionali, 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni e quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione. I costi della politica, diretti ed indiretti, ammontano ogni anno a 18,3 miliardi di euro, a cui vanno sommati i costi del sistema istituzionale pari a 6,4 miliardi, per un totale di 24,7 miliardi di euro. Questa cifra spropositata è pari al 12,6% del gettito Irpef (comprensivo di addizionali locali) pari a circa 646 euro medi per contribuente.


DISTRIBUZIONE DELLE RISORSE.

  • Per il funzionamento degli Organi dello Stato Centrale, ovvero Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Corte Costituzionale e Presidenza del Consiglio, vengono destinati oltre 3,2 miliardi di euro (dati per il 2011 del Bilancio preventivo dello Stato ), pari a circa 82 euro medi per contribuente.

  • Per gli Organi di Regioni, Province e Comuni (funzionamento Giunte e Consigli) i costi ammontano a 3,3 miliardi di euro (85 euro medi per contribuente).

  • Per il funzionamento della Corte dei Conti, Consiglio di Stato, CNEL, CSM, Consiglio Giustizia Amministrativa della Regione Sicilia, occorrono 529 milioni di euro.

  • Per i costi per l’indirizzo politico dei Ministeri (che comprendono esclusivamente i costi di funzionamento dei Centri di responsabilità amministrativa quali il Gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del Ministro) sono destinati 226 milioni di euro.

Secondo la Uil nel 2010 per il solo funzionamento dei Consigli e delle Giunte regionali sono stati impiegati 1,2 miliardi di euro, pari al 14,1% del gettito derivante dall’Addizionale Regionale IRPEF. Per le provincie gli ultimi dati disponibili si riferiscono al 2008, e riferiscono di un costo per il funzionamento di Consigli e Giunte, pari a circa 455 milioni di euro. Sempre nel 2008 il costo per il funzionamento di Giunte e Consigli di Stato dei Comuni, comprese le Comunità Montane e le Unioni dei Comuni, è stato pari a oltre 1,6 miliardi di euro, ovvero il 55,8% del gettito delle Addizionali Comunali IRPEF.
Le spese per consulenze, incarichi, collaborazioni e quelle relative a comitati e commissioni è stato nel 2009, pari a 3 miliardi di euro, mentre per i compensi, le spese di rappresentanza, il funzionamento dei consigli di amministrazione delle Società pubbliche o partecipate si sono spesi 2,5 miliardi di euro (dato 2010). I costi di gestione del parco auto della Pubblica Amministrazione (auto blu e grigie) ammontano a circa 4,4 miliardi di euro l’anno, anche se non esiste un dato ufficiale ma solo stime. Ricordiamo in proposito che, secondo uno studio Ibl, se il nostro Paese allineasse il numero di auto blu a quelle della Francia si otterrebbe un risparmio tra 1,5 miliardi e i 3,3 miliardi di euro,otterrebbe
un risparmio tra 1,5 miliardi e i 3,3 miliardi di euro, senza contare eventuali entrate per la dismissione della auto.


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E ancora il costo per la direzione delle 255 Aziende sanitarie e ospedaliere è di oltre 350 milioni di euro, mentre quello dei Consigli di Amministrazione degli Ater/Aler è di circa 40 milioni di euro. Chiudono questo elenco di costi diretti ed indiretti della politica, le spese per il personale di nomina politica, per le Segreterie di Presidenti, Sindaci e Assessori, che secondo le stime Uil, si aggirano intorno a 1,5 miliardi di euro l’anno.


COME INTERVENIRE
Secondo la Uil sarebbe possibile ottenere risparmi di cassa, quantificabili in almeno 6,4 miliardi di euro, ammodernando il sistema istituzionale. Ad esempio se si imponesse alle Province di limitare la spesa ai soli i compiti attribuiti dalla Legge, si otterrebbe secondo il sindacato un risparmio di 1,2 miliardi di euro annui. Allo stesso modo accorpando gli oltre 7.400 Comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, si otterrebbe un risparmio di circa 3,2 miliardi di euro. Senza contare, prosegue la Uil, che con una più “sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, si potrebbero risparmiare altri 1,5 miliardi di euro.
Per quanto riguarda i costi diretti ed indiretti della politica la Uil ritiene che, sarebbe possibile effettuare un taglio del 20% delle spese, senza ridurre minimamente il servizio ai cittadini e senza intaccare i processi democratici, alla base delle Istituzioni. Ciò significa che si potrebbero risparmiare ben 3,7 miliardi dei 18,3 che attualmente la macchina politica impiega ogni anno. In totale dunque, sommando queste due voci di risparmio si potrebbe raccimolare un tesoretto di 10,1 miliardi di euro l'anno, da dedicare a politiche fiscali e/o sociali a vantaggio di tutti i cittadini. Una cifra del genere ad esempio sarebbe sufficiente ad azzerare del tutto le addizionali regionali e comunali Irpef. con un abbassamento evidente del carico fiscale complessivo.
Se invece questa cifra dovesse essere dirottata esclusivamente a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati, spiega la Uil, si potrebbe, ottenere una permanente detassazione della tredicesima con un vantaggio economico pari a circa 400 euro in busta paga.

 

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