Martedi, 27 Giugno 2017

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Il Livello di Benessere delle Famiglie È Tornato Quello di 13 Anni Fa


Crescita economica, manovra finanziaria, Pil, Confindustria

Il benessere delle Famiglie italiane, calcolato in termini di Pil pro capite sarà nel 2012 pari al 6,9% in meno di quanto registrato prima della crisi, (2007) e ai livelli del 1999. È questo lo scenario disegnato dal Centro Studi di Confindustria, che alla luce delle previsioni del Pil italiano relative al 2011 e 2012, ha sentenziato che nel 2012 l'Italia si troverà agli stessi livelli di benessere di 13 anni prima. Più di un decennio perso senza crescere, per il nostro Paese, dopo un ulteriore decennio in cui la ricchezza prodotta è aumentata meno che negli altri Paesi industrializzati.

Nello specifico Confindustria sottolinea che il reddito degli italiani, arriverà nel 2012 ad essere pari al 93% della media europea, dopo essere stato il 107% nel 1996. Sono questi i risultati di un'Italia che ha subito pesantemente gli effetti della crisi, spiegano gli economisti di viale dell'Astronomia e che non ha saputo sfruttare l'onda, seppur lieve, della ripresa economica. Nel 2011 il Pil italiano crescerà, infatti, solo dello 0,7%, per poi crollare al +0,2% nel 2012. Stime corrette al ribasso dal Centro Studi di Confindustria di 2 decimi di punto, rispetto alle precedenti previsioni e che trovano, per quanto riguarda il 2011 conferma anche nelle previsioni della Commissione Ue. Secondo quanto comunicato da Bruxelles, infatti, il prodotto interno lordo italiano salirà dello 0,7%, contro un aumento dell'1,6% per quanto riguarda l'Eurozona e dell'1,7% per l'UE a 27. 
Diverse invece le prese di posizione di Confindustria e Commissione Europea sugli effetti della Manovra Finanzaria sulla crescita del 2011. Da Confindustria fanno sapere che “l'incedere dell'economia italiana è frenato dall'impatto delle manovre correttive, indispensabili e senza alternative per raddrizzare rapidamente i conti pubblici”. Di qui la riduzione delle stime rispetto alla previsioni precedenti, che in ogni caso erano decisamente inferiori rispetto all'1,1%, all'1,3% e all'1,5% ipotizzati dal governo nel Dpef dello scorso aprile per il triennio 2011-2012-2013.

Più prudente la Commissione Europea che, per voce del Commissario Europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn fa sapere che la manovra : “ non avrà alcun impatto sulla crescita del Pil per il 2011”, in quanto prevede misure che influiranno sull'economia solo a partire dal prossimo anno. Un'affermazione vera solo in parte, visto che misure come l'aumento dell'aliquota Iva ordinaria dal 20% al 21% diverranno operativo dalla pubblicazione del testo in Gazzetta. In ogni caso Rehn ha sottolineato il fatto che le Autorità italiane sono al corrente di questo rallentamento della crescita.
Tornando alla Confindustria, Luca Paolazzi, direttore del Centro Studi evidenzia come la manovra varata dal Governo sia fatta prevalentemente di entrate, che porteranno la pressione fiscale quest'anno a raggiungere il 42,8% e l'anno prossimo il 44,1%, nuovo record assoluto per l'Italia, superiore anche a quello del 1997 (43,7%), quando furono “lacrime e sangue” per entrare nell'Euro.

STANGATA DA QUASI 11MILA EURO IN FAMIGLIA
Sul tema del decennio perso, interviene anche il Casper, Comitato contro le speculazioni e per il risparmio, che in uno studio evidenzia come in 10 anni, da fine 2001 a settembre 2011, ogni famiglia italiana abbia speso complessivamente circa 10.850 euro in più a causa dei rincari dei prezzi al dettaglio, delle maggiori tassazioni, degli aumenti tariffari, della crescita di affitti e mutui e della crisi economica. Complessivamente per l’Italia il peso di speculazioni, rincari e crisi, calcola il Casper è stato pari a 259,3 miliardi di euro in 10 anni .

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